Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Leonardo Mazzucchi
L. Mazzucchi, Fragmenta
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Leonardo Mazzucchi FRAGMENTA VITAE ET DICTORUM SACERDOTIS ALOYSII GUANELLA (1912-1915)

XXIV 20 marzo 1914

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XXIV
20 marzo 1914
1. (A tavola). Ero fanciullo dai 7 agli 8 anni, avevo custodito al pascolo il bestiame di altri pastori e ne ricevetti del denaro. Il padre mi rimproverò d’averlo preso perché non mi venisse a gola il denaro, e confessai d’averlo già speso. Si trattava di due o tre paspòle (7-8 centesimi). Il padre mi costrinse alla sua presenza a chiedere scusa ai pastori e a restituir loro il denaro che egli mi mise in mano, avendolo io già speso.
2. (In conferenza). Parlò dell’abbandono in cui si trova il papa: « Il papa supplica e scongiura che ci si occupi della sua condizione: non gli si ascolto. I primi tempi della Chiesa tutti i fedeli pregavano per la liberazione di Pietro dal carcere. [27] Ora si tace. Le ordinazioni pontificie non si ascoltano. La stampa trustaiuola 30 svigorisce a poco a poco. Il papa non parla di dominio temporale, che forse lo imbarazzerebbe, ma di bisogno di indipendenza. I massoni colpiscono, perseguitano, insultano il papa perché sanno che i cattolici non lo difendono. Perseguitano i pochi fedeli. A Bergamo gli Speranza, a Mantova i Rota d’una volta; se venisse una persecuzione, che Dio manda a provare e a purgare, quanti non verrebbero meno? ».
- 988 - 3. (A cena).
a) Don Bosco aveva consegnato a don Luigi il Domenico Montebugnoli di Bologna sotto la sua responsabilità: don Luigi se lo tenne fedelmente, anche a Pianello; pagava due lire di pensione e faceva di tutto: teatro, pregare, leggere, dormire, eccetera: uomo di fuoco ma di grande fede e virtù.
b) A Pianello rimasi come economo: a Roma fui nominato parroco ma non ne volli sapere né ebbi l’investitura; avevo ­degli attrezzi assai rozzi: una poltrona e un tavolo rudimentali fattimi da Domenico con dei pali di vigna, su quello e passeggiando alla riva ho ideato e composto il Da Adamo a Pio ix 31 e le altre quaranta operette.
c) Annegatosi nel lago padre Mario Bosatta, fui avvisato e corsi ed entrai vestito nell’acqua: se non avessi obbedito a chi gridando mi avvisava e non mi fossi [28] fermato e avessi fatto un passo di più sarei annegato, perché si apriva subito un fondo di acqua ed io ero vestito, incapace di nuotare.




p. 987
30
Cfr. >nota 19.


p. 988
31
Cfr. >nota 23.


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