Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
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ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

Parte quarta I SACRAMENTI SONO FONTI DI DIVINA GRAZIA

Lezione sesta Il sacramento di Penitenza è il tribunale di divina misericordia

III. Conosci te stesso

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III.

Conosci te stesso

  1. Se tu sei figliuolo infermo devi sentire il tuo male e studiarne le cagioni per ritrovare rimedio.

  2. Le malattie più pericolose son quelle dell'anima. Hai tu scagliata la misera sopra uno scoglio di superbia o l'hai approfondata in uno stagno di iniquità ovvero l'hai fatta anneghittire nei letti dorati dell'ozio? Ah, la misera come si riconosce brutta al divino cospetto, come ha deturpata in sé la bella immagine dello Altissimo!

  3. Tu sei diventato un idropico che più non può muoversi, un pazzo superbo che come Nabucco è castigato a stare colle bestie. Sei tu diventato cieco per lo interesse, come le talpe che viaggiano sotterra?

  4. Ah, taglia e non risparmia<re> per vedere, perché se una piaga sola fetida lasci [202]nascosa presso al cuore, tu sei perduto omai.

  5. Ma se dopo avere esaminato con diligenza tu non iscorga un'ulcere maligna che per caso ti rimanga, affidati a Dio con dirgli: "Voi che vedete i pensieri più minuti della mia mente, pietà di me! Voi che numerate i palpiti del cuor mio, abbiate misericordia!". Se preghi pietoso, Iddio ti guarirà.

  6. Intanto delle colpe che tu avverti novera il numero, la enormità, le varie specie, come fa chi dalla casa della sua abitazione vuol scacciare tutte le infestazioni di serpi velenose che sonosi insinuate.

  7. Davide faceva così e le riflessioni meste del suo cuore le espose nella salmodia del Miserere. Fece così Agostino e i sospiri angosciosi del cuor suo li descrisse nel libro delle sue Confessioni.

  8. Contrizione sincera è quella di chi in un eccesso di doglia manifesta altrui le colpe che gli cagionanogran pena. Ma tu sei forse tra quelli che si lasciano tingere di rosso il viso dall'inferno, e che dal demonio si lasciano chiudere la bocca [203]per non manifestare la fetida piaga di una colpa?   9. Sant'Alfonso racconta di un cristiano che per sedici volte si confessò e si comunicò, per undici volte ricevette l'olio santo

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e per sedici volte lo sciagurato tacque per rossore l'iniquità di una colpa mortale. Ah, se tu ti senti le fiamme in viso, addita almeno al confessore la febbre che ti agita ed egli saprà curarti.

  10. E perché il Signore ti porga la destra a guarire dai più gravi mali, tu esponi al suo ministro ancora i mali piccoli dell'anima tua, benché ogni cristiano possa da se stesso curare un'infermità leggerissima.

  11. Però come spesso si che sia grave malattia una freddatura che si sprezza come indisposizione lieve, così può darsi che un peccato creduto leggero sia grave, epperò meglio è che tu esponga minutamente lo stato dell'anima tua, a ciò che il medico spirituale scorgabene entro il tuo cuore, come entro un cristallo terso si distinguono i lineamenti e le proporzioni della persona.

  12. Conoscere se stessi è tanto necessario come è necessario essere virtuoso [204]per salvarsi. Però tu devi attendere con diligenza. Dopo questo confida nel Signore e statti tranquillo.

  13. Nondimeno avverti qui. Il lavandaio che una volta sola o che poche volte in un anno purga le sue lingerie, durerà più fatica in purgarle e impiegherà maggior tempo che quegli il quale diligentemente le lava almeno una volta nel corso di ogni settimana.

  14. Or che impedisce che tu in ogni e sovrat<t>utto alla sera, quando coricandoti ti par scendere nel sepolcro, non esamini accuratamente la tua coscienza? I monaci della Tebaide facevano così più volte in ogni giornata. Ignazio praticava lo stesso in ogni ora del giorno, e con eseguire questa purificazione salutare sì quelli che questi giunsero a vivere sino alla morte immacolati al cospetto del Signore.


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