Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cenni intorno alla vita di F. Morello da T.
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CENNI INTORNO ALLA VITA DI FRANCESCA MORELLO DA TRINITÀ

XI. Funerali cristiani

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XI.

Funerali cristiani

  [63]Spuntava il 9 agosto 1819. Era l'alba di domenica di un giorno sereno. Le campane di Trinità suonavano con insolito movimento. Annunziavano il passaggio dalla terra al cielo di una pellegrina che felicemente aveva percorso il cammino suo. Il popolo de' suoi fratelli erasi raccolto nella chiesa; il sacerdote parroco stacca la croce dai piedi dell'altare e dice: "Avanti nel pellegrinaggio che ci rimane a percorrere". Inalbera la croce per dire a tutti: "Ecco il segnale di nostra salvezza". Fa seguire gli stendardi di morte per dire: "Eccola la

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consigliera e la madre nostra". Compagnie di consorelle dette Umiliate, unioni di confratelli pii chiamati Disciplinanti e una [64]eletta di giovanetti biancovestiti con il titolo di Luigini accompagnano, recando stendardi in atto di dire a sé e a tutti: "Facciamo il bene come lo hanno praticato i santi e noi saremo salvi". Quelle congregazioni sono come il braccio destro del sacerdote in cura di anime, sono l'ornamento della Chiesa e i buoni fratelli maggiori nella famiglia di un popolo.

I confratelli Disciplinanti fra le altre opere di carità hanno per intendimento di ricoverare i pellegrini che muovono verso a Roma od ai Luoghi Santi. Erano altresì le Figlie di Maria che, abbracciando una regola di perfezione, si professano divote alla Madre augusta del Verbo incarnato.

  Francesca aveva avuta premura di ascriversi a tutte le confraternite od unioni pie di cui poteva compirne le pratiche divote. Per tempo si ascrisse come Figlia di Maria. [65]Le consorelle vestironla dunque in abito di quella unione pia. Indossava un abito bianco che scendeva a coprirla intieramente.

Dal capo un velo bianchissimo calava al petto e si rannodava ivi con un nastro azzurro. Le mani furono vestite con guanti in color giallo e due manicotti ben disposti secondo il costume le coprivano l'avambraccio fino al gomito. Le furono messe calze bianche ai piedi con scarpe di panno. Le spese occorse a ciò furono sostenute la maggior parte da persona doviziosa e pia che di Francesca aveva divota estimazione. Fu disposto27 alla defunta un feretro lavorato con arte. Si volle poi portare scoperto28 alla chiesa ed al cimitero. I sacerdoti benedissero quel corpo venerato e intuonarono cantici di speranza. Mossero poi subito le confraternite e poi il clero. Francesca era [66]portata dalle Figlie di Maria. Il volto di lei pareva sorridere alla turba di gente che si accalcava per vederla ancora una volta. La processione schierata compié un giro intorno alla borgata. Le madri, vedendo passare Francesca defunta, additavanla ai loro figli. Pareva un trionfo.

 

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  L'umile serva del Signore avanti morire aveva detto: "Desidero che il mio corpo sia sepolto per carità presso la soglia del cimitero, affinché tutti calpestino ancora dopo morte una peccatrice". In questo non fu accontentata. Il sacerdote di Dio tolse a farne di Francesca encomio e tutti applaudirono. Lo disse poi con alta voce a tutti: "Francesca passò la vita sua in fare del bene, ella è una fedel serva del Signore". E nei registri parrocchiali scrisse con giubilo del suo cuore: "Francesca Morello obiit in odorem suavitatis"29. [67]I primi cristiani chiamavano giorno della nascita quello della morte dei giusti pii e dicevano giorno di trionfo quello dei loro funerali cristiani. Francesca in questo giorno domenicale nacque al cielo perché morì su questa terra. I funerali di Francesca sono il trionfo del cristiano che parte vittorioso dal combattimento della vita alla volta del soglio beato, il paradiso.





p. 273
27 Originale: disposta; cfr. ed. 1933, p. 64.



28 Originale: scoperta.



p. 274
29 Nell'ed. 1933, p. 65: “sanctitatis”.



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