Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Leonardo Mazzucchi
L. Mazzucchi, Fragmenta
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Leonardo Mazzucchi FRAGMENTA VITAE ET DICTORUM SACERDOTIS ALOYSII GUANELLA (1912-1915)

XXVI 22 maggio 1914

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XXVI
22 maggio 1914
1. (A tavola). Mi recai ad ossequiare il novello vescovo monsignor Nicora, ed entrò prima di me don Natale Martinelli (ora parroco di Postalesio, allora credo parroco di Gallivaggio) che, richiesto dal Nicora chi fosse don Guanella, rispose esser un mezzo matto. Don Luigi sentì. Pare che monsignor Nicora non abbia creduto perché dopo lo appoggiò per una certa richiesta a famiglia nobile.
2. [29] (A conferenza). Noi abbiamo un tesoro di cui trop­po poco ci curiamo: i vecchi. Religiosamente: perché si assomigliano di più all’« Ego sum vermis et non homo » 33; il cardinal Nocella, pochi giorni prima di morire, mi diceva: « Sui muri delle vostre case voi dovete scrivere l’Ego sum vermis... e il Quod uni ex his minimis fecistis... 34 ». Moralmente: presso il mondo ci si fa buon nome, quantunque non dobbiamo operare per quello. Economicamente: rendono, consumano poco, richiedono poche cure. Si badi a infondere loro sentimenti religiosi, a far loro conferenze, a condurli con frequenza ai santi Sacramenti. Se ne curi anche l’esteriore: la carità liberale è tutta - 990 -apparenza, in realtà lascia patire. Noi invece li manteniamo bene, tuttavia fin dove si può si curi anche l’esteriorità con qualche divisa, eccetera.




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33
Sal 22(21), 7, ripetuto nel paragrafo.


34
Cfr. Mt 25, 40.


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