Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cenni biografici C. Bosatta
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Cenni biografici di suor Chiara Bosatta (1907-1908)

III. Il paroco Carlo Coppini

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III.
Il paroco Carlo Coppini
Il paroco Carlo Coppini, nato a Domaso da poveri genitori, a forza di buona volontà era divenuto sacerdote: fu per qualche anno paroco a Montemezzo, dove edificò col suo zelo, e poi fu creato paroco a Pianello Lario. Di Domaso era pure il vicario generale Ottavio Calcaterra, personaggio di alto senno, conoscitore dei tempi e delle persone: aveva rifiutato più volte la mitra ed era molto ben affetto al sacerdote Carlo Coppini e lo diresse con particolar cura nel pastorale ministero.
[I-6] Il paroco Coppini entrato in cura della parochia di Pianello vi dimorò per oltre 20 anni sino alla morte, che avvenne nel 1881 24. Vi si distinse però presto per zelo, per buon esempio: era sacerdote colto, nel parlare facile, di principii dottrinali intransigenti.
La gloria di Dio, il benessere della Chiesa, la persona del Vicario di Gesù Cristo, la salvezza delle anime costituivano il centro de’ suoi pensieri, il campo delle sue azioni. Non mai si allontanava dalla parochia; in ogni settimana compiva il giro della parochia e visitava una ad una le famiglie e vi spargeva il buon seme della fede, della pietà, della religione santa. Con gli ammalati era indefesso e si faceva proprie le angustie de’ suoi parrocchiani; generoso coi poveri lo fu sempre e prodigo di buoni consigli con tutti. In parochia aveva un gruppo di contrari, che gli cagionavano pene vivissime, ma non se ne lagnava con nessuno e pregava e faceva pregare e disposto a morir martire di patimento pur di guadagnare anime a Dio.
Il paroco Coppini prese special cura della gioventù femminile, che in parochia correva pericolo per l’allontanarsi dei padri e dei fratelli in lavori all’estero per molta parte dell’anno. Prese ad avviare le figliole alla frequenza dei santi Sacramenti e raccogliere le meno adulte ad oratorio festivo e trattenerle nel - 448 -racconto dei fatti più salienti dell’Antico e del Nuovo Testamento, nelle lotte e nei trionfi dei martiri. Leggeva e spiegava loro la Fabiola, il Châteaubriand e le vite illustri delle donne dell’Antico e del Nuovo Testamento.
La messe cresceva sotto la falce del buon mietitore. [I-7] Riordinò le figlie del paese nella congregazione delle Figlie di Maria sotto gli auspici di sant’Angela Merici, informandole alla pratica della castità cristiana. Quelle che vedeva chiamate ad altro stato le dirigeva perché alla loro volta divenissero modello di madri cristiane.
Il Signore benediceva l’opera del parroco e allora il Coppini, scorgendo che non poche figlie non avrebbero trovato a collocarsi, che più altre si sarebbero attenute al proposito di perpetua castità, ne prese consiglio dal venerato suo superiore monsignor vicario generale e pose le fondamenta di un ospizio in Pianello Lario. Scelse talune pie giovani ed a quelle affidò l’andamento della nuova istituzione, ristretta nel frattempo nello spazio di poche stanze che tolse a pigione.
Il don Carlo Coppini, fra le molte giovani della pia congregazione fissò l’attenzione su Marcellina Bosatta, sorella maggiore della nostra Dina, la quale mostrava special acume di mente congiunto a molta generosità di animo ed a pari sacri­ficio di abnegazione, capace a tener congiunti gli animi, atta ­all’amministrazione economica e morale dell’istituto progettato.
Marcellina aveva frequentata da giovinetta la scuola della propria zia Maria Mazzucchi 25,di certa Maria Fusi di Musso, le due persone che in paese e nel contorno conoscevano un po’ più la forza del leggere e dello scrivere. Il padre Alessandro mentre provvedeva più largamente all’istruzione dei figli maschi, poco se ne era curato dell’istruzione delle figlie, come del resto era proprio di quei tempi. Però in Marcellina suppliva il criterio naturale e la forza potente della volontà.
Marcellina sentiva profondamente il sentimento religioso: bramò sempre la vita ritirata e volle [I-8] sempre vivere a Dio. Quando il Coppini le manifestò suoi intendimenti, Marcellina - 449 -si sentì ardere dal desiderio di far del bene a sé ed a molte anime, e già allora col suo grande animo avrebbe desiderato di essere suora e richiamarne alla sua sequela numerosissime altre.
Il Signore ascoltò i fervori di quell’anima perché oggidì suor Marcellina divenne confondatrice delle opere della Casa della divina Providenza e la superiora generale di oltre cinquecento suore che costituiscono la famiglia delle Figlie di santa Maria della Providenza, le quali da Pianello Lario si sono estese in apertura di case e di direzioni varie sino a Roma e nella vicina Svizzera italiana.
Il Signore chiamava la Marcellina Bosatta ad incominciare il bene della propria istituzione nella casa paterna; dessa fu la vera educatrice della minor sorella Dina, come tosto diremo.




p. 447
24
Originale: 1880. Carlo Coppini morì il 1 luglio 1881; cfr. Leonardo Mazzucchi, Il parroco Don Carlo Coppini (1827-1881), Como 1911, p. 175.


p. 448
25
Originale: Mazzucchi, /della/.


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