Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
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ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

Parte quarta I SACRAMENTI SONO FONTI DI DIVINA GRAZIA

Lezione seconda Il fonte del cervo assetato

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Lezione seconda

Il fonte del cervo assetato

  1. Il cervo assetato che ha percorso tutto il per ritrovare la fonte, oh quanto gode all'apparire delle onde cristalline di un lago sereno! L'anima tua, sitibonda della divina grazia, oh come di cuore sospirò, ma quando fu presso alle acque battesimali esultòaltamente che il paradiso medesimo discese per godere con lei.

  2. Il godimento è altissimo perché massima è la grazia battesimale. acquistigran tesoro che vale a compensare ad

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usura le perdite del peccato originale e quelle che ti cagionarono altresì tanti peccati attuali.

  3. Quando l'angelo moveva le acque della probatica piscina, il primo infermo [167]che entro si fosse bagnato subito era guarito. Chiunque immerga nelle acque battesimali il corpo dello infante, di subito fa risuscitar per Iddio e per la vita eterna l'anima del battezzato.

  4. I tuoi fratelli che sono decisi di salvare le anime nelle terre degl'infedeli si affrettano e osservano alle rive dei fiumi ed allo incontro delle strade, dove son gettati i figli abbandonati dai genitori pagani. Allora con la pietà degli angeli versano stille di acqua sulla fronte della creatura e pronunciano queste parole: "Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figliuolo, dello Spirito Santo". Or come il Signore con un fiat creò la luce, così con un atto solo rigenera quell'anima. Questo miracolo di grazia si ripete centomila volte in un anno nel solo regno della China.

  5. Il ministro che operagran prodigio è un solo come un solo è il padre del figliuol suo.

  6. Primo a servire di strumento in questo atto di misericordia è il ministro sacerdote e di poi gli altri uomini a seconda della dignità, perché come in cielo vi sono gradi di gloria, così in terra vi sono i suoi gradi di dignità.

  7. [168]Ma non si tardi a salvar l'anima del bambino che ha aperti gli occhi alla luce di questo mondo. Importa sovrat<t>utto che apra gli occhi a vista della fede in Gesù Cristo che dona la gloria del paradiso. Quando questo è avvenuto, esulta pure e chiama a convito i parenti e gli amici, perché la gioia tua è quella del padre che si riabbraccia al figliuol diletto.

  8. Che se un pagano nel deserto della vita sospiri al Battesimo e non trovi chi gli versi l'acqua in fronte, e intanto o muoia in gemiti d'amore o sia fatto morire per l'affetto suo a Gesù, questi incontrerà benevolo il Signore perché Iddio ama quelli che l'amano, e chi lava la sua coscienza nel sangue proprio gli è caro come i figli martiri delle donne di Betlem82.

  9. Intanto appena che l'anima è rigenerata nel santo Battesimo, ella è a guisa di quelle anime nel limbo dei santi Padri,

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che salutate da Gesù trionfatore furono poi guidate alla volta del paradiso.

  10. Il cielo si apre per salutarti, la terra lieta ti benedice. Una madre pia, santa Chiesa, ti accoglie fra le braccia sue e l'inferno ruggendo per rabbia si sprofonda [169]ne' suoi abissi. Tu allora, recando glorioso in fronte il segnale della tua salvezza, ti presenti agli uomini quasi l'angelo del Signore che dalla universale strage salva i figli del popolo di Dio.

  11. Fratel mio, nel santo Battesimo ti fu dato in mano un cereo acceso e ti fu indossata una veste candida. Ah, perseveri sino alla morte la luce del tuo buon esempio! Possa tu portare al divin tribunale la veste di grazia ricevuta.

  12. Rallegrati adunque: sol che tu il voglia, tu puoi passare nella terra macchiata di questo mondo a guisa di sole che illumina e che purifica senza contrarre una macchia di sozzura.

  13. Come il sole dirada le tenebre di fosca caligine, così tu con la grazia battesimale sei chiamato a togliere dal mondo la oscurità di mente che ingenera il fumo di superbia.

  14. Sia tu sole che asciuga il pantano dell'avarizia e che fa allontanare le putride esalazioni che ingenerano la febbre nelle ossa tue.

  15. Oh, come è vero che il Signore ti ha fatto grande! Lodalo tu in tutta la vita, e specialmente lodalo in quel giorno [170]dell'anno che ricorda l'anniversario del tuo Battesimo. Sogliono i re terreni ricordare ogni anno con festa il della lor incoronazione ad un regno della terra. Tu novera fra i giorni fausti quello in cui fosti messo a parte del diritto al regno del paradiso ed alla gloria di Dio Padre.





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82     Originale: Betel; cfr. ed. 1923, p. 191.



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