Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Appunti Casa Provvidenza
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Appunti sulla storia della Casa di Provvidenza. Bozzetti (1910-1911)

BREVI CENNI STORICI INTORNO ALL’ISTITUTO ED ALLE OPERE DEI SERVI DELLA CARITÀ

Bozzetto 11. La chiesa di san Giuseppe

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Bozzetto 11.
La chiesa di san Giuseppe
Ripassando il don Guanella dalla città alla colonia, si faceva in mezzo al popoloso quartiere di porta e via Trionfale, un popolo fitto di circa cinquantamila persone con una semplice, modestissima chiesa. Il don Guanella scorgeva il bisogno di quel popolo e ne prendeva viva compassione e vagheggiava al desiderio lontano di venirvi in soccorso.
Il santo padre Pio x gli disse un giorno: « Se voi volete fabbricare una chiesa io vi presterò aiuto ». Questo fu al don Guanella come una voce di cielo, e raccapezzato a stento lire 2000, con questa accaparrò un lotto di terreno della Banca d’Italia, di metri quadrati 7000 ammontanti a lire 70 mila.
La Provvidenza dispose che si traesse fuori dalle fondamenta il bellissimo tempio, quando il [48] don Guanella espone al Santo Padre: « Per continuare il tempio di san Giuseppe la - 630 -leggera scorta è terminata ». Rispose il Santo Padre: « Cercate una somma di aiuto ed io ve ne aggiungerò eguale somma ». Nello spazio di otto giorni la Provvidenza fece trovare al don Guanella lire 50 mila. « Ebbene replicò Pio x 50 mila lire avrete pur da me ». Prima della fine anno 1910 Pio x aveva donata la somma pattuita e lire 50 mila furono pure versate dall’altra parte, e così abbiamo fiducia che a primavera ventura di quest’anno 1911 si copra il gran tempio ornato da dieci splendide colonne del nostro granito rosso di Baveno.
E la Provvidenza che ha cominciato così bene l’opera, ella terminerà pure. Due ampi locali di otto vani al fianco del tempio formeranno la dimora prima dei sacerdoti che funzioneranno la chiesa, mentre dall’altra parte si aprirà un primo nido di ospizii ai figli e ai vecchi poveri del popolo. Nel frattempo si conver­tì un vasto locale di stalla in un divoto oratorio, con due locali per l’asilo e per oratorio festivo. Con questo si viene incominciando i primordi di quella vita apostolica che i Servi della Carità saranno chiamati dalla divina provvidenza per esercitarvi.

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