Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Ricordini S. Zita
Lettura del testo

Ricordini di santa Zita (1888-1890)

‹Considerazione› XXVI. La santa Comunione

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[- 244 -]
Considerazione XXVI.
La santa Comunione
[96] Mi rappresenterò il pulcino che bevendo dal sangue del suo pellicano si ha vita e vigore.
- 245 -Mi metto alla santa presenza di Dio e dirò: « Padre nostro etc., Ave, Maria... Gloria al Padre etc. ».

1. Considera in primo luogo il beneficio immenso che Dio fa alle anime ancora oggidì, in mezzo a tanta iniquità dei tempi, con ispirare il pio costume della Comunione frequente; quasi non è mezzo più atto a preservarsi in mezzo alla generale corruttela. I pontefici e personaggi illustrissimi 166 raccomandano questa pratica quasi un’arca di salvezza nello infuriare delle onde procellose. Poni attenzione alla cura anche più viva che il Signore ebbe dell’anima tua in provvederti con molta [97] frequenza d’un cibo sacrosanto.
2. Considera che la santa Comunione dicesi per eccellenza il cibo dell’anima che in sé contiene ogni diletto 167. E 168 il Signore in porgerci tal cibo, egli ha posto un confronto fra il cibo materiale e lo spirituale, a significare che come in ogni il corpo ha uopo del suo nutrimento materiale, così l’anima n’abbisogna del suo alimento spirituale. E l’abbiamo avvertito che il cibo per eccellenza dell’anima è quello della santissima Eucaristia.
3. Considera che i primi cristiani si comunicavano con fervore ogni volta che assistevano alla santa Messa. E tu, che 169 impedisce che mostrandoti vigile e industriosa in guadagnarti un quarto d’ora di tempo, che impedisce a te che, permettendolo altresì il confessore tuo, tu non valga con una santa Comunione ricevuta un po’ più frequente a rallegrare il [98] cielo, a colmar di prosperità la terra? Considera che nei primi tempi della Chiesa appena si stimava poter uno disporsi a gravi patimenti se non si confortava 170 colla santa Comunione, e tu che in ogni hai pene nuove, ché non ti accosti con gran cuore ­all’Autore della vita?
- 246 - Orazione
Ho meco il mio tesoro e non so valermene. Ho il mio paradiso con me in terra e nol ravviso. O Signore, fatemi intendere, fatemi gustare.
Dopo la meditazione
Prenderò qualche buona risoluzione...
Ringrazierò il Signore dei lumi che mi ha dati nella presente meditazione e lo pregherò a darmi grazia di mettere in pratica le prese risoluzioni.




p. 245
166
Originale: illustrissimi /commendano/.


167
Sap 16, 20.


168
Originale: E /nella/.


169
Originale: che /ancor ti mostri più vigile e/.


170
Originale: confortava /quotidianamente/.


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