Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Opere santa Teresa
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Le opere di Santa Teresa. Studio - Riassunto (1883-1884)

43. In conversazione con Dio

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43.
In conversazione con Dio
[III-75] Il Signore in conversazione più intima con sé chiama cui egli più davvicino vuole. Nondimeno se uno si sforza con rassegnazione e fedeltà di servirgli, certo è che Dio più facilmente il favorirà delle tenerezze sue. Ma se non ci diamo totalmente a lui, già assai è se ci lascia nell’orazione mentale. Che se ci diamo a lui, tanto prende a riamarci come il padre più amante che si trae il boccon di bocca per darlo a’ figli suoi. L’anima fedele vinca come il Sales l’amor proprio e, benché provinsi dissipazioni, Dio 442 le favorirà il dono della contemplazione.
L’intelletto è un pazzerello, basta che ferma ne sia la volontà. [III-76] Non tutti però son fatti per la contemplazione. Ognuno stiasi umilmente al posto che gli è assegnato. La contemplazione non è 443 necessaria a salute, benché giovi mirabilmente. I contemplativi hanno maggiori pene interiori. Il Signore non ammette alle intimità sue che le anime crocefisse con Gesù... Sono i contemplativi come gli alfieri nelle battaglie... devono inoltrarsi 444 al merito di vincere od al costo di morire. Se volgono 445 il passo addietro sarebbero tagliati a pezzi, ond’è 446 minor male il proseguire e combattere. I contemplativi sono come capitani in guerra: se danno un passo ­addietro, subito sono scorti. L’umiltà, la mortificazione, l’obbedienza: eccolo il tesoro nostro.
Esercitarsi 447 per qualche anno rigorosamente nell’obbedienza vale un acquisto prezioso di cristiana perfezione. [III-77] Ha degli intelletti i quali sono come cavalli che non sentono il - 117 -freno. Sono come assetati che corrono verso la fonte ed hanno già superato molti ostacoli e mancherebbe uno sforzo ultimo, eppur nol mettono: qual danno a queste anime, e che carità usa Dio se 448 mantiene in loro cotal ardore di sete! 449. Trovandosi vicino a tal fonte s’afforzano d’amor santo al Signore e non omettono di pregare in qualsiasi tentazione sopravenga. L’anima si purga dalla polvere di mondo... e tanto brama essere con Dio che vorrebbe struggersi in penitenze di sangue fino alla morte. Il desiderio di morire si fa così vivo che par 450 tolga il giudizio. Il demonio ne prende rabbia accanita ed o suggerisce di protrar le penitenze finché si rovini il corpo, ovvero suggerisce di gettarsi a morte per vedere Dio. Le forze allora vengono meno e il giudizio se ne va. La brama di esser con Dio è in tutti quelli che451 [III-78] correndo nel bene non s’arrestano. Intanto mettersi in cammino giova sempre, come 452 chi tenendo il rosario benedetto il venga recitando anche per una sol volta 453.
Via i giuochi di fanciulli 454. Amate voi il Signore? Ma se lo amate, non temete le dicerie. Che importa 455 ciò? Il mondo non vi intende, quando poi vi intenda allora se ne gioverà. Costi quel che costi il darsi a Dio con generosità. Dica il mondo, - 118 -s’arrabbi il demonio. Il paradiso lo rapiscono i violenti 456. L’anima fedele deve con tutte le forze dell’animo suo abbandonarsi al fervore di preghiera.




p. 116
442
Originale: Dio /ne/.


443
Originale: è /punto/.


444
Originale: inoltrarsi /fin a costo/.


445
Originale: volgono /un/.


446
Originale: ond’è /meglio/.


447
Originale: /Un anno/.


p. 117
448
Originale: se /lascia/.


449
In Opere, iv, Opere ascetiche, p. 117 (Via della perfezione): « Quando piace a Dio di sedar questa sete in un’anima, una delle maggiori grazie che le possa allor fare, è di lasciarla ancora assetata; e, ogni volta ch’essa beve, sospira con maggior ardore le acque di questa fontana di vita ».


450
Originale: par /gli/.


451
Originale: che /s’adoprano per conseguire/.


452
Originale: come /a/.


453
Più chiaramente in Opere, iv, Opere ascetiche, p. 129 (Via della perfezione): « [...] quando esso non facesse altro che dare un passo [nella via dell’orazione], ha questo passo in sé tanta virtù, che non deve aver paura di perderlo, e può andar sicuro d’esserne poi largamente ricompensato. È come una persona che ha una corona cui sono applicate delle indulgenze: se la recita una volta, guadagna un’indulgenza; se più volte, guadagnerà altrettante indulgenze; ma se non la piglia mai in mano [...] meglio sarebbe per lei non averla ».


454
Originale: fanciulli. /Mi/.


455
Originale: importano.


p. 118
456
Cfr. Mt 11, 12.


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