Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Opere santa Teresa
Lettura del testo

Le opere di Santa Teresa. Studio - Riassunto (1883-1884)

49. Il gran Re è entro alla casa del cuor tuo

«»

- 130 -
49.
Il gran Re è entro alla casa del cuor tuo
[IV-12]Anima fedele! Il gran Re già è entro alla casa del cuor tuo. Che alta ventura è questa tua! Ei ti fa cenno che l’abbracci e tu attratta da quello sguardo di divina soavità, tu già sclami colla sposa dei sacri Cantici: « Osculetur me osculo oris sui, quia meliora sunt ubera tua vino, fragrantia unguentis
optimis
» (Canticum, cap. i). Sì, sì, mi baci il Signore del bacio di sua bocca, perché le tue mammelle sono migliori del vino e spirano l’odore di più squisiti profumi 506. Portento di divina benevolenza! Chi avrebbe osato dirigere a Dio cotal discorso? Ma 507 Dio venendo strappò quell’accento [IV-13] dal cuore del­l’anima fedele. Questa in 508 rapimento d’amore si abbraccia a Dio, e il Signore a lei. Quest’ammirabile abbracciamento avviene nel mistero della Comunione augustissima; avvien fuori di questo momento solennissimo in altra ora che a Dio piaccia e quando l’anima corrispondendo alle divine chiamate s’affretta.
O poveri mortali! Voi potete introdurre Dio nella casa del cuor vostro, e ancor ritardate un istante a spalancargli l’ingresso, a conservare pulite le stanze del cuor vostro! Vedete come l’anima fortunata che l’ha ricevuto 509 è in una gioia di contentezza che tutta invade le potenze dell’anima sua! Ella è a guisa di chi entra nel mezzo di magnifica sala e che dovunque volga lo sguardo non vede che copia svariatissima di bellezze non mai più scorte, e smarrisce [IV-14] per poco il senso in quella quintessenza di soavi odori che dentro vi è sparsa.
Benavventurato cristiano! Ei si sente l’anima beata. Gode come il bambino presso 510 al seno materno. Iddio, stendendo il manto della sua protezione, fa sì che l’anima sclami tuttavia: - 131 -« Sub umbra illius quem desideraveram sedi, et fructus eius dulcis gutturi meo » (Canticum, cap. ii) 511 Godimento giocondissimo! 512. Il pastorello che è sotto all’albero fronzuto a riparo dai raggi di mezzodì, egli è tranquillo. E l’anima che in tutto s’affida 513 alla provvidenza del Signore, oh come ella stessa gode nell’intimo dell’anima sua! Conversa con Dio dolcemente come con un amico. Lo Spirito Santo è nel mezzo per suggerire all’anima le più belle cose a dire a Dio. Ivi espone i pensieri sublimi, ivi offre affetti generosi [IV-15] del cuor suo. Qual pro mai, o anima fedele! Ell’è mille volte beata in esclamare a tutti: « Mi posi a sedere all’ombra di colui che io aveva desiderato e il suo frutto al mio gusto è pieno di dolcezza ».
Quando Iddio si compiace illuminare un’anima 514 che lo riceva nella casa del cuor suo, e questa che dispone degnamente pel ricevimento, che spettacolo avviene allora! È cosa che in pensarvi il sangue sale alla fronte, il cuore par che si sfasci in affetti di tenerezza, e l’anima innondata di purissima gioia intende alla fine chi ella è e quanto grande l’ha fatta il Signore e non cessa di 515 godere in pensare che Iddio è l’Altissimo e ­ottimo Signore.




p. 130
506
Ct 1, 2s.


507
Originale: Ma /l’apparizione della d.../.


508
Originale: in /estasi eccesso/.


509
Originale: ricevuta.


510
Originale: presso /alle poppe/.


p. 131
511
Ct 2, 3, ripetuto nel capoverso.


512
Originale: giocondissimo! /Chi/.


513
Originale: s’affida /all’ombra/.


514
Originale: un’anima /e/.


515
Originale: di /meravigliarsi/.


«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma