Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Eccolo il Signore!
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Eccolo il Signore! Nozioni agricolo-morali

IV. Ciò che è più vile è più utile

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IV.
Ciò che è più vile è più utile
1. [32]Sembra un paradosso l’enunciato: ciò che è più vile è più utile, ma 69 esso è un tesoro di bontà. Nell’ordine sovrannaturale ciò che è più vile al cospetto degli uomini, il perdonar le offese, l’umiliarsi, il confondersi al 70 cospetto di Dio, questo è mistero di perfezione e tesoro di consolazione 71, apogeo di santità. Nell’ordine morale il cristiano modesto acquista ben più amici che non il personaggio 72 il quale poggia all’alto. E nell’ordine naturale ciò che è più vile, lo scolo delle strade, le [33] immondezze della casa 73, la spazzatura dello stallone, - 280 -questo stesso dona il vigore alla terra e la dispone a fruttare prodigiosamente, proprio come il cuor del cristiano umile il quale quanto più 74 cerca di inchinarsi nella confusion di sé, tanto più lo innalzano75 Dio e gli uomini.
2. Facciamoci a intender meglio il vero di questa massima. Il cristiano riceve 76 dal Signore un dono di grazia che poi egli con gioia considera ed espande benanco fra gli altri 77. Ma ­appunto come la terra che ha ricevuto un dono dall’alto, un concime di potassa, di soda e simili per fruttare, essa dona i suoi frutti e intanto fa come l’uomo, che [34] in porgere altrui permette d’impoverir se stessa e il fa con ingloriarsene. Un senso di amor proprio è una stilla di veleno che ammorba od è come una scintilla di fuoco che abbrucia. Che bisogno è dunque? Certo occorre che in copia il cristiano domandi per sé il segreto delle solitudini, il mistero delle umiliazioni, proprio come ai campi nei quali le sozzure più fetide sono sempre le più fruttuose. Volete in questo proposito essere convinti dai fatti?
3. Scrive Boussingault: « In Fiandra 78 le materie fecali sono l’oggetto di un commercio estesissimo, e nelle vicinanze di grosse città riescono di risorsa immensa pel miglioramento del suolo. I cinesi pure le raccolgono con minuziosa cura, conservandole in vasi ben chiusi, ed [35] impiegano turbe immense di vecchi, di donne, di fanciulli a dilungarle e spargerle nel terreno. Che cosa ne succede? Non solo colà si ottengono raccolti più copiosi che in ogni parte del mondo, ma dallo impiego esclusivo di questo ingrasso ne deriva che nei loro campi scompaiono tutte le erbe inutili e nocive, e soltanto vegetano immensamente rigogliose le piante coltivate ». Or quanto anche crescano in cuore al cristiano pio le piante della virtù  79 con - 281 -l’aiuto della umiltà, niun saggio è che non comprenda appieno e non commendi altamente.
4. Però insiste il Signore: « Umilia grandemente il tuo spirito e troverai grazia » 80. Sicché tu ben intendi ora perché i cristiani illustri sieno [36] avidissimi del patire e dell’umiliarsi, e schivi al sommo d’ogni 81 lode. Sopportare un’ingiuria e tollerare una persona molesta 82 costa fatica, ma che importa se il pro che ne viene è tant’alto? I buoni agricoltori 83 amano anche materie fracide perché il sanno che 84 ai loro campi tanto sono utili e necessarie quelle sozzure, come all’uomo il pane e la carne per vivere. Da 85 una sol porzione della città di Parigi si trasportano con 500 carri con 800 cavalli ogni 800 metri cubi di feccie che son atte86 produrre, sparse nei campi, una cifra favolosa di chilogrammi 87 di buon frumento. Gli economisti in questo proposito hanno calcolato che una popolazione di 1112 abitanti tenendo 88 cura di tutte le spazzature, avanzi organici, [37] tritumi di piante, avanzi di macelleria, lana, peli, unghie, corna, piume, ossa, cenci, potrebbe guadagnare in frutti per L. 30.610. Una sola libbra d’ossa contiene tanti fosfati quanto un quintale di grano. Però Inghilterra aduna ossa da tutta Francia e da tutta Italia e dopo 89 averne usato in elaborati chimici, li estende sui campi ridotte in polvere. Due chilogrammi di concime sottile i fiamminghi il fanno bastare per un ettare di terreno. A Genova, dove la coltivazione è portata a buon grado di perfezione, se ne fa pure ricerca diligentissima. La terra per produrre ha bisogno di 90 corpi minerali detti alcali, che sono fosfati, silice, solfo, ferro, potassa, calce, soda, - 282 -magnesia, di cui le stesse spazzature della stalla da cavallo o da bue non contengono [38] che diciassette o tredici di cento parti 91. Il monaco Gersone, che è ammirato da tutti i filosofi del secolo e dai teologi della Chiesa, nel suo libro ammirabile Della imitazione di Cristo dice: « Ama di non esser conosciuto e di esser stimato per nulla », e spiega che in questo è saviezza e felicità. E noi per umiliarci non abbiamo che a guardare dentro noi stessi: « Humiliatio tua in medio tui » 92.
5. Ma noi siamo sì meschini che appunto spregiamo quello che tanto ci fa pro, l’umiliazione, e si dice: « Sopporterei, ma se fosse altra persona e in altro caso... », « Perdono, ma non vovedere o parlare con colui », e così spreghiamo l’occasion di bene, come il contadino che avendo spazzatura 93 tuttavia copiosa, lasciala a fermentar sotto il corpo delle bestie, e così a nuocere [39] alla salute di queste, o se la toglie la getta allo aperto, sotto le acque, e la sminuzza e la smuove, e fa sollevare in alto un 94 fumo di effluvii, il meglio dei concimi, proprio come il vanaglorioso malavveduto che fatta un’opera buona, la mostra a tutti perché egli intanto ne perda il frutto. Ovvero nella spazzatura di stalle mescola in troppa copia paglie che struggono o foglie che consumano. Il vino se troppo si dilunga con acqua non aggiusta lo stomaco, e nemmen un concime troppo scarso un campo, come nel cuor cristiano un’umiltà affettata non ingenera virtù soda. Scrive il perito De Gasparin: - 283 -« Per formare buoni concimi si terranno ben calcati, acciò l’aria non vi penetri liberamente, ovvero vi si aggiungeranno delle materie (per esempio terra asciutta e polverizzata) che l’assorbano nell’entrare [40] ovvero ne trattengano l’ammoniaca che vuol uscire. È un errore il mescolare gli escrementi colle paglie o coi fogliami, i quali assorbendo malamente le sostanze liquide tengono sollevate le materie solide e vi lasciano penetrar l’aria. È un errore quello di rimescolare sovente il concime colla idea di migliorarlo, quando invece peggiora moltissimo a cagione dell’evaporamento. È un errore provocare lo sminuzzamento del concime ed aspettare a giovarsene quando è quasi scomposto, mentre avendo perduto con simili operazioni molti principii fertilizzanti, ha diminuito altresì grandemente nella quantità. Tenete il concime al riparo dai venti, dal sole, dalle pioggie, e fate in modo che sia coperto da una tettoia. Non lo gettate nelle fosse ma riponetelo [41] sopra una porzione di terreno sollevato, comprimetelo fortemente mano a mano che ne aggiungete, inaffiatelo con frequenza degli scoli che escono e si radunano nel pozzetto praticato vicino al mucchio del concime, e guardatevi bene di smuoverlo prima di doverlo spargere nel terreno. Questa maniera di conservare il concime denota un vero progresso, e tuttavia è ben lungi dall’essere cosa perfetta siccome vorrebbe la scienza agricola ». L’agricoltore pone attenzione in conservare le virtù operatrici del suo concime, e quanto adopera di cura il cristiano umile per mantenere in sé il tesoro della virtù che ha acquistata con lungo esercizio?
6. Come il contadino sotterra nel suolo il suo concime, così il cristiano la virtù nel cuore, e come il [42] giardiniere sparge 95 il concime ancora a fior di terra, così l’umile copresi con il cencio della confusione fin sopra il capo, e tutta la persona con una veste di vitupero. Il contadino se appena gli è possibile imita 96 l’umile che per tempo in autunno sparge il concime 97, per tempo in primavera versa le immondezze nel suolo che ­- 284 -attende l’alimento proprio. Quante lezioni nella natura e quanto buono studio operasi in essa! Che fa ricco il contadino non è il molto terreno, ma il poco ben coltivato. Che fa virtuoso l’uomo non è la copia di studio, ma l’esercizio continuato di umiliazione.
riflessi
1. Ciò che è più vile, questo è più utile [43] nell’ordine di grazia e di natura.
2. Il cristiano ha bisogno di umiliazione come la terra del concime.
3. Le umiliazioni più vive sono le più utili.
4. Però il cristiano adopera cura in sé come il contadino la usa nel campo proprio.
5. In 98 questo proposito son dei pregiudizii a correggere.
6. Il cristiano nasconde la virtù propria come 99 l’agricoltore il suo concime sotterra.




p. 279
69
Originale: ma /non lo è punto/.


70
Originale: al /confronto/.


71
Originale: consolazione /e/.


72
Originale: personaggio /che/.


73
Originale: casa, /lo spurgo/.


p. 280
74
Originale: più /si/.


75
Originale: e /il Signore/.


76
Originale: massima. /La terra L’uomo/ Il cristiano riceve /fin dal Battesimo un/.


77
Originale: altri /appunto/.


78
Originale: Francia; cfr. Giulio Cappi, Istruzione agraria, p. 130.


79
Originale: virtù /ogni savio/.


p. 281
80
Cfr. Sir 3, 18.


81
Originale: d’ogni /umana/.


82
Originale: molestia.


83
Originale: agricoltori /sdegnano forse di far acquisto di/.


84
Originale: che /ben giovano/.


85
Originale: Da /Parigi/.


86
Originale: a /dare/.


87
Originale: chilogramma, ripetuto nel paragrafo.


88
Nell’originale la parola è ripetuta e la prima occorrenza cancellata.


89
Originale: dopo /essersene/.


90
Nell’originale la parola è ripetuta e la prima occorrenza cancellata.


p. 282
91
Dall’originale si rileva la precedente versione del brano: « non contengono che il diciassette o tredici per cento ». Il periodo sintetizza in modo impreciso due brani che nella fonte sono abbastanza distanziati: « Non solo il concime dato ai terreni è assai minore in quantità di quanto portammo via dai terreni stessi, ma lo vediamo anche minore nella qualità, giacché negli escrementi del cavallo vi manca il 17% di quella sostanza che si conteneva nel loro alimento ed il 13% manca in quello dei bovini » (Giulio Cappi, Istruzione agraria, pp. 121-122); « [...] desideriamo far conoscere che i principii necessarii ad una bella vegetazione non appartengono esclusivamente alle materie ricavate dalle deiezioni degli animali, ma bensì ai corpi minerali e sono i cosidetti alcali, i fosfati, la silice [...] la magnesia » (ivi, p. 124).


92
Mi 6, 14 (Vulgata).


93
Originale: spazzatura /benché/.


94
Originale: un /effluvio/.


p. 283
95
Originale: spargere.


96
Originale: imita /il/.


97
Originale: concime /di/.


p. 284
98
Originale: /Restano/.


99
Originale: come /il/.


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