Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cento lodi in ossequio...
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CENTO LODI IN OSSEQUIO AL IV CENTENARIO DAL TRANSITO DEL BEATO ANDREA DA PESCHIERA APOSTOLO DELLA VALTELLINA

VI. Le comunità religiose di Valtellina al quarto centenario del beato Andrea

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VI.

Le comunità religiose di Valtellina

al quarto centenario del beato Andrea

  Intorno ad un giusto si adunano i cuori di tutti i tempi e di tutti i luoghi, perché l'amico di Dio ama ed è amato da tutti i fedeli del Signore. In quest'ordine di dilezione le famiglie religiose occupano cospicui posti di onore. Scrive Châteaubriand: "Colui che fonda una famiglia religiosa si prolunga sulla terra. La sua azione nella società umana sfugge a tutti i calcoli e resta il segreto di Dio".

  Il b<eato> Andrea chiamò egli stesso famiglie religiose nella Valtellina nostra, eresse istituzioni, fondò ricoveri, istituì ben anco par<r>oc<c>hie. Però in questo momento tutte le comunità [33]religiose che furono o che perseverano tuttavia, si inchinano riverenti al trionfo del b<eato> Andrea. Noi godremo in enumerarle e incontrandole salutarle con viva espansione.

  Sant'Ennodio ci fa sapere che già nel secolo v sant'Antonio lerinese33 abitò con due compagni in un romitorio presso Chiavenna. Nel 529 l'ordine di san Benedetto già si diffondeva nella Valtellina. Estese monasteri a San Fedele presso Novate; a Dona presso Prata fu eretta un'abbazia che poi più tardi fu data ai cisterciensi di san Bernardo e fu la più rinomata istituzione di tutta la diocesi. I benedettini erano a Morbegno, a Postalesio, a Sondrio, e le religiose benedettine diffondevansi elleno stesse in più regioni della provincia nostra. I vallambrosiani34 furono a Dubino. I cluniacesi, sotto gli auspici del duca Guglielmo d'Aquitania, erano a Piona, a Gravedona, a Piagno di Cosio. [34]Gli Umiliati possedevano monasteri a Teglio, a Castione, a Sorico, a Domaso, a Gravedona. Gli eremiti di

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sant'Agostino nel 1276 erano a Lovero35, a Tirano ed a Gravedona. In Morbegno operavano il bene le religiose agostiniane. I terziari di san Francesco erano numerosi al monastero di san Giovanni in Mello, dove addì 25 aprile 1485 adunarono il capitolo generale di tutto l'ordine. Nel 1624 i cappuccini vennero a Tirano, a Sondrio, a Morbegno, a Chiavenna, a Gravedona, a Domaso. Nel 1628 i padri della Stretta Riforma abitavano un vasto convento a Traona, che poi essendo stato in parte sommerso diede impulso alla costruzione di altro convento che divenne un più bello di tutta la Riforma.

Dopo il 1400 i domenicani, per opera del b<eato> Andrea, construssero la chiesa ed il convento di sant'Antonio in Morbegno. I Servi di Maria furono a Novate [35]dopo gli Umiliati. Gli Umiliati furono pure a Sorico e dopo essi i religiosi Minimi di san Francesco di Paola. Un Quadrio conferì in Germania col b<eato> Canisio e trasse i religiosi gesuiti a Ponte ed a Bormio. Nel 1638 a Chiavenna, e nella chiesa di san Fedele alle Pergole, erano i cappuccini che con decreto della S<acra> Congregazione di Propaganda nel 1774 ottennero di insegnare pub<b>licamente le lettere. Nel 1644 il vescovo Carafino istituì in Chiavenna le religiose agostiniane, che ad un tempo stesso ascrissero ben otto giovanette della borgata che aspiravano <a> monacarsi. Nel 1600 i religiosi cappuccini dirigevano pure l'ospedale di Chiavenna, e nel 1614 si ha memoria di legati copiosi lasciati in pro d'insegnamento. Nel 1192 era un ospizio per i viandanti al passaggio di Aprica, ed altro ospizio nel 1287 era a Bormio sul vertice del monte Fraello. Nel 1670 erano36 ospedali a Bormio, [36]a Tirano, a Sondrio. L'ospedal di Morbegno era ben provvisto già dal 1563. Nelle memorie del 1690 si ha pure di Monti di pietà che tenevansi presso alle chiese a Bormio, a Sondalo, a Tirano, a Ponte, a Morbegno, a Gravedona.

  Ma oggidì di tante venerande fondazioni si novera la famiglia - 497 -religiosa dei Riformati in Dongo e qualche principio di istituzione nei punti estremi della provincia. Noi giungiamo le mani verso al b<eato> apostolo e padre nostro e preghiamo: "O santo Andrea, suggerite agli uomini della rivoluzione che desistano dal proposito di distruzione, fate loro intendere che i popoli sono felici quando, unendosi ai cristiani di religione, per essi si legano al servizio di Dio, fonte di felicità perenne".





p. 495
33 Originale: lirinese; cfr. F. S. Quadrio, Dissertazioni critico-storiche, ii, p. 570.



34 In F. S. Quadrio, Dissertazioni critico-storiche, ii, p. 589: “Monaci Ambrosiani”.



p. 496
35 Originale: nel 1467 erano a Lovere; cfr.  F. S. Quadrio, Dissertazioni critico-storiche, ii, p. 601.



36 Originale: monte Faello. Nel 1673 erano; cfr. F. S. Quadrio, Dissertazioni critico-storiche, ii, p. 619.



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