Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
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ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

PER LA SECONDA CLASSE

Lezione sesta Il cristiano che è adorno di virtù eseguisce le obbligazioni dello stato suo

VI. Il cristiano alla fonte di santificazione. La sacramentale Confessione è lavacro che monda

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VI.

Il cristiano alla fonte di santificazione.

La sacramentale Confessione è lavacro che monda

  1. L'uccello pellicano dona con amore la vita a' suoi pulcini. Quando se li vede correre intorno, il pietoso animale si ferisce nel cuore e ne apre una fonte del suo sangue. I piccoli nati bevono a quel caldo rigagnolo e acquistano forza. Gesù, pietoso pellicano, dopo averti fatto nascere ti dona la vita della grazia e la forza delle virtù facendoti bere alla fonte del [53]suo costato aperto. Or non è vero che il Signore ti ama?

  2. Come un padre amante, Gesù ti la vita nel Battesimo, la forza di virtù nella Cresima. Nella santissima Eucaristia ti dona il vigor dell'ali d'aquila per volar sino a Dio. Se poi infermi, subito ti porge la medicina della sacramentale Confessione. Per l'opera di un sacramento grande ti invia i ministri suoi e tuoi maggiori fratelli perché ti dirigano al cielo. Per opera di altro sacramento benedice quaggiù la moltiplicazione de' figli suoi. Quando poi è venuta l'ora che tu parti da questa terra, il Signore ti conforta con il sacramento dei morienti e consacra il corpo tuo perché ritornando nella sua terra si disponga a risorgere glorioso un .

  3. Or saresti tu mai infermo nello spirito e fracido nell'anima a guisa di un lebbroso? Se è così, tu come i dieci lebbrosi dello Evangelo affrettati a Gesù. Finché tu vivi quaggiù, in cielo è fisso di usarti la più gran misericordia.

  4. Il capitano Naaman siro si era prostrato innanzi ad Eliseo profeta dicendo: "Mondatemi, vi prego, della lebbra che mi [54]strugge", al quale il profeta: "Lavati sette volte nelle acque del Giordano e ne uscirai purificato"28. Se tu vieni a Gesù supplicandolo della stessa grazia, ti risponderà con bontà divina: "Purificati nella sacramentale Confessione e ne uscirai santificato".

  5. Una madre desolata per la morte del figlio stava pure ai piedi di Eliseo. Questi pregò e il fanciullo ritornò sano e

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salvo in seno alla madre. Provi forse tu che il bene tuo o l'anima tua sia morta omai? Supplica di cuore, che il Signore opererà ancora un miracolo a tuo favore.

  6. Intanto apri i libri e vedi quale tu sei al divino cospetto. I libri sono la coscienza tua, i Comandamenti del Signore e di tua madre Chiesa santa.

  7. A te sono stati affidati talenti per trafficare. Come li hai tu impiegati fin qui?

  8. Ricorda che il Signore vede entro a te meglio che tu non osservi il volto tuo da un terso cristallo. Or come oseresti tu nascondere a Dio un sol peccato?

  9. Perciocché se il Signore è Padre buono il quale perdona il fallo a chi non ricorda l'obbligo suo, è tuttavia giudice severo [55]verso al delinquente che usa frode per non soddisfare.

  10. Se poi le tue colpe <ri>vestono carattere di speciale malizia, allora detesta il tuo male a guisa di Davide, che deplorando l'iniquità sua confessava l'ingiuria fatta a Dio, l'ingiustizia apportata al prossimo e l'enormità dello scandalo cagionato ad un popolo intiero.

  11. Or tu che hai dinanzi come un branco di fiere il numero dei tuoi peccati, devi sentirti oppresso come il viaggiatore che svegliandosi nella foresta sentesi avviticchiare da un fascio di serpenti.

  12. Qual tormento al figlio che lasciata la casa paterna trova di esser caduto fra il laccio delle serpi, lontan lontano dal padre diletto?

  13. In tanta sciagura il mezzo di salvamento è un solo, ed è battersi il petto e fuori farne uscire una fonteabbondante entro la quale affoghino tutti i mostri che ti circondano.

  14. Le verghe per battere nella pietra del tuo duro cuore devono essere le considerazioni sul corpo esangue di Gesù, che tu hai trafitto con tante ferite. Devono essere l'inferno che perciò si è spalancato [56]sotto a' tuoi piè e il paradiso che era chiuso sopra il tuo capo. Poi l'anima che rugge entro te e Satanasso che è entrato a derubar la casa tua. Oh, che percossa dev'esser ciò al cuor tuo! Che strazio al tuo animo che si ravvede!

 

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  15. Pietro e la Maddalena, Gerolamo e Paolo un per uno ripassavano i falli commessi e vedendoli passare dinanzi alla immaginazione a guisa di leoni infernali, si battevano il petto, piangevano dirottamente e gridavano a Dio: "O voi che mi avete creato, abbiate di me pietà".

  16. Luigi Gonzaga cadeva come morto dinanzi al crocefisso Signore ancora per pochi peccati veniali commessi, e tu possibile che non dia una lagrima per quella moltitudine di peccati avvertiti che vieni giornalmente commettendo?

  17. Ma sovrat<t>utto ti deve dolere per le colpe gravi. Misero te! Peccando mortalmente ti sei accompagnato a quei giudei i quali seguirono Gesù fino al Calvario. Questi commisero tal eccesso che il cielo stesso inorridì e la terra e i mari rabbrividendo si scossero. Or come non ti rammarichi tu, e non stritoli quei vasi di fiele che porgesti a [57]Gesù e non infrangi quelle spade colle quali lo hai trafitto ancora morto?

  18. Se tu mescoli le tue lagrime al sangue del Redentore e i tuoi sospiri li unisci ai gemiti di Gesù, tu prepari un farmaco per l'anima tua, che è potente a guarir gli occhi dello spirito come quel loto di terra che formato da Gesù guarì gli occhi del cieco nato.

  19. La medicina formata dalle lagrime della compunzione rischiara la mente, solleva il cuore, rende agile lo spirito per guardare in alto e vedere fino a Dio. Con questo rimedio salutare tu trovi contentezza, come il naufrago che dopo una notte procellosa vede sorgere l'aurora di un bellissimo .

  20. Ah quanto giova dunque gemere di continuo! Il re penitente non si curava più delle vestimenta di porpora ma bramava per sé un sacco di penitenza, sul capo aspergeva la cenere, non si curava di allegrie mondane ma gli premeva piangere per trovare misericordia al cospetto del Signore.

  21. Però si danno peccatori che in dolersi imitano il fanciullo malestruo, che colto in fallo dal genitore gli domanda scusa e [58]piange, ma nello stesso tempo rivolto al compagno di scapestreria promette con beffardo riso che presto ritornerà

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alle cattiverie di prima. Chi crede alle lagrime dell'infinto? Anche il coccodrillo geme, ma è perché avendo troppo mangiato or sentesi crepare per mezzo.

  22. Non sia tu quel desso, ma piuttosto imita quel figliuolo bennato, il quale tutte le volte che si avvede di un fallo commesso esce in dirotto pianto e promette l'emenda. Se fai così, almeno ogni e sovrat<t>utto alla sera, quando dormendo par che ti disponga a scendere nel sepolcro, sta pur sicuro che il Signore ti sarà propizio, sia che tu viva ovvero che muoia in quella notte.

  23. Ricorda29 poi sempre che le lagrime del penitente sono la consolazione degli angeli, e che i gemiti del figlio che piange commuovono il cuore del padre.

  24. Il padre dell'anima tua è il ministro di Dio che siede nel tribunale della misericordia. Se tu piangi per dolore, egli lagrimerà per tenerezza.

  25. Il Tobiolo che nel viaggio a Rages seguì gli ammonimenti dell'arcangelo Raffaele, trovò la benedizione per sé, la felicità [59]per la famiglia. Il confessore è uomo angelico che ti accompagna nel viaggio della vita. Seguilo con costanza e con affetto, che presto giungerai tu stesso a beatitudine con i tuoi cari.

  26. Intanto come <un> compagno desolato incontrandosi col fedele amico si abbraccia al seno di lui e piange e si sfoga con raccontare dapprima le pene sue più gravi e poi tutte l'altre che l'affliggono, così tu pervenuto ai piedi del sacerdote sfogati in amarezza e dinanzi a lui comincia a detestare le colpe più enormi e poi tutte le altre che ti opprimono il cuore.

  27. Affrettati dunque alla Confessione che è il tribunale pietoso della misericordia, è la tomba della superbia e dei vizii tuoi. Ma appunto perché ti accosti a luogo tale, Satanasso rugge di rabbia e ti butta in viso il rossore della vergogna e ti soffoca la parola, perché discorrendo non abbia a sputare il marciume della piaga che si addensa nel petto. Tu allora paventa a motivo della tua fragilità e ricorri a Dio, come il bambino - 476 -che vedendo il viso sospetto di uno sconosciuto si abbraccia più stretto al collo del padre.

  28. [60]Che se altra volta tu avessi taciuta l'enormità di qualche peccato, allora trema per la tua sorte. Pensa subito che il viaggio penoso fin qui fu cammino falso, e che tu per non smarrirti devi ritornare alla prima via lasciata, per continuare sulla strada di un pentimento sincero.

  29. Può accadere che, ripulendo la casa dell'anima tua, più di una serpetta dimori tuttavia nascosta nel seno di una fessura. Se ciò avvenga senza colpa tua, il Signore ti guarderà.

  30. A suo tempo, rappresentandoti al custode dell'anima tua esporrai l'accaduto, a ciò che egli ancora sopra questi falli estenda la formola del perdono celeste.

  31. Quando poi il sacerdote elevando la sua destra si reca in autorità di giudice benevolo e che dice: "Io ti assolvo da' tuoi peccati", tu pensa che in questo momento il sangue delle piaghe di Gesù scende a lavare l'anima tua, il paradiso si apre sul tuo capo per salutarti, i demoni fuggono rabbiosi e l'angelo tuo benedetto non finisce di rallegrarsi teco. Tu sei il prodigo abbracciato dal padre, sei la pecorella ritrovata dal pastore ottimo. Rivolgiti al cielo e pregalo che ti aiuti a ringraziare [61]Iddio, ed ai fratelli tuoi mostra la tua gioia con sclamare: "Alla misericordia! Alla misericordia!", perché nella sacramentale Confessione è la pietà e la misericordia del Signore.

  32. Abbi poi cura massima di conservare in te il tesoro della pace rinvenuta e mantieni candida in te la stola della divina grazia. Ricorda poi sempre gli avvisi del ministro di Dio, e come appena è possibile viaggiare in strada pubblica senza rimanere impolverato, così più presto che per te si possa ritorna a questo lavacro benedetto, al quale bagnandosi l'anima tua si purifichi vieppiù e si santifichi.

  33. Accostati sovrat<t>utto a piangere quando succedono i giorni anniversari della passione e della morte di Gesù. Ma se ti avvedi di aver recata a Dio grave ingiuria non tardar a riconciliarti, perché orrenda cosa è dimorare un sol giorno nella inimicizia del Signore.

 

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  34. Meglio è che, come un figliuolo tenero, tu inorridisca ad ogni ombra di offesa del Signore e che subito ricorra <a> lui per chiedergli scusa e ottenere pietà; Gesù tiene distese le braccia per abbracciarti ed il costato dischiuso per mostrarti l'amor [62]suo. Ora perché non ti affretti almeno una volta al corso del mese ovvero della settimana? Credilo, è sempre bello che il figlio sospiri verso al padre suo.





p. 472
28     Cfr. 2 Re 2, 10.



p. 475
29     Originale: Ricordi; cfr. ed. 1923, p. 64.



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