Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
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ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

PER LA SECONDA CLASSE

Lezione sesta Il cristiano che è adorno di virtù eseguisce le obbligazioni dello stato suo

V. Tu sei qua per far la guerra al peccato e per correggere in te le ree inclinazioni

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V.

Tu sei qua per far la guerra al peccato

e per correggere in te le ree inclinazioni

  1. Lucifero ed i compagni suoi nel cielo erano sapienti. Mancava loro la potenza, epperciò dissero: "Moviamo guerra a Dio e facciamoci in tutto simili allo Altissimo". [49]Adamo ed Eva erano potenti come regi nel mezzo dell'universo. Mancava loro la sapienza, allora credendo a Satana dissero: "Mangiamo di questo pomo e facciamoci simili allo Altissimo". Sventura! Lucifero e gli angeli ribelli furono precipitati negli abissi. Adamo ed Eva coi loro discendenti furono scacciati da un paradiso terreno ad una valle di pianto. Deh, quanto spiace a Dio la superbia e la ribellione!

  2. Tu nascesti fragile perché sei figlio di genitori infermatisi per lo peccato. Volta a volta poi che peccando ritornasti alle ingiurie, tu caricasti lo spirito tuo di afflizione, il corpo di piaghe.

  3. Quelle amarezze di animo e quelle ferite di corpo sono ora gravi ed ora leggere in proporzione delle colpe tue, ma sono sempre detestabili.

  4. Stolto, che fai tu in peccare?... Ingiuriando gravemente a Dio spegni in te la fiamma di carità che è vita dell'anima tua, chiami poi i ladroni infernali a derubarti tutto il bene di casa tua. I satanici siedono poi nel mezzo del cuor tuo, e tu sospeso rimani sull'orlo dell'inferno per quel leggier filo di vita che ancor ti [50]resta. Or come è che tu non tremi per alto orrore?

  5. Ovvero le colpe che attualmente vieni commettendo sono veniali, e queste non ti precipitano, no, allo abisso dei dannati, ma intanto ti incamminano a quella volta. Con molti peccati veniali tu indebolisci le forze dello spirito, e il cielo, nauseato in veder in te un amico poco fedele, presto ti abbandonerà. E se il Signore ti lascia, chi ti salva?

  6. Cadrai nel delitto del tradimento come fece Giuda ovvero in quello della ribellion come ha fatto Faraone, ed ora se Dio permette che tu scelga per ultimo termine la ficaia ovvero le acque di un Mar Rosso, non vedi che per te è sciagura eterna?

 

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  7. Peccato pessimo è altresì dire: "Servire a Dio è impossibile perché egli mai si accontenta", ovvero l'asserire che ognuno si può scapricciare in disordini perché Dio, buono essendo, sempre perdona. Figurati altresì un fratello che combatta la verità confessata dalla ragione e dalla fede, che odii fieramente il dabben che l'avvisa, che protesti di perseverare sino alla fine nell'eccesso e che muoia come Antioco empio [51]e disperato, oh come la sciagura di costui merita di essere pianta con lagrime di sangue!

  8. Ovvero immaginati che essendo tu padre un figliuol tuo crudo come Caino s'avventi ad uccidere un Abele innocente. Figurati che sotto agli occhi tuoi passi a commettere brutture che oscurano il sole e che per scapricciarsi meglio cavi il sangue dalle vene ai fratelli poveri o che insulti al sudore di quelli che lavorano per il ben della casa sua. Se ciò avvenisse a te, oh come tutti griderebbero a Dio di vendicare i torti tuoi!

  9. Come il ragno, così tu hai nel cuore la radice di un veleno maligno. Guai a te se non lo strappi.

  10. Veleno pessimo è quello delle serpi che con il morso insinua<no> nelle tue vene la morte. Veleno pessimo è quello dell'aspide e del basilisco che ti ammorba ancor da lungi. Fratel mio, guardati da quei vizi che come veleni micidiali ti producono presto le agonie di morte.

  11. I veleni che si ascondono in te son di superbia che ti fanno crudo come un leone, di avarizia che ti acciecano come la talpa sotterra, di lussuria che ti insozzano [52]come il maiale nel suo fango. Sono veleni di morte quei tuoi moti d'ira che ti fanno essere furibondo come il cane rabbioso, quegli eccitamenti di gola che di poi ti fanno gemere come il coccodrillo, che dopo aver mangiato sentesi crepare per mezzo. Sono veleni quel furor di invidia che ti fa fremere come la tigre, ovvero quel torpore di ozio che ti istupidisce come l'orso nel suo letargo. Ecco i mostri che crescono entro te. Misero te se entrando in battaglia con questi tu non li superi vittoriosamente!

 

 


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