Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cenni biografici C. Bosatta
Lettura del testo

Cenni biografici di suor Chiara Bosatta (1907-1908)

IV. La prima Comunione

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IV.
La prima Comunione 26
Defunto il padre Alessandro, la vedova Rosa disse al figlio maggiore 27: « Tu Tranquillo, continua tu la direzione economica della casa ». E Tranquillo continuò con amore di fratello e con zelo di 28 capo di casa l’amministrazione della famiglia. Rivolta poi alla figlia maggiore continuò: « Tu Marcellina, a te ti consegno Dina e Seconda, le due ultime figlie; abbine cura ». E Marcellina condivise le cure materne.
Ora le parti di Marcellina furono di pregare per le due minori sorelle e dar loro il migliore buon [I-9] esempio possibile... di tener dietro ai loro passi senza che se ne avvedessero e osservare le loro inclinazioni e regolarle semplicemente. Questo metodo di educazione naturale, semplice, cordiale, produceva - 450 -mirabili effetti: era come acqua placida che pioveva sulla terra del cuore di Dina.
Dina aveva altra sorella di poco superiore in età, di nome Seconda. Or Marcellina ponendo mente diceva: « Il cuor di Dina è come un bel giardino pieno di bei fiori... il cuor di Seconda è cuor buono pure, ma è come il terreno di un orto. Seconda non ha le inclinazioni di Dina, cresce bene ma cresce altrimenti ». E fu così. La Seconda fu pur sempre buona cristiana, ma prese la via meno perfetta, che è del settimo sacramento. Fu buona madre di famiglia e morì di morte cristiana ancor prima che Dina, colpita ancor essa da prolisso malore che le diede occasione a molto merito.
Ma tornando alla Dina, ell’era, abbiam detto, come un bel giardino olezzante dei più bei fiori. La Dina era una rosa di carità verso a Dio, una viola di umiltà nella famiglia, un giglio di purezza fra le compagne. Dina non mai godeva tanto come quando la sorella Marcellina invitavala alla preghiera, allora giungeva le manine e pregava immobile colla pietà di un angelo. Godeva in essere accompagnata alla chiesa, e già allora Dina congiungeva al fervor della preghiera il fervore della penitenza, perché bramava mettersi in ginocchio sul freddo pavimento e rimanersene immota come angelo adoratore con gli occhi fissi al tabernacolo, e dal tabernacolo alla imagine di Gesù crocifisso e della Vergine immacolata. Duravala in [I-10] tal positura tutto il tempo delle sacre funzioni e invitata ad uscirne ne provava rincrescimento, e risalendo l’erta della via per restituirsi in casa era tutta accesa in volto e così composta che i parenti ed i vicini meravigliati dicevano: « La Dina ha qualche cosa di straordinario, pare un angelo calato dal cielo ».
Era il Re degli angeli e degli uomini insieme, il Signor Iddio altissimo che con un lavorio speciale di grazia e di benedizione disponeva l’anima di Dina perché crescesse vero tempio di Dio, santuario dello Spirito, abitazione di Dio altissimo. Di tempo in tempo si rivolgeva alla Marcellina ed alla mamma e sospirava: « Oh se potessi anch’io fare la santa Comunione! ». A quei tempi era costume di ammettere i fanciulli alla prima Comunione ad età più tarda, dai 10 ai 12 anni. Dina fu con­tentata ad anni undici, e allora ne tripudiò Dina, colombella - 451 -del Signore, ne gioirono quei di casa tutti. Dopo la sua prima Comunione, Dina cominciò ad accostarsi con qualche frequenza come le era e permesso e suggerito e cresceva in età e in grazia insieme al cospetto del Signore e della famiglia 29.
Cresceva la Dina come un giglio olezzante e Marcellina considerando disse: « Dina non è 30 da buttarsi nel mezzo del mondo, cerchiamole un nido nel convento presso le spose del Signore ».




p. 449
26
Originale: /Marcellina e Dina/.


27
Originale: maggiore /di/.


28
Originale: di /padre/.


p. 451
29
Cfr. Lc 2, 52.


30
Originale: è /creatura/.


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