Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cenni intorno alla vita di F. Morello da T.
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CENNI INTORNO ALLA VITA DI FRANCESCA MORELLO DA TRINITÀ

V. Madre dei poveri

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V.

Madre dei poveri

  [33]Il divin Salvatore disse cosa da far meravigliare tutti.

Parlò chiaramente così: "Tutto quel di bene che voi farete al meschinello più sciagurato, sarà come fatto a me stesso"9. Altrove soggiunse: "Un bicchiere d'acqua che voi porgerete allo assetato per amor mio, non sarà senza la sua ricompensa"10.

  Francesca sentivasi in cuore un desiderio solo, amar Dio sopra tutto e fare al prossimo il miglior bene possibile. Povera ella medesima, divideva con il meschino lo scarso pane della sua mensa. Oh, quanto godeva Francesca in porgere altrui un'elemosina! [34]Erano tempi di rivoluzione, di guerre, di carestie ancor pubbliche. I francesi erano discesi nel territorio di Trinità e gettavano lo sperpero nelle campagne, il danno nelle case. Molti si astringevano ad impugnare le armi e

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intanto scemava il lavoro della campagna. Gli anni correvano calamitosi. Francesca non aveva la casa ben provvista, pure sparagnava quanto poteva dalla mensa sua, dal vestito, da una spesa meno necessaria per soccorrere ad un prossimo indigente. In casa con il padre ella bramava gli avanzi per sé a fine di guadagnare per il povero. Quando usciva al campo munita di pane e di companatico, girava lo sguardo e, vista una fanciulla sparuta od un giovanetto patito, tosto l'invitava a sedere d'accanto e sovra una pietra ovvero sulla zolla del prato stendeva i suoi viveri e pregava il meschinello a servirsene. Per sé riteneva una crosta di pane, un avanzo [35]qualsiasi. Protestava che questo gli bastava appieno. Eguale industria adoperava per provvedere un brandello di vestito a chi più ne abbisognava.

  Per questo sfogavasi in desiderio vivo e supplicava il Signore che toccasse il cuor dei ricchi, perché beneficassero con generosità maggiore. Diceva: "Qual consolazione a fare parte ad altri della propria sostanza! Par che il sangue proprio impingui la carne della nostra persona, in quella che entra per saturare le vene nella persona del fratello indigente". Francesca non poteva in effetto dispensare ricche sostanze, ma ne porgeva di più pingui con il desiderio vivo.

  Troviamo che Pietro fu lodato dal divin Salvatore perché, invitatolo, lasciò tutto e gli corse dietro. Negli Atti apostolici si commenda la pietà di cotal donna Tabita che per il suo buon cuore era detta la madre dei poveri.[36] La caritatevol donna, quando morì, meritò che Pietro la suscitasse con un miracolo. Carissime sono a Dio ed agli uomini le persone benefiche. Diletta al cielo e cara ai suoi fu Francesca. Questa, come la donna del tempio che regalò la dramma a Dio, donò quanto ella poté e si ebbe merito presso al Signore.

Un cuore che compatisce e che soccorre è cuore magnanimo.

Sovrat<t>utto commuove il cuor di donna. Inchinatevi tutti dinanzi a donna la quale, povera ed ignorante, merita di essere con nobil gara salutata madre dei poverelli.

 

 





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9 Cfr. Mt 25, 40.



10 Cfr. Mt 10, 42.



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