Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
Lettura del testo

ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

PER LA SECONDA CLASSE

Lezione sesta Il cristiano che è adorno di virtù eseguisce le obbligazioni dello stato suo

III. Il cristiano ama Iddio suo Padre ed i fratelli suoi che sono i figli del Signore

«»

[- 466 -]

III.

Il cristiano ama Iddio suo Padre ed i

fratelli suoi che sono i figli del Signore

  1. Tu ami il sovrano perché ti dirige, ami il padre tuo perché ti benefica, ami il fratello perché è il figlio del genitor tuo. [43]Il Signore è sovrano e padre tuo, ed i fratelli sparsi

 - 467 -

sulla faccia della terra sono i figli del Padre celeste. Or come ami tu Iddio? Come prediligi i fratelli tuoi…

  2. Tu desideri lo splendor del sole perché illumina e riscalda. Ti piace l'amenità del lago, la bellezza del prato perché ti ricreano. Ti soddisfa sovrat<t>utto conversare con un fratello santo, perché la loro compagnia ti eccita a virtù e ti accontenta l'anima. Ma se tanto ti rallegrano le creature, quanto più devi aspirare al Creatore? Mosè quando ottenne nella caverna di Oreb di vedere non so quale apparizione della divinità, gustò tanto in cuor suo che per quaranta giorni non ebbe più voglia di gustar cibo terreno.

  3. Francesco d'Assisi guardava il bel cielo stellato e sospirava: "Quanto più bello dev'essere il paradiso e Dio!". Abbassava poi lo sguardo alla terra ed alle creature di essa e umiliandosi diceva: "Voi, terra e acqua, quadrupedi e pesci, lodate nel vostro linguaggio il Signore, ma il mio cuore oh quanto è misero in amare il mio Dio!". Francesco guardava sovrat<t>utto in volto ai fratelli suoi, e sul viso di quelli scorgeva [44]il raggio celeste che li distingue figli dello Altissimo.

  4. Che se tu scorgi sulla fronte del fratello la macchia di un delitto, tu allora detesta la piaga ma continua <ad> amare il fratello come fa la madre con il figliuolo o come sa fare l'artefice col diamante che leva fuori dal fango.

  5. Lucentissimo è il diamante, l'orefice lo mette in mostra e non si stanca egli stesso di rimirarlo. La virtù di Dio è infinitamente splendida. Ah, puoi tu guardare al Signore e non amarlo? Amalo almeno come il fanciulletto desidera il padre suo, sospira a Dio come i serafini celesti e sii tu stesso uomo angelico in amare il tuo Signore.

  6. Affrettati poi a lavorare con gioia nella casa del padre tuo ed a soccorrere e consolare i fratelli tuoi. Se tu fai ciò, sei salvo perché sei santo figliuolo.

  7. Figurati che il padre ti dica: "Amami, non mi ingiuriare, onorami nel giorno della mia festa, obbedisci poi, e con i fratelli sii amorevole. Non fa<re> a quelli quel che non brami per te stesso27 e conservati mondo al mio cospetto". Questo

 - 468 -

linguaggio è il discorso che verso a te tiene il tuo [45]celeste Padre. Ti pare di poter seguire con fedeltà quelle paterne raccomandazioni?

  8. Perché tu non fuorvii mai, santa Chiesa come pia genitrice ti segue con questi espressi ordinamenti: "Accostati all'altare, Calvario di Gesù, in ogni giorno festivo, e perché ti riconosca al divino cospetto qual peccatore e meschino che tu sei, in certi tempi dell'anno e in qualche di ogni settimana presentati a Dio con l'abito del penitente e parla a lui con il volto coperto dal pallido della mortificazione e del digiuno. Finalmente con la decima dei frutti della tua terra offri le primizie al ministro di Dio, che prega per te e che ti accompagna al paradiso".

  9. Ricorda ora qui che è benedetto il figlio il quale segue i comandamenti della madre sua.

  10. In una famiglia la felicità è piena quando ciascun membro eseguisce il dover suo, che è obbediente al padre. Ah, se tu sei figlio esemplare in compiere le obbligazioni del tuo stato, credilo che tu sei figlio caro e benedetto.

  11. I santi che ora sono in cielo furono già in terra quei figli diletti. Medesimamente [46]quaggiù quelli che più godono sono i figli amanti.

  12. Sicché prega Iddio che illumini la mente tua per conoscere il da farsi quotidianamente da te. Supplica il Signore che muova all'opera il cuor tuo.

  13. Il guerriero che generoso entra a combattere le battaglie del suo Signore, ha bisogno di prudenza per non essere rovinato dai tristi, ha bisogno di giustizia per non offendere chicchessia malamente, ha bisogno di fortezza per superare le difficoltà, ed ha bisogno di temperanza per usar con moderazione sì delle fatiche nella battaglia che del riposo nella vittoria. Vuoi tu esser guerriero tale? Prega Dio e sarai prudente come Mosè, giusto come Giosuè, forte come Sansone, temperante come Gedeone.

 

 





p. 467
27     Tb 4, 15.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma