Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al Padre…
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ANDIAMO AL PADRE INVITI FAMIGLIARI A BEN RECITARE L'ORAZIONE DEL PATER NOSTER (1880)

GUIDA PER ACCOSTARSI DIVOTAMENTE AI SACRAMENTI DELLA CONFESSIONE E DELLA COMUNIONE E PER ASSISTERE CON FRUTTO ALLA SANTA MESSA

I. Pensieri ed affetti per ben confessarsi ricavati dall'esame e dal dolore dei peccati commessi contro ai santi Comandamenti del Signore

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GUIDA PER ACCOSTARSI DIVOTAMENTE AI SACRAMENTI DELLA CONFESSIONE E DELLA COMUNIONE E PER ASSISTERE CON FRUTTO ALLA SANTA MESSA

I.

Pensieri ed affetti per ben confessarsi ricavati

dall'esame e dal dolore dei peccati commessi

contro ai santi Comandamenti del Signore

  1. [145]O Signore e Padre mio, quando il prodigo dolente fu alla vostra presenza pianse per tenerezza e intanto sospirò: "Io non son degno di starvi dinanzi, ma abbiate di me misericordia". Io sciagurato come il prodigo ma dolente al pari di

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lui, ora che mi trovo in questa vostra casa e avanti al vostro cospetto presso al trono vostro nel tabernacolo del Santissimo Sacramento, piango io stesso nell'amarezza del mio cuore e grido a voi: "Padre e Signor mio, io non sono più degno di starvi dinanzi, ma abbiate [146]di me misericordia, udite i gemiti del mio cuore".

  2. Nato ieri da una madre peccatrice47, ho aperti gli occhi miei nella carcere del peccato originale. Inorridii io e voi pietoso siete accorso a scacciar da me Satana, e con infondere sul mio capo l'acqua battesimale mi aveste illuminato la mente con lo splendor della fede, acceso il cuore con il fervor di carità; mi rivestiste delle vestimenta della grazia vostra e mi avete aperte le porte del paradiso e intanto mi avete commesso alle cure di santa Chiesa, vostra sposa immacolata. Qual grazia, o Signore! Io promisi di esservi poi fedele sino alla fine.

  3. Ma presto diventai mentitore iniquo al vostro cospetto e traditore ingratissimo. Satanasso venne a tentar me, come già sedusse il popolo degli ebrei quando in massa giunse a condannare Gesù alla croce. Stavano dunque dinanzi a me pure Lucifero con Barabba da sinistra, e da destra guardavami48 con occhio pietoso Gesù [147]e l'angelo mio benedetto, ma io lasciai confuso voi, mio Salvatore, e mi sono associato a quei scellerati che tolsero a gridare: "Gesù via da noi! Alla croce Gesù!".

  4. Voi vi incamminaste dunque sulla via del Calvario e intanto guardaste a me con occhio pietoso come al Cireneo e come alle pie donne per farmi ravvedere, ma io con le usurpazioni vane del vostro santo nome, con le bestemmie manifeste, con le promesse infedeli e con gli stessi giuramenti iniqui, io mi resi detestabile come quegli ebrei che per la strada vi gettavano innanzi lordure, fui iniquo come quei carnefici che vi sospingevano per farvi dolorosamente cadere fra la via.

  5. Avessi io almeno compatito a Gesù mentre si abbracciava alla madre desolata; ma io crudo come un carnefice, nel giorno stesso di festa nel quale voi godete di dire: "La mia

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gioia è di stare co' figli miei"49, io sono entrato nel santuario della vostra casa per desolarvi. con discorsi [148]imprudenti, con sguardi immodesti, con un contegno scandaloso e con intenzioni maligne ho attentato a strappar dal seno vostro le anime che vi sono tanto care. Fuori del vostro santuario poi ho fatto peggior strage d'anime che dentro non fece rovina dei corpi un giorno il generale Apollonio. Io son corso ad un lavoro di profanazione, mi son affrettato alle osterie per offendervi colla crapula, ai balli per oltraggiarvi colle immodestie, son venuto alle veglie per ingiuriarvi cogli amoreggiamenti, sicché io ho avuta la malizia di convertire in un giorno di dannazione quel giorno santo che mi invitava a donarmi intieramente alla salvezza dell'anima mia.

  6. Poi da un abisso già sì profondo caddi in altro più profondo. Voi avete detto che chi ascolta i superiori ascolta Iddio medesimo ed io ho ingiuriato al padre che suda per me ed ho fatto sospirare la madre la quale geme per me in tutti i giorni del viver mio. Non ho avuto cuore [149]verso agli autori della vita mia e li ho lasciati languire nel momento del bisogno. Forse i miei cari per causa mia sospirano ancor adesso nei tormenti del purgatorio. I vecchi venerandi che hanno aiutato <ad> edificare la casa di mia abitazione li ho anche ingiuriati con strapazzi, e così fui crudele verso a voi come i giudei50 lo furono verso alle persone pie che sulla via del Calvario vi compativano.

  7. Voi diceste altresì: "Io vi sono Padre e voi mi siete figli, quel bene che voi fate al più meschino de' miei figliuoli sarà come fatto a me"51. Ma io non solo non feci loro un bene di sorta, ma procurai danno nel corpo maltrattandoli, rovina nell'anima con tanto scandalo di discorsi e di tratti scandalosi, con tante conversazioni inique e con letture pervertitrici. Io fui in ciò colpevole come Pilato che condannò a morte voi, innocente Gesù. Ah!, se io non riparo alla rovina di tante anime, com'è possibile che vi possa ancora piacere?

 

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  8. Buon pellicano Gesù! Voi per [150]salvar le anime sostenete le lacerazioni della crocefissione: in quell'ora l'inferno rimane muto e cessa dalle imprecazioni, ma io m'aggirai come belva avida in traccia di anime a perdere. Intanto addentava col morso di discorsi laidi, intanto mi insozzava quest'anima, immagine vostra, con le lordure di un fango putrido, intanto con tratti, con pensieri acconsentiti, con soddisfazioni illecite entrava come sacrilego a rovesciar l'ordine della vostra famiglia, la pace dei figli vostri.

  9. Mio Padre e Salvatore! Voi per salvarmi pendete in croce sospeso fra cielo e terra. Stendete le mani per abbracciare le anime, ma io ministro feroce di crudeltà entrava nella casa dei fratelli miei, ne apriva loro le vene per succhiarne il vivo sangue mentre con le frodi, con i furti, con le rapine strappava quello che loro costò sudore di sangue: la buona riputazione e la roba della famiglia.

  10. Non è iniquità di cui io non mi sia reso colpevole. I giudei vedendovi [151]lottare nelle agonie di morte tuttavia vi oltraggiavano, ed io come quelli ho ingiuriato a voi mentre con la lingua ho recatogran danno ai figli vostri con le mormorazioni, con le bugie manifeste, con le stesse calunnie e forse con i medesimi giuramenti falsi.

  11. Finalmente voi in un eccesso di amor paterno morite sulla croce per dare la vita ai figli vostri. Dal vostro costato aperto faceste uscire sette fonti di salute che affidaste alla custodia di Chiesa santa, vostra sposa e madre mia. Ma io che feci mai?... Mentre voi languiste nelle agonie, io mi perdei nel dissipamento... Mi affidaste un campo a lavorare... un ufficio a compire... ma io non solo non ho operato per il vantaggio vostro, ma mi sono affaticato per disertare il campo del lavoro, per distruggere l'ufficio impostomi. A Chiesa santa, che mi invitava ad un digiuno di riparazione, ad una mortificazione semplice in ossequio di giorni sacri, io risposi con la scelleratezza del figlio [152]che in seno alla madre conficca uno stilo di morte.

  12. O Gesù mio padre e salvatore! Voi che mi avete aiutato fin qui a scorgere l'orrore della mia coscienza, operate ancora a mio favore un miracolo di pietà. Battete il cuor mio

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e fatene uscir una fonte di lagrime, atta a spegnere tutta la fiamma delle mie iniquità. Potessi io almeno piangere come la Maddalena desolata, come Pietro contrito! Potessi io morire di dolore, o Gesù, come voi moriste per me di amore. Mi pongo desolato ai piè della croce vostra, Gesù mio, mi accosto al tribunale della Confessione come ad un trono di misericordia. Or come al buon ladrone diceste: "Oggi sarai meco in paradiso"52, così dite a me per bocca del vostro ministro: "Io ti assolvo dai peccati tuoi".





p. 169
47     Cfr. Sal 51(50), 7.



48     Lezione probabile: guardavami.



p. 170
49     Cfr. Pr 8, 31.



50     Originale: giudici, ripetuto nel paragrafo 10; cfr. ed. 1927, p. 138, p. 140.



51     Cfr. 2 Cor 6, 18; Mt 25, 40.



p. 172
52     Lc 23, 43.



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