Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Leonardo Mazzucchi
L. Mazzucchi, Fragmenta
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Leonardo Mazzucchi FRAGMENTA VITAE ET DICTORUM SACERDOTIS ALOYSII GUANELLA (1912-1915)

XXXIII Secondo semestre del 1914

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XXXIII
Secondo semestre del 1914
1. Non sconcertarsi per la guerra, non temere: pregar molto. Ciò che ci fa venir meno la provvidenza del Signore son due cose: il peccato e la mancanza di fiducia.
2. Non si percuotano i ragazzi: bisogna farsi amare, bisogna prevenire; [34] oggi poi, battendo, si va incontro a fastidi, e poi è ingiustizia. Il battere è sfogo di passione, fa temere anche sulla moralità.
3. A Pianello, preparandosi nelle Tre Pievi un pellegrinaggio patriottico a San Fermo per Garibaldi, nelle domeniche antecedenti don Luigi ne parlò dal pulpito in modo sufficiente perché capissero. Il mattino della domenica fissata (egli era ancora a letto) le donne affollarono la riva, battendo delle latte quando passò via il battello dei pellegrini, e così la sera al ritorno. Il Giovanella 38 e compagni, indispettiti, vennero a minacciarlo in casa, e lui: « Io non so niente », e poiché insistevano minacciò di citarli in pretura e così se n’andarono senza far nulla.
4. A Pianello con l’aiuto del Domenico Montebugnoli mise su dei giuochi per trattenere i giovanotti dall’osteria la domenica. L’oste Giovanni Bosatta venne con altri a chiederne ­ragione. Uscì il Domenico a rispondere essere il parroco impedito. Insolentirono, e il Domenico rispose per le rime. Fu chiamato in municipio ma egli minacciò denunzia per violazione di domicilio e così desistettero.
5. Don Luigi, dal gran cuore che ha compassione per tutti, protesta [35] contro accuse non bene accertate a carico di preti suoi. Fermo sulle massime, sa di fatto scusare appellandosi alle intenzioni, di diversi gradi di santità e di grazie, eccetera.
6. Ripete perché si abbia fiducia: « Dio con la stessa facilità il poco e il tanto quando è necessario ».
- 995 - 7. A Torino don Luigi era direttore nell’Oratorio salesiano di San Luigi. Aveva trecento e più giovanetti. Venivano come catechisti i due conti Balbo, il conte di Viancino, il marchese Scarampi, eccetera. Una delle prime volte i catechisti non vennero a tempo: li ebbe tutti lui in chiesa; forniti di palle di neve gli furono addosso a tempestarlo. Dopo un po’ montò sulle furie e scacciò tutti fuori. Poi giunsero i catechisti. Incontrandolo per istrada i ragazzi ridevano e gli spingevano ai piedi scherzosamente delle palle di neve ancora. Quando andò a Trinità di Mondovì quei giovani affezionati facevano un’ora e più di ferrovia per andarlo a trovare, e venendo lui a Torino gli si facevano attorno ancora.
8. In seminario di Como in viii si faceva un giornale scritto a mano. Don Luigi faceva gli articoli di indole morale, però non gli piaceva lo spirito; ne parlò al vicerettore raccomandandogli di non scoprire lui. Invitato a [36] portarglielo si rifiutò. S’accordò così: « Tu leggilo pubblicamente, io ti vedrò e me lo farò portare ». Così si fece; ma il vicerettore ingenuamente si fece sentire a dirgli: « Portami dunque quel giornale ». Don Luigi dinanzi ai compagni fece lo gnorri e glielo portò poi segretamente. Erano di spirito liberale: di ventidue solo undici entrarono in seminario teologico.
9. In casa nostra han sempre portato fortuna i preti ospitati per carità. I preti di Adria ospitati a Milano ci hanno aperto il seminario di Rovigo per i nostri ordinandi e le case del Veneto, lo Steinhauser ci aprì l’America. Spesso con segni straordinari di Provvidenza.




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Cfr. >nota 36.


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