Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Deposizione Bosatta
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Deposizione sulla serva di Dio suor Chiara Bosatta (1912)

Fede

Sessione IX - 19 agosto 1912

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Fede
Sessione IX - 19 agosto 1912
XXX.
a) [124v]Premesso che la Serva di Dio viveva in tutto di spirito di fede, posso ampiamente dichiarare che nutriva un sommo desiderio di conoscere le verità della fede, studiandosi ardentemente di svilupparne in sé le cognizioni al punto che, mentre sulle cose terrene che le si dicevano non addimostrasse grande interesse, quando le si accennava qualche cosa di fede e di soprannaturale tutta si attuava nella più viva attenzione, fino a sentirsene quasi elettrizzata.
- 663 - b) Ho notato conseguentemente in lei una brama ardentissima di ascoltare la parola di Dio, dettatale certamente dal bisogno che ne sentiva e dalla venerazione che portava alle verità soprannaturali, onde viemeglio conoscere Dio ed amarlo più perfettamente; più volte rimarcai a questo proposito nella Serva di Dio esternarsi la più grande soddisfazione e letizia nell’apprendere dal labbro dei sacerdoti la santa predicazione, che ascoltava senza che muovesse palpebra [125r] o facesse qualunque altro movimento.
c) In questa avidità delle cose spirituali la Serva di Dio ­precedeva di gran lunga tutte le sue consorelle e dimostrava di ricevere la parola di Dio predicata dai suoi ministri siccome vere parole di Dio, non mai immescolando in ciò alcunché di umano.
d) Posso anche dichiarare che la Serva di Dio, ascoltata la spiegazione della divina parola, si studiava sempre e con note particolari e con altri atti di tradurre in pratica ciò che le era accaduto di ascoltare; ciò poi in particolarissima maniera allora quando si trattava di conferenze fatte in modo speciale per le religiose, sommamente negli esami pratici degli Esercizii spirituali, addimostrando di comprendere praticamente il valore della massima divina: « Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia »  11. Voglio anche aggiungere che per effetto della edificazione che in ciò mi dava la Serva di Dio, impresi a comporre e publicare un catechismo religioso per le religiose rispondente alle linee del catechismo diocesano di monsignor [125v] Carsana 12, e per quanto qualche tempo prima avessi già compilato un catechismo per il popolo 13, sempre dietro all’ispirazione provenientemi dagli esempi e dai fatti notevoli della - 664 -vita spirituale della Serva di Dio (ricordo qui ancora il fatto della guarigione ottenuta dalle sorelle nane di Chiavenna per mezzo delle cartine sulle quali era scritto: « Madonna di Lourdes guariteci »), composi eziandio il libretto Nel mese dei fiori. Trenta lezioni con esempi dell’apparizione di Lourdes 14, come anche ebbi a fare uno studio od un sunto delle opere di santa Teresa 15 per pubblicarlo a pascolo della vita religiosa, sebbene non abbia potuto darvi effetto per mancanza di mezzi.
e) Non esito a dichiarare che questa fame della parola di Dio ella sempre fomentò in se medesima adoperandosi con ogni possa sia ad ascoltarla sia a farne lettura sia principalmente con la meditazione, e quella quotidiana della Regola e quando offrendosene il destro poteva farne dell’altra privatamente. A questo [126r] proposito ricordo come con santa industria ella, con suor Marcellina ed anche suor Agnese, sapesse farsi rilasciare le chiavi della chiesa dal sagrestano, burbero e poco favorevole alla pietà, onde col pretesto di assestare le cose nella chiesa, come facevano, passare l’intera notte in meditazione ai piedi del tabernacolo.
XXXI.
a) Io so che la Serva di Dio aderiva con attaccamento supremo ed invincibile a tutte le verità dogmatiche ed anche a quelle che si direbbero soltanto prossime alla fede, possedendo questo medesimo ossequio anche alle semplici cerimonie liturgiche dell’acqua santa e simili, poiché essa era tutta quanta attenta nello spirito di fede; di conseguenza era sempre per me un piacere ed una edificazione il vederla con ogni studio conformarsi nella sua vita alla legge di Dio: non trascurando bricciola di tutto ciò che si riferiva alla pietà ed alla vita di fede secondo il detto agostiniano: «  Tantum valet verbum Dei quantum Corpus Christi ».
- 665 - b) [126v]So che pensieri e parole e le azioni della sua vita la Serva di Dio le informava tutte quante allo spirito della fede, tutto pure indirizzando al fine ultimo della vita cristiana che è la gloria di Dio e la propria santificazione.
c) Mentre la Serva di Dio era continuamente tormentata da ansietà e scrupoli d’ogni genere, so che non ebbe mai a patire o ad avere tentennamenti o dubbi in tutto quanto riguardasse la fede, ed ella si aveva così fulgida la verità delle cose rivelate e dei fatti del santo Vangelo che non poteva dare maggior fede se le avesse vedute con gli occhi suoi o toccate con le sue mani.
d) A questa sua così forte tensione nello aderire alle verità della fede, io so che la Serva di Dio era condotta non già dall’ignorare le difficoltà e le opposizioni che ad esse si muovono dagli increduli, o dalla sua poca perspicacia, sibbene dalla mondezza speciale e semplicità della sua anima che le permetteva di vedere Iddio secondo [127r] l’evangelica beatitudine: « Beati mundo corde quoniam ipsi Deum videbunt » 16. Cito tra i vari episodii del genere questo della sua vivezza di gioia al morire di qualche bambino, adoperandosi ella con ogni maniera a consolare i genitori con parole di fede e dichiarando con santa vivacità ai presenti che adornavano il piccolo cadavere di fiori: « Almeno questo è sicuro che è lassù! ».
XXXII.
a) Quanto allo spirito di preghiera, so che la Serva di Dio ne andava fin dai più teneri anni abbondantemente provvista, fors’anche 17 grazie all’educazione della mamma e specialmente della sorella Marcellina; vi cresceva ogni giorno più e sempre manifestava con evidenza esteriore questa sua passione nel pregare. Condotta dalla madre alla fiera in Gravedona ed invitata a scegliersi qualche oggetto da acquistare di suo maggior gradimento ed incontratasi con gli occhi in un Crocifisso: « Questo sì disse mi piace ».
b) Nel suo pregare specialmente entrando [127v] in chiesa, la Serva di Dio era solita piantarsi immobile, dato uno - 666 -sguardo al tabernacolo ed alla Addolorata che è in venerazione nella Chiesa, attuandosi tutta nella più ardente orazione, così da destare l’ammirazione di quelli che la vedevano e contemplandola si sentivano eccitati dal suo esempio a pregare. Quel tempo che le restava libero, la Serva di Dio lo spendeva in pregare ed in esercizii di pietà; so che si teneva un piccolo altarino nella sua camera davanti al quale si effondeva in orazione, e nella novena del Natale passava col permesso della superiora anche qualche intiera notte affaccendandosi attorno al presepio, ma più ancora esercitandosi nella preghiera. So pure che nel pregare in chiesa la Serva di Dio senza servirsi dell’inginocchiatoio poneva le sue ginocchia sul nudo pavimento di pietra e senza alcun appoggio se ne stava tutta in atto di preghiera durante le sacre funzioni.
c) La Serva di Dio poi si teneva costantemente [128r] alla divina presenza, sempre elevandosi per il suo spirito di fede nella contemplazione della maestà infinita di Dio.
d) Attesto che in ciò fu ognora perseverante anche nella sua lunga e molesta infermità, né io saprei come spiegare tanta sua ascensione di spirito e vivezza di opere di fede e di pietà non che di pazienza nei disagi, senza riconoscere nella Serva di Dio uno spirito di alta e incessante contemplazione, e mi riferisco perciò a quanto ebbi già accennato in addietro.
e) Tengo poi a dichiarare che la Serva di Dio si applicava all’orazione ed alle opere di pietà non già perché le passasse comecchessia la vita del lavoro, ma per il suo spirito di unione con Dio, dal quale si aveva di sopportare e i disagi e le pene, oltre le fatiche in adempiere a tutte le varie e numerose sue ­incombenze.




p. 663
11
Mt 5, 6.


12
Riferimento a Il fondamento. Catechismo per le anime che aspirano a perfezione (1885, 1914), pubblicato nel vol. iii della presente collana.


13
L’A. aveva scritto altri due testi catechistici, Vieni meco. La dottrina ­cristiana esposta con esempi in quaranta discorsi famigliari (1883, 1901), e Andiamo al paradiso. Brevi esortazioni in massime ed in esempii che accompagnano ciascuna risposta del catechismo (1883), pubblicati nel vol. iii della presente collana.


p. 664
14
Impreciso riferimento a due testi, Nel mese dei fiori. Una massima scritturale esposta in ogni nella vita della beata Vergine (1884), e Un saluto alla Immacolata di Lourdes in ogni giorno del mese mariano (1887), pubblicati nel volume i della presente collana.


15
Riferimento a Le opere di santa Teresa. Studio - Riassunto (1883-1884), pubblicato nel presente volume, pp. +1-133.


p. 665
16
Mt 5, 8.


17
Originale: provvista. Fors’anche.


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