Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Corso sante missioni
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CORSO DI SANTE MISSIONI (1875, 1881)

Meditazione IV. Lo scandalo è demonio infernale che passeggia sulla terra per rabbia di sé e delle anime e per ingiuria a Gesù Cristo

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Meditazione IV.
Lo scandalo è demonio infernale che passeggia
sulla terra per rabbia di sé e delle anime e per
ingiuria a
Gesù Cristo
[I-68]Gesù Cristo a Giovanni, il diletto, rivelò cose di molta consolazione ed altre di spavento altissimo.
Fra le cose di terrore, una rivelò mentre Giovanni dimorava esigliato nell’isola di Patmos. Dissegli allora terribilissimi discorsi intorno a quel che sarebbe per accadere verso la fin dei secoli. Tra le altre, descrisse una gran bestia la quale avrebbe fatti perire gran parte di uomini. Il mostro avrebbe egli stesso preso la forma di uomo, e forma così seducente da far cadere gli stessi giusti, se fosse possibile 88. Quest’esecrando viene descritto con diversi nomi. Noi lo distinguiamo col titolo di Anticristo e in nominarlo agghiacciamo d’orrore.
Cristiani cari! Guai a chi rimarrà ancor [I-69] vivo in quei giorni di estrema calamità.
Ora mi tocca in questo momento dirvi cosa che mentre spaventa la fronte mia, commoverà il sangue a voi stessi. Che serve il tacere? Sarebbe peggiorare la condizione di chi versa in gran pericolo. Dirovvelo adunque.
Il precursore dell’Anticristo è già nato su questa terra, conta già molti anni di vita, eppure non lascia per debolezza di forze di recare rovina alle anime. Il detto precursore passeggia gagliardo come un leone inferocito 89. Lo volete distinguere?
Per nome si chiama scandalo e nei lineamenti si riconosce alle fattezze di mostro esecrando, il quale si pasce nelle carni di mille uomini e nuota per bere nel sangue di quelli.
Vergine immacolata, che fate voi che non venite subito a schiacciare il sanguinario? Avete già col vostro piede immacolato schiacciata la testa del mostro infernale, e questo fu gran - 854 -ventura per noi. Ma se il mostro dello scandalo continua [I-70] a vivere quaggiù, ahimè che a noi appena sembra di potere andar salvi!
Vergine santa, mandate l’angelo del Signore e fate che, come in cielo l’arcangelo Michele vinse nella battaglia contro Lucifero, così il benedetto venga a rompere il capo infernale a questo ingordo che, mentre desola altrui, strugge se stesso di furore satanico.
Parte prima
Crudissima a raccontare è la storia di un popolo esecrabile. Questi giaceva già sotto la tirannia di un monarca sanguinario, quando desiderò andarne libero. Allora supplicò con voti ardenti e impetrò dal cielo un monarca ottimo e magnifico. Intanto godevano come un popolo di rigenerati.
Ma che! Come nel deserto si trovò ebrei che a vece della manna celeste sospiravano agli agli d’Egitto e a vece d’obbedire alla legge santa del Signore ritornavano agli ordinamenti orribili di Satana, così anche fra questo popolo si trovò [I-71] una mano gagliarda di malcontenti, i quali tanto fecero finché il Satanasso primo padrone del mondo fosse richiamato.
Ciò pare incredibile ma pur troppo è vero, e quel popolo forsennato non è solo la nazione dei turchi bestemmiatori e dei pagani infedeli, ma è lo stesso popolo dei cristiani. Orribile è a descriversi la tirannia che dal principio esercitava Satanasso sopra la terra. Ma supplicando gli uomini ottennero Gesù Cristo, e questi venendo si circondò di un popolo diletto e protestò di essere loro padre e fratello, sovrano ed amico celeste. E ben lo fu, perché egli è il Figliuol di Dio.
Ma tanta è l’umana miseria che tra i medesimi cristiani salvi si eccitò il desiderio che Lucifero ritornasse a dominare come prima. Per sollecitare l’esecrabile fatto si contentarono essi stessi di costituirsi rei di iniquità, ministri di Satana e veri Anticristi in carne d’uomini viventi.
[I-72] Sembra incredibile e così non fosse anche vero, ma è verissimo pur troppo. Gli Anticristi che passeggiano su questa - 855 -terra sono tanti nello stesso Cristianesimo quanti 90 sono scandalosi spudorati.
Non mel credete a me? Credete alla figura dello scandaloso e alle opere di lui!
Lo scandaloso è un mostro satanico, il quale per la sua ingente malizia è come una massa putrida di fetido veleno. La fantasia dello scandaloso è come un vulcano di abisso, il suo cuore è un pozzo fetido come il Mar Morto della Pentapoli. Gli occhi dello scandaloso sono a guisa di aspidi e la sua lingua è trisulca a modo delle serpi. La destra di lui è uno strale avvelenato, che non cessa mai di saettare sino alla fine. Le opere sue sono tutte di iniquità. La rovina che fa delle anime altrui è senza misura. Tutti gli spiriti infernali insieme uniti non sono atti a cagionaregrave disastro come un [I-73] solo scandaloso.
Facile è l’indovinarlo. Si consultino le storie antiche e le moderne. Quanti ha pervertito Caino con suo primo mal esempio? Quanti ne hanno guastati di poi i suoi figli? Per cagion loro tutto il mondo fu rovinato e perciò venne l’universale diluvio. Quanti dipoi hanno rovinato gli scandali di un Cam, figlio di Noè? Quante nazioni hanno desolato in diverse epoche più re d’Israele? E nella legge di grazia forse che sono cessati intieramente gli eccidi dello scandaloso? Anzi, tanti ne vennero in diversi tempi quanti eretici od apostati innalzarono la bandiera di rivolta contro di Gesù Cristo.
Poi fossero almeno finiti i guai con il morire degli scandalosi, ma il male delle anime si fa sentire per molti secoli avvenire. Ario incominciò per tempo a bestemmiare Gesù Cristo ed a scavare un gran precipizio sotto ai piedi de’ cristiani. [I-74] Ebbene, l’esempio funesto della bestemmia contro del Salvatore si mantenne più o meno vivo in tutti i secoli e in questo nostro si fece vivissimo, a tal che i veggenti, a guisa di Gerolamo, vanno sospirando: « Ahimè che tutti i cristiani crescono bestemmiatori e che ormai tutti sono perduti! ».
Chi può misurare i disastri cagionati alle anime dagli scandali di Giansenio, di Lutero e di Calvino? I fiumi di sangue - 856 -che essi fecero spargere sono un indizio di quella alluvione maggiore di peccati e di dannazione che dopo trecento anni dalla loro morte continua ancora oggidì.
Come orrende sono le irruzioni di questi mostri esecrandi, Anticristi maggiori, così sono dannosissime le conseguenze degli scandalosi minori, ma pur sempre esecrandi. Uno scandaloso nella famiglia rovina i membri della casa, pochi scandalosi [I-75] nel paese rovinano il comune come gli scandalosi massimi dei popoli rovinano le nazioni.
Sicché lo scandalo è come un mostro a più teste, è una fiera la quale produce altri mostri di genere e di schifezza portentosa. Né è meraviglia. Voi vi guardereste dall’aspetto orribile di un demonio perché quello vi spaventa, ma non così vi guardate dalle smorfie di uno scandaloso.
L’agnellino stesso, che è così innocente, si lascia presto ingannare dalla voce del lupo che s’accosta all’ovile. L’allodoletta, la quale si direbbecauta, tuttavia, dietro le attrattive di un suono armonioso e guadagnata dalla curiosità di vedere più davvicino gli occhi d’oro d’un uccellaccio, si contenta subito d’entrare nelle panie del cacciatore e di morire appesa. Così andate voi discorrendo di quell’usignolo [I-76] il quale col suo armonioso canto fa andare in estasi di piacere il passeggiero che cammina presso al boschetto. Pure anche l’usignolo si lascia guadagnare dall’aspide. Il serpentaccio con due occhioni guarda l’augellino, il quale cade addormentato in bocca all’ingordo.
Oh l’esempio dei perversi come è mai pervertitore! Vero è: come una mela guasta fa marcire una cesta di mele eccellenti, così un solo perverso fa imputridire le anime di innumerevoli.
Ocozia re, scandalezzato dalla propria genitrice, diventò pagano egli stesso e fece addivenire infedele un popolo intiero. Salomone il sapiente non fu forse guadagnato dalla donna di Moabbe, e Sansone il forte dalla sua connazionale Dalila traditrice?
Nel deserto stesso, Core, Datan ed Abiron cominciarono a sollevare la voce contro di Mosè e scandalezzare il popolo, e questo bastò [I-77] per mettere sossopra tutto un gran popolo. Il Signore per castigo fece che la terra si aprisse in voragine e - 857 -che inghiottisse vivi trecento mormoratori. Ma questo sì gran castigo non valse a far ravvedere gli altri. Continuaron le divine punizioni, e gli altri si ostinarono nel male. Finalmente un fuoco misterioso caduto dal cielo invase tutto il popolo ed incenerì al suolo quattordicimilasettecento dei più scandalosi commovitori, ma nemmeno questo valse a pieno, e così di mezzo ad un popolo stesso, come nel centro d’ogni altro, a chiaro indizio si fe’ noto che la malizia dello scandalo appena si può correggere, perché s’insinua troppo addentro nel cuore dell’uomo e nella midolla delle sue ossa.
In tempi a noi vicinissimi Giacomo Leopardi era fanciullo ingenuo e caro, ma lo scandalo di un libro cattivo ne travolse quel caro ingegno.
Che cosa è di più orribile del suicidio? Ma Jacopo Ortis in scrivere sopra di esso imitò [I-78] l’astuzia e l’insinuazione del serpente infernale che comparve ad Eva. Però lo scandalo del suo libro persuase molto 91 a suicidarsi; si trovò chi prima di passare all’oribile attentato venisse allo stesso Jacopo Ortis dicendo: « Vi ringraziamo, buon amico, che abbiate saputobene scrivere per cavare di imbarazzo un uomo che è stanco di vivere quaggiù ». Così dicendo correvano agli appiccamenti, ai colpi di rivoltella ovvero ad affogarsi come disperati nelle acque.
Lo scandalo ai giorni nostri si manifesta specialmente sotto tre divise di frutti micidialissimi. Sono i frutti di morte che danno i discorsi rei, i compagni cattivi ed i libri perversi.
I discorsi cattivi ormai camminano come fiumi maestosi a spandersi su tutta la terra. La bocca di ciascun uomo è diventata come una gran spelonca d’iniquità. Appena uno si può salvare dal veleno pestifero delle infami conversazioni. [I-79] Percioché dove la malignità della natura corrotta non basta a far via 92, vi si aggiunge la potenza dell’oro, la esibizione degli onori, e così nelle case come nelle piazze, nelle vie come nei fori si trovano interessati a sparlare di tutto e sopra tutto. Gli - 858 -incauti ascoltano. Intanto, come un sasso gettato nelle onde di un laghetto dapprima muove col tonfo un salterello d’acqua e poi quest’acqua si distende in un giro prima piccolo e poi grandissimo e poi in molti grandi e grandi, così il discorso maligno scaglia dalla mente di chi ascolta un sasso di mali pensieri. Questi si dilatano nella fantasia dell’uomo e così passano a pervertire tutta la mente e sconvolgere intieramente il cuor dell’uomo.
Che se ai discorsi maligni vi si aggiunge l’esempio malvaggio, allora la rovina già sì grande si moltiplica. Voi scorgete già nella famiglia che come è il padre così è il figlio e come è la madre così è la figlia. [I-80] Perché il fanciullo non fa che vivere di imitazione. Ma come è il fanciulletto nella famiglia, così è il giovine del paese, lo stipendiato della città. I cristiani stessi oggidì hanno una grande paura gli uni degli altri. Un per uno quasi tutti bramano ancora di farsi un po’ di bene e di salvare l’anima propria, ma poi nel caso pratico l’uno prende riguardo dall’altro e così, per un rispetto mal inteso e detestabilissimo, tutti si scoraggiscono dal far bene e commettono poi disperatamente il peggior male possibile.
Prendete ad esempio una moda infame di vestire, non vedete come quella moda fa spendere somme ingenti, sacrifica l’individuo e la famiglia? Pure, perché gli uni la seguono, anche gli altri vi si accompagnano. Così discorrete di quelle perniciose costumanze di veglie notturne, di festini clamorosi. Fanno perdere il tempo e le forze invano. Consumano il patrimonio [I-81] della famiglia e portano il disordine nella casa, ma dacché si sono incominciate nessuna forza d’uomo, nessuna voce di predicatore ha potuto fin qui nonché distogliere, almeno sospendere le perniciose pratiche.
Che dirò poi dei libri scandalosi, delle fotografie e delle immagini seducenti e degli altri prodotti di una stampa rea? Solamente dalla Francia sono venuti una colluvie di tanti libri e fogli corrompitori, che sol quelli bastarono a corrompere le menti dei cristiani d’Europa. si stampano i libri perniciosi come qui da noi si doppiano i fazzoletti. Si pagano gli stipendiati a mettere insieme le scene dei romanzi come qui si pagano gli agricoltori a lavorare nella terra. Intanto gli stolti - 859 -leggono le avventure di Carlo e di Enrichetta che hanno ancora a nascere, cadono in delirio di commozione e perdono la mente, e colla stessa il cuore e l’anima propria.
Ma già è tempo di terminare un processo [I-82] che arreca un vero tormento d’afflizione. Notiamo ancora una circostanza che aggrava la malizia dello scandaloso e così porremo termine.
Parte seconda
Fin qui abbiamo fatto il processo della rovina che fanno gli scandalosi; rimane ora a vedere l’ingiuria che recano alla gloria di Dio nel cielo.
Quest’ingiuria è incommensurabile nella sua malizia. Grand’Iddio! Lo scandaloso solleva la sua destra contro l’Onnipotente, mette le sua bocca a sentenziare nel cielo e pronuncia che vuole riesca vano il sangue di Gesù Cristo.
Così Dio, che ha create le anime con immenso amore, si vede trascinare a rovina le sue creature. Lo Spirito Santo, che geme inconsolabile affine di convertire e santificare le anime, vede che per opera dello scandaloso [I-83] riesce vano il sospiro del suo cuore. E Gesù Cristo, il quale per la salvezza del mondo ha dato il suo sangue prezioso, vedete come se ne rimane confuso e addolorato! Piange la Vergine benedetta nello scorgere che i peccatori si fanno beffe dei patimenti e del sangue di Gesù suo figliuolo! Ne piangono di tenerezza gli angeli del cielo in vedere che è gettato come fango nelle strade ­l’onore del divino Agnello, e così tutto il cielo si commuove alla vista di tanto eccidio.
Gli attributi di giustizia e di potenza dell’Altissimo ne rimangono lesi, perché le creature degli uomini, opera eletta di Dio, è guasta per l’atrocità degli scandalosi.
Ma questi scellerati dureranno a lungo impuniti su questa terra? No, non andranno impuniti.
Il Signore si è protestato che, come l’orsa s’avventa con furore contro i cacciatori che le hanno rubati [I-84] i suoi figli, così Gesù Cristo si mostra zelantissimo in punire il danno che gli scandalosi, veri cacciatori infernali, apportano alle anime.
- 860 - Ma ciò che vale? Come furono castigati gli spiriti ribelli che gettarono lo scompiglio nel cielo, eppure seguono a bestemmiare da veri demoni, così gli scandalosi come veri ministri di Satana non cessano mai dal bestemmiare discorsi di seduzione e così di rovinare le anime, per cui è verissimo la sentenza di Gesù Cristo: « Guai allo scandaloso! Tre volte guai! Al collo dello scandaloso bisogna appendere una macina da molino e così affogarlo negli abissi del mare »  93.
Ah, lo scandaloso meglio sarebbe che non fosse nato giammai 94.
Grande Iddio, noi non sappiamo più né che fare o che discorrere. Siamo qui confusi per confessarci tutti quanti rei alla vostra presenza. [I-85] Chissà quanto scandalo avrà già dato fin qui ciascun di noi, e quanto danno ha recato alle anime dei fedeli!
Vergine Maria, appena possiamo ricorrere a voi perché ci difendiate presso il figliuol vostro.
O Vergine santa, se ci ottenete il perdono degli scandali dati fin qui, noi protestiamo che più tosto di ritornare agli eccessi di prima vogliamo morire. Sì, sì, meglio la morte che il peccato di scandalo; meglio i tormenti di mille morti piuttosto che la rovina dell’anima propria e delle altrui.
Sia lodato Gesù Cristo 95




p. 853
88
Cfr. Mt 24, 24.


89
Cfr. 1 Pt 5, 8.


p. 855
90
Originale: quando; cfr. ed. 1934, p. 53.


p. 857
91
Nell’ed. 1934, p. 57: « molti ».


92
Nell’ed. 1934, p. 57: « a farsi strada ».


p. 860
93
Cfr. Mt 18, 6s.


94
Cfr. Mt 26, 24.


95
Per i Riflessi autografi di Luigi Guanella cfr. pp. >946-947. Qui termina il ­testo contenuto nel primo quaderno. Nella successiva p. 86 si trovano due ­indici parziali del quaderno autografi di Luigi Guanella: « Indice - 1. Introduzione - 2. Iddio vuol salvi tutti - 3. Il peccatore muove guerra allo Altissimo »; segue un tratto di penna su tutta la larghezza del foglio, quindi: « Indice - 1. Introduzione, pag. 2 - 2. Iddio vuol salvi tutti, pag. 18 ».


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