Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Deposizione Bosatta
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Deposizione sulla serva di Dio suor Chiara Bosatta (1912)

Temperanza

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Temperanza
LIX. A quasi tutte queste domande credo d’aver dato risposta 39; qui aggiungo che la Serva di Dio era solita fuori di pasto di non prendere cibo o bevanda di sorta, tra i cibi e le frutta preferiva le inferiori; in occasione di novene o di feste speciali era solita, per [154r] quanto le fosse consentito, di applicarsi a digiuni e mortificazioni speciali; in generale essa rispecchiava in se medesima lo spirito della mortificazione del - 687 -Signor nostro Gesù Cristo. La Serva di Dio era poi così astinente anche dei ristori che per avventura le fossero necessari, che la sorella suor Marcellina doveva spesso avvisare le consorelle dicendo: « State attente alla Dina, perché essa è come una bambina: di suo conto ella morrebbe anzi che farsi innanzi a chiedere qualunque cosa ».
LX.
a) Oltre al già detto, qui ricordo che per le strettezze del­la casa capitava alle volte, per ospitare quelli che sopraggiungevano, di dover cedere i propri letti e le suore passare la notte nel solaio; la Serva di Dio in ciò fare si mostrava la più contenta. Ho pure ascoltato dalle consorelle che suor Chiara era solita togliersi per tempissimo dal sonno, nell’intento di ascoltare dove suonasse la campana per la santa Messa, se in parrocchia o a Sant’Anna [154v] o alle Tre Terre, onde le­stamente avvisare le altre, oltre che per lo spirito di sua ­mortificazione.
b) E quando, lungo la malattia, le accadesse di indugiarsi nel sonno, rammaricandosene per il desiderio di vegliare in preghiera esclamava: « Oh che dormigliona sono stata! ». E poi pregava suor Agnese che quando la vedesse dormire sì tanto, l’avesse a risvegliare.




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« Interrogetur: an sciat Servam Dei strenue domasse gustum, abstinendo a quovis cibo et potu extra refectiones; eligendo in ferculis minimam ac pejorem partem; non comedendo, nisi obedientia adstricta, fructus, hisce vero in casibus secernendo deteriores; jejunando et poenitentias alias faciendo occasione novendialium festorum Domini et beatae Virginis Mariae; subtrahendo industriose levamina sibi infirmae congruentia, immo necessarium potum, nisi quando illo absolute egisset; tolerando, tum graviter aegrotaret, per plures horas ardentem sitim, ut jejuna Communionem susciperet; grato animo suscipiendo quodcumque Hospitii paupertas illi praebebat  » (f. 948r-v).


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