Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
Lettura del testo

ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

Parte seconda IL CRISTIANO CHE INVOCA IL DIVINO AIUTO

Lezione seconda La preziosa formola di preghiera del Signore

IX. Dal peccato liberateci, o Signore!

«»

- 513 -

IX.

Dal peccato liberateci, o Signore!

  1. Giovanni Grisostomo, vescovo a Costantinopoli, era fieramente perseguitato [124]dall'imperatore con minaccie, con multe, con prigionie, con esiglio. Ma Giovanni contentavasi di rispondere: "Non temo le minaccie, non le multe e nemmeno le prigionie e la morte, perché ciò non è vero male. Quello che io temo è il peccato, questo lo temo perché è male pessimo".

  2. Si trovano cristiani i quali si lamentano perché il Signore sottrae loro un godimento ovvero che li colma di un'afflizione d'animo: in far ciò imitano il fanciulletto che piagne quando dal padre si vede levare il trastullo per venire allo studio ovvero al lavoro. Una severità paterna condusse Francesco d'Assisi e Andrea Corsini a farsi gran santi. Un rossore patito bastò per Andrea Avellino e per Alfonso de' Liguori a rinunciare al mondo e darsi intieramente al Signore.

  3. Non pertanto tu puoi benissimo supplicar Dio a liberarti da una malattia, a sollevar te e altrui da quelle siccità o da quelle alluvioni che desolano ovvero da quelle guerre e da quelle pestilenze che esterminano, ma dopo aver posto le tue suppliche contentati che il Signore, il quale sa più che te, disponga il tutto per il meglio dell'anima tua.

  4. [125]Un pio personaggio per ottenere una particolar grazia da alto compié il viaggio da Germania fino a Gerusalemme. Quando pervenuto a vista del Calvario non solo non ottenne quello che desiderava, ma perdette il poter vedere, sicché ecco <che> fu ricondotto in patria. Non si scoraggiò il dabben cristiano, anzi prese tant'animo a ridersi del mondo che poi si santo.

  5. Tal cristiano che non confidava ancora appieno in Dio, vide in visione due fratelli di cui l'uno era buono e l'altro cattivo. Vide in alto due angeli con due tazze che erano la prima d'oro e la seconda di legno. Vide poi darsi la tazza di legno al dabben figliuolo e quella d'oro al tristo, di che lagnavasi già costui, ma la tazza d'oro scorse che era avvelenata e questa di legno che aveva la virtù di dare vigore e forza sempre nuova.

 - 514 -

Ah, quante volte il Signore è costretto <a> dare una tazza d'oro in castigo di fatti cattivi! Sicché se sei tribulato confortati col dire: "Amen! Amen!" e rassegnati a Dio.

  6. Gli angeli in cielo lodano Dio con dire: "Amen! Amen!", ossia: "Tutto è buono ciò che viene dal Signore".

  7. In congiungere la lingua tua colla [126]lode angelica procura di essere puro od almeno di esser davvero compunto dei falli tuoi. Piangi sovrat<t>utto se trovi di averne dei peccati gravi, perché diversamente, recitando orazioneeccellente, tu imiteresti quei carnefici i quali ripetendo a Gesù: "Ave, o re dei giudei!" 69, lo schernivano con sanguinosa ironia.





p. 514
69     Mt 27, 29.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma