Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Leonardo Mazzucchi
L. Mazzucchi, Fragmenta
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Leonardo Mazzucchi FRAGMENTA VITAE ET DICTORUM SACERDOTIS ALOYSII GUANELLA (1912-1915)

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1. Sul battello disse: « Giornali non ne leggo, mi manca il tempo, e poi mi fa disgusto l’andamento delle cose; non capisco più nulla: mi pare di essere stupido ».
2. Mangiando con don Bosco si trovò una volta nella minestra un topo cotto. Disse don Bosco: « Ciò che non strozza ingrassa » e si dovette mangiar da tutti.
3. [18] Nelle vicende politiche attuali dice don Luigi che non ci si immischi perché non è nostro compito, avendo uffici di carità fuori di ogni competizione di parti (e ricorda che a sei anni, nel 1848, sentiva l’avo dire al padre Lorenzo di non immischiarsi nelle cose politiche essendo pericoloso avversarle, non coscienzioso favorirle), perché si attirano inutilmente delle malevolenze, perché si arrischia di parlare a sproposito. « Io adesso faccio così, non quando avevo cura d’anime, perché allora era mio dovere guardar le anime affidatemi dalle insidie del liberalismo al quale non perdonavo, tanto che fino a Pianello erano denunce e lettere minatorie ogni giorno. Poi è difficile mirare giusto in tanta confusione di scrittori, di giornalisti. Per non sbagliare si guardi al papa che è la stella polare: lui solo basta anche se ha tutti contrari: peggio per gli altri se fraintendono la sua parola ». Non si leggono i giornali del Trust 19. (Altre volte diceva: « I giornali fan perdere il tempo e dissipano »). « Sempre con l’autorità, anche se può sbagliare ».
- 980 - 4. In seminario aveva poca confidenza coi compagni perché liberaleggianti: vi stava a disagio e se ne era disilluso dopo esservi venuto dal Collegio Gallio.
5. L’anno scorso vide monsignor Bianchi uscire dal Va­ticano di buon mattino con un fascio di carte. Ne lo richiese, e monsignor Bianchi rispose: « Questo lavoro lo ha fatto tutto di sua mano il papa stanotte, perché non ha persone di fiducia ».
6. [19]Don Luigi sentì una volta don Bosco mandare don Durando da don Provera infermo per dirgli: « Se era disposto a morire subito, sarebbe andato tosto in paradiso ». Don Provera nicchiò e incaricò don Durando di rispondere negative. Dopo mezz’ora di riflessione mandò a dire che era disposto, e don Bosco: « Non è più a tempo ». Morì qualche anno dopo. Don Luigi sentì la sera don Bosco parlare a tutta la casa: « Ebbi più volte un sogno: voi non siete obbligati a crederlo, io però vi credo; vidi don Provera passeggiare silenzioso, mesto, sotto il porticato: pensai che fosse in purgatorio; dopo due mesi lo vidi sorridermi e dirmi: Vado in paradiso. Penso che sia stato così due mesi in purgatorio ».
7. Don Luigi ripete di essere stato chiamato a fondare, non a ordinare: lo lascia ad altri.
8. Dice: « Io sopporto e taccio dinanzi ad affronti e ingiustizie fatte a me, non più così quando si tratta dell’istituto ».
9. Guardando ai chierici esce a dire: « Mi fa spavento pensarvi, ma Deus providebit 20 ».
10. Da ragazzo era invitato a caccia con la civetta dal prevosto Della Cagnoletta, che gli faceva strangolare gli uccelli: egli ne provava pena ed era felice di non lasciarsi trovare.
11. Una volta da ragazzo, per giuoco, chiuse in un baule il fratello Gaudenzio, e poco mancò non vi restasse morto.




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Fu chiamato Trust il gruppo editoriale cattolico, promosso nel 1910 da Giovanni Grosoli Pironi (1859-1937), denominato Società Editrice Romana (SER). Comprendeva varie testate: Il Corriere d’Italia di Roma, L’Avvenire d’Italia di Bologna, L’Italia di Milano, Il Momento di Torino, Il Corriere di Sicilia di Palermo. Le divergenze sorte tra Pio x e il Grosoli indussero la Santa Sede a dichiarare, in un’Avvertenza del 2 dicembre 1912 (AAS iv, 1912, 695) che tali giornali non erano conformi alle direttive pontificie; successivamente, con una lettera circolare del 15 gennaio 1913 (AAS v, 1913, 7) la Congregazione dei Religiosi ne proibiva la lettura.


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Gen 22, 8.


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