Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
Lettura del testo

ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

AMMONIMENTI SALUTARI

Lezione quinta Il cristiano è misero quando pecca

«»

[- 582 -]

Lezione quinta

Il cristiano è misero quando pecca

  1. Quando in una casa un figlio si rivolta contro al padre tutta la famiglia è in desolazione. Appena che Adamo si ribellò a Dio tutta la terra fu conturbata. E tu che sei figlio di quell'Adamo peccatore, non temi tu?

 

 - 583 -

  2. Tu che oltre essere figlio di un padre ribelle, hai più altre volte alzato in persona il braccio contro all'Onnipotente?

  3. Che rammarico devi tu provare in pensare: "Mio padre è stato un ribelle, e mia madre una peccatrice"!

  4. Per castigo dell'enorme delitto, i figli di Adamo e di Eva, tuoi fratelli, emisero fiumi di lagrime. Piangendo morirono in sì gran numero da formare già a questi , con i propri cadaveri, altezze di monti [247]da eguagliare il vertice delle Alpi che ti circondano.

  5. Ma più orrido spettacolo è tuttavia la vista dell'anima tua coperta della macchia del peccato originale. Per ripurgare la misera fu necessario che tutto il sangue del Redentore scendesse a lavarla nelle onde battesimali.

  6. Una creatura sola fu salva dall'universale contagio. Questa è Maria. Ella è come una poma eletta che matura e intatta appare sopra un ramo di albero che è infetto nella radice, che produce magagnati tutti gli altri suoi frutti. A favore di Maria il Signore compié un miracolo di potenza e di misericordia divina. Da questo argomenta che grande eccesso di male è la malizia di una sola colpa grave.

  7. E tu che in ogni giorno della vita in poco o in molto offendi il Signore, chi sei tu dunque al divino cospetto?

  8. Crudissimi furono i giudei i quali crocefissero Gesù sul Calvario, ma quegli apostoli che dormivano ostinatamente nell'orto mentre Gesù agonizzava, ah come afflissero ancor essi il cuore del divin Salvatore!

  9. [248]Intanto se come un giudeo hai gridato: "Il sangue di Gesù scenda sul capo mio"124, tu hai meritato che Dio ti ripudii come già fece con quella nazione sciagurata.

  10. Se poi imitasti con la tepidezza i discepoli di Gesù, allora duolti parimenti, o Dio non ti darà forza di salire con lui il Calvario, o ti lascerà cadere come il misero Pietro in triplice spergiuro.

  11. Per un peccato veniale Dio disse a Davide: "Dei tre castighi di fame, di guerra e di pestilenza scegli qual vuoi, ma

 - 584 -

tu devi esser punito". E tu, perché una colpa tua la reputi leggera, non temi nulla?

  12. Ma tu forse nemmen paventi per la colpa mortale. Ah, sciagurato, guarda a Giuda penzolante dalla ficaia, guarda all'anima del disperato nello inferno e poi statti, se puoi, senza molto terrore.

  13. E se le tue colpe sono sol veniali, guarda ai cinquantamila betsamiti colpiti di morte davanti l'arca del Signore, guarda alla turba delle anime che sono in purgatorio e conchiudi, se ti basta l'animo, che una colpa veniale è legger male.

  14. Gli angeli, spiriti celesti, per un peccato solo, e di puro pensiero e commesso [249]in un solo istante, furono puniti, e tu creatura terrena, impasto di fragilità, che meriti tu da Dio per tanti tuoi peccati?

  15. Ah, grida in cuor tuo: "Piuttosto la morte che il peccato!". Se non gemi così, tu più che morto sei già sepolto nello inferno.

  16. Or, come un condannato che ancor poté uscir dalle fiamme infernali, grida: "Penitenza! Penitenza!". E continua così sino alla fine, acciò che Dio placato ti usi misericordia.





p. 583
124   Cfr. Mt 27, 25.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma