Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Appunti Casa Provvidenza
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Appunti sulla storia della Casa di Provvidenza. Bozzetti (1910-1911)

Bozzetto 1

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Bozzetto 1 1
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[1]Descrivere un giovinetto montanaro che da Campodolcino nel 1854 ottiene posto di studio nel Collegio Gallio, dove compie i primi sei anni di studio ginnasiale, due liceali nel seminario Sant’Abbondio di Como, per due anni assistente prefetto agli alunni del medesimo collegio e studente di teologia nel medesimo tempo nel Seminario maggiore in Como...
Nel Collegio Gallio ebbe prefetto il chierico Giovanni Battista Scalabrini, e per due anni lo ebbe compagno nel Seminario maggiore, che divenuto vescovo di Piacenza fondò l’Istituto Cristoforo Colombo per inviare missionari agli emigranti italiani nelle Americhe.
Descrivere la sua consacrazione sacerdotale ai 26 maggio 1866, per mano del vescovo Bernardino Frascolla, per qualche anno imprigionato a Como e poi ressidente in Seminario maggiore in domicilio coatto. Il vescovo, forte di ingegno come di volontà, intransigente nel suo pensare ed agire da vescovo, si occupava in studio dieci ore al giorno. Lasciò inedito, fra altre opere, la traduzione rimata dei Salmi colle note istoriche, ermeneutiche, di stile, con aggiunta di una meditazione e di strofe musicate in ogni salmo, allo scopo di fornire al sacerdote un cibo squisito utile per ogni giorno della sua vita. Morì durante il Concilio Vaticano, benedetto da Pio ix. Nessuno - 589 -sorgerà per mettere a stampa un lavoro di tanta profondità e sapienza pratica?
Il teologo don Luigi Guanella venne ordinato fra i rumori delle armi garibaldine dopo un corso di Esercizi fatto in episcopio stesso perché il seminario era occupato dai soldati.
Celebrò a Prosto di Chiavenna, dove già era investito di beneficio teologale di quella collegiata di santa Maria. Dopo un anno fu trasferito alla cura di economo spirituale in Savogno, ove rimase sette anni in una operosità fenomenale, in uffici del sacro ministero, nell’insegnamento delle scuole elementari, serali, festive; con fermo proposito ampliò la chiesa, eresse camposanto, provvide a costruzioni di pubblica utilità [2] e riuscì in ogni parte. Scriveva opuscoli (Ammonimenti ai popoli di campagna2 che gli procurarono noie per un periodo di oltre vent’anni. Don Guanella nella sua semplicità e rettitudine volle sempre dire la verità in ogni periodo della sua vita e non gli mancarono noie insidiose di minaccie, processi intentati, sorveglianze politiche ed altri attentati, ma non mai riuscite...
L’azione di don Guanella si estendeva anche in raccogliere in tutto il mandamento di Chiavenna storpi, scemi, meschini, che in ogni anno accompagnava al Cottolengo da Chiavenna; s’occupava d’inviare nelle scienze e nelle arti molti giovinetti, s’occupava di allevar giovani figlie per i conventi che accompagnava per le case di don Bosco e del Cottolengo. Sei furono accompagnate in un viaggio solo al Cottolengo e si trovavano al loro posto. Talune morendo lasciarono tale eredità di virtù che furono ricordate in biografie edificanti  3. Con questo don Guanella preludeva a quella via in cui poi entrò liberamente.
Gli premeva tanto la gioventù e aveva fatto pratiche per aprire una scuola a Campodolcino e altrove, ma non era ancor giunta l’ora sua. Per tre anni fece istanza al vescovo monsignor - 590 -Carsana per chiamare don Bosco con una sua istituzione in diocesi e si era riusciti per ottenere la direzione del collegio cantonale di Mendrisio, ma per mancanza di certe formalità che non si vollero concedere anche quell’impresa andò fallita. Voleva don Guanella conoscere davvicino l’ammirabile apostolo della gioventù e finalmente, ottenuto un sostituto, don Michele Sala da Torino, il don Guanella volò all’Oratorio coll’intento  4 di dimorarvi alcuni mesi affinché si fosse assicurata una fondazione nella diocesi di Como. Ma invece di tre mesi la Provvidenza volle [3] si fermasse oltre tre anni e fu grande fortuna, come diremo.




p. 588
1
Nella prima pagina dell’originale, sotto il titolo, questa indicazione è preceduta dall’annotazione (spostata verso il margine destro): « Scrittura di don Pessina », con riferimento al servo della Carità Luigi Pessina (1879-1940). Per quanto riguarda la suddivisione del testo, è stata ripristinata
ristabilendo la corretta numerazione, che nell’originale presenta lacune, imprecisioni e sovrapposizioni. Tali interventi non sono più segnalati in nota.


p. 589
2
Saggio di ammonimenti famigliari per tutti ma più particolarmente per il popolo di campagna (1872), pubblicato nel vol. iii della presente collana, pp. 1-95.


3
Riferimento a Cenni intorno alla vita di Anna Succetti della congregazione di Maria Ausiliatrice (1884), pubblicato nel vol. ii/2 della presente collana, pp. 277-302.


p. 590
4
Da qui la stesura del testo è di altra mano. Questo e il precedente amanuense si alternano più volte fino a p. 621, dove ne compare un altro che porta a termine il manoscritto; cfr. >nota 51.


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