Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
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ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

Parte quarta I SACRAMENTI SONO FONTI DI DIVINA GRAZIA

Lezione quarta Gesù compagno e alimento nostro

III. Il figlio che si dispone a sedere alla mensa del reale genitore

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III.

Il figlio che si dispone a sedere

alla mensa del reale genitore

  1. Il prodigo quando si dispose per rientrare nella casa paterna disse: "Mi leverò e andrò al padre mio91, lo supplicherò poi a porgermi almeno il pane dei servi suoi". Tu affrettati pure come figlio diletto perché il genitore ti attende con cuore di padre.

  2. Ah, le lagrime ed i sospiri tuoi come inteneriscono l'animo paterno! Se tu come [182]il prodigo evangelico avessi commesso un cumulo di iniquità, credilo pure: il tuo Padre celeste se ti scorge compunto di subito ti perdona e ti abbraccia. Raccomandati al buon ufficio de' suoi ministri e ad uno di essi esponi come un povero lebbroso le piaghe tue.

  3. Poscia ringraziane l'Altissimo, e come gli angeli già ti additano il convito celeste che il Padre ti dispone, così tu per gran rispetto a quello non assapora<re> al cominciar del novello altro cibo prima del nutrimento divino.

  4. Nondimeno, se inavvertitamente ti è rimasto fra denti un neo di cibo o se camminando una stilla di pioggia entrò nella tua bocca, non devi credere che Chiesa santa, sposa amante di Gesù e tua carissima madre, voglia per questo solo impedirti in quel mattino di accostarti al convito del Padre.

  5. Un padre ed una madre che impongono un precetto di ossequio, lo tolgono tosto che al figlio ritorni conveniente. Però se tu ammali e che lo star digiuno ti noccia, tua madre la Chiesa ti esorta a nutrirti pure in qualsiasi ora, e intanto compatendo

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alle tue sofferenze accorre [183]ella stessa e suona la sua tromba e convoca i suoi figli, perché accompagnino al fratello infermo la persona di Gesù che conforta, che guarisce, che suscita.

  6. Vedi ora se Dio ti ama. Ma se tu ami lui devi attendere a ripulire la casa dell'anima tua, e prima che Gesù entri tu devi con l'impeto delle tue lagrime, e con l'aiuto della purificazion del sacramento di Penitenza, lavare tutte quelle immondezze che entro imbrattano.

  7. Né basta che tu ti dolga. Il Signore ha detto: "I tribunali per essere assolto li ho costituiti in terra presso la persona de' miei ministri". Ora affrettati pur : è così caro esporre le proprie pene ad un amico che conosce le umane infermità e che sa compatirle!

  8. Bada intanto che, ancora in cosa sì facile, il demonio tenterà te perché non apra tutto il tuo male. Ma tu spregia le insinuazioni del tristo. Ah quanto è dolente il cuor di un padre quando nell'animo del figlio scorge la infinzione e la doppiezza!   9. Osserva dunque il cuor tuo, e se trovi che sciaguratamente già altra volta ingannasti l'animo del padre, tu duolti [184]anche più vivamente, perché i falli mostruosi si cancellano con straordinaria copia di pianto.

  10. Pensa che al convito del celeste Padre è tutto che giova per l'anima tua. Per riceverne ogni bene eletto basta sol che ti accosti come deve un dabben figliuolo.

  11. Dirai dunque a Gesù che tu l'adori come i pastori ed i Re Magi, e che come gli angeli nella capanna di Betlemme vorresti di continuo dirigere a lui cantici di lode e inni di giubilo. Ma tu sei così meschino, e l'anima tua è così imperfetta! Grida perciò come il centurione: "Non son degno, o Signore, di venire a voi, ma se voi dite una parola a mio prò, questa basterà a farmi meritevole"92. Intanto replica come Pietro: "Voi sapete, o Signore, che io vi amo93, ah fate che io vi ami ancora più!". E qui ripensando le offese fatte a Dio, sciogliti in lacrime come la Maddalena, e come il Zaccheo prometti a Dio di

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riparar con abbondanza ad ogni malfatto. Sospira poi come un figlio amantissimo: "Ecco il Padre mio! Ecco il Padre mio! È l'Agnello di Dio che cancella i peccati del [185]mondo"94. Qui chiama gli angeli che ti accompagnino, prendi per la destra Maria santissima e poi appressandoti alla mensa santissima gemi in sospiro d'affetto: "Il corpo del Signor nostro Gesù Cristo custodisca l'anima mia per la vita eterna". E rimanti assorto in carissima contemplazione come un serafino d'amore che esulta in vedersi immerso nella beatitudine dell'Altissimo.

  12. Maria santissima nella capanna di Betlemme adorava il Verbo incarnato, e di poi nella casa di Efeso nascondeva il suo Gesù entro al proprio cuore nella santa Comunione. In far questo Maria amava Gesù più che non l'amassero tutti insieme i giusti della terra e i santi del cielo. Prega Maria che a te ottenga nella santa Comunione almeno il fervore che per lui aveva Giovanni95 il diletto! Alle attrattive vivissime di affetto di Bonaventura, di Stanislao, di Imelda, Gesù nel Sacramento operava il miracolo di partire dal santo altare, ed elevandosi maestoso nell'aere venire a posarsi sulle labbra di quelle anime affettuose.

  13. Gli affetti di Imelda sovrat<t>utto erano sì intensi, che ricevuta per la prima volta [186]l'ostia santissima moriva in una piena di contentezza. Tu per essere aiutato ad amare assai, chiama intorno a te le anime sante del cielo, i giusti della terra e del purgatorio, e sfogandoti in affetto accesissimo desidera dare immensa gloria a Dio con trarre a lui le anime di tutti.

  14. Sfogati dunque quanto è possibile in affetti amorevoli, e quando ti convenga partire dalla casa del Signore la gioia irradii la tua fronte, e la soavità de' tuoi modi cavi dalle labbra de' tuoi fratelli la preziosa attestazione che i giusti godono, che i figli dabbene sono in esultazione.

  15. Non può essere altrimenti. Nella tua mente si diffonde la luce di verità eterna e nel tuo cuore il raggio di eterna beatitudine. Tu sei unito al tuo Signore più intimamente che il

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bambino alla sua madre. Tu sclami: "Non sono io che vivo, ma è Gesù Cristo che vive in me"96. Il paradiso è disceso a colmare di benedizione l'anima tua, or come è possibile che tu non goda in alto tripudio?





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91     Lc 15, 18.



p. 547
92     Cfr. Mt 8, 8.



93     Gv 21, 15.



p. 548
94     Gv 1, 29.



95     Originale: che per aveva di Giovanni; cfr. ed. 1923, p. 208.



p. 549
96     Gal 2, 20.



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