Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cenni intorno alla vita di F. Morello da T.
Lettura del testo

CENNI INTORNO ALLA VITA DI FRANCESCA MORELLO DA TRINITÀ

X. Addio alla terra

«»

[- 270 -]

X.

Addio alla terra

  [58]Un fratello diletto si presenta al mattino di un sospiroso e dice: "Addio, fratelli! Beneditemi, genitori! Arrivederci in cielo!". È il saluto del giovine missionario che parte senza speranza di rivedere mai più la patria od i parenti. Doloroso distacco! È uno strappo al cuor dei genitori, è uno schianto al cuore dei fratelli. È una separazione che per poco è dissimile da quella che ci intima la morte in strapparci dalla

 - 271 -

terra di questo mondo. Il divin Salvatore all'atto di separarsi da' suoi e da Maria, provò uno spasimo vivo. Disse: "La mia anima è triste…"22, e si pose <ad> agonizzare... E stando sulla croce, quando vide l'ombra di morte che gli23 si accostava, volse al Padre [59]un tenero lamento e alla terra un saluto di alto cordoglio.

  Francesca s'avvide che prossimo era il suo fine. Oh, quanto gli doleva staccarsi da quella eletta di fanciulli che aveva preso a beneficare come suoi cari! Le dolse in riflettere che finalmente presto sarebbe entrata nella notte della morte.

Si duole il pellegrino che, veduta la notte scender rapida dal monte, lo involge tutto nella oscurità di un avvenire incerto.

Però in cuore al giusto sono vivi gli aiuti della divina grazia.

Come il divin Salvatore disse: "Fiat voluntas tua"24, così Francesca buona serva dello Altissimo soggiunse: "Come vi pare, così sia fatto".

  Nella mente dei giusti Iddio pone un lume a discernere le cose avvenire. Molte volte le anime pie distinguono l'anno e la settimana od il giorno in cui morranno. [60]Francesca dicevalo a' suoi: "Pochi mesi e poi io morrò". Il corpo si disfaceva, le forze le mancavano tuttodì, le piaghe delle mani e dei piedi si erano dilatate in modo compassionevole. Nella persona dimagrava e in volto si faceva più affilata e quasi trasparente.

Allora si rianimava quando poteva accostarsi ai santi Sacramenti o che compieva una buon'opera di carità. Ma dopo qualche momento ricadeva prostrata di forze. Supplicò di essere munita di tutti i conforti della santa religione e fu esaudita. Intanto bramava esser sola e nascondeva il mal proprio per non crescere la pena negli altri.

  L'ultima notte passolla quasi sempre sola e in un colloquio caro con Dio. Al mattino si annunzio a suon di campana che un cristiano lotta con l'estrema agonia. Domandasi con ansietà e si ode poi che la moriente [61]è Francesca. Molti si

 - 272 -

affollano alla cameruccia per vederla ed esserne benedetti.

Altri si affrettavano alla chiesa per supplicare dinanzi a Gesù nel Santissimo Sacramento. Francesca gira lo sguardo intorno.

Sorride, quasi creatura che si sveglia da un'estasi e che dice per ultimo: "Arrivederci in paradiso". Dopo ciò richiude gli occhi e spira nel bacio del Signore. Una lagrima di tenerezza cadde dagli occhi degli astanti. Si affrettarono <a> baciarne con rispetto o la fronte o la mano di quella ben avventurata. Poi cominciarono <a> dire: "È una santa; io ne vo' un ricordo".

In dirlo ognuno sollecitò di assicurarsi un oggetto della sua camera, un pezzetto del suo abito, i più fervorosi tagliavano una ciocca di capegli che poi distribuivano a chi ne faceva più premurosa istanza. Addio a questa terra per sempre! La morte dei giusti è preziosa al cospetto [62]di Dio25. I giusti nemmen sentono il tormento del morire. L'anima dei giusti è in mano a Dio26. Addio, terra di questo mondo! Felice chi per tempo si dispone a vivere come se in ogni dovesse morire.





p. 271
22 Mt 26, 38.



23 Originale: le.



24 Mt 6, 10.



p. 272
25 Cfr. Sal 116(114-115), 15.



26 Cfr. Sap 3, 1.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma