Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cento lodi in ossequio...
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CENTO LODI IN OSSEQUIO AL IV CENTENARIO DAL TRANSITO DEL BEATO ANDREA DA PESCHIERA APOSTOLO DELLA VALTELLINA

XXVII. Gli avversari nostri e del nostro b<eato> padre Andrea

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XXVII.

Gli avversari nostri

e del nostro b<eato> padre Andrea

  Mirateli in viso gli avversarii e gli inimici nostri. Sono gli stessi che muovevano contro ai tempi e contro alla persona del beato Andrea. Udite come ne parla Hurter, scrittore protestante: "È a credersi che la setta dei manichei non sia mai stata totalmente spenta, che si sia sempre più nascosta per isfuggire alla vigilanza [79]della Chiesa ed alla severità del potere secolare, che ravvolta nel misterioso velo ch'ella osava appena sollevare, conservato abbia un odio tanto più profondo contro alla Chiesa ed il potere temporale. Paragonando l'interno organamento d'una certa setta rivoluzionaria (i franchi muratori) ed i suoi tentativi contro la Chiesa da una sessantina d'anni (or più che cento) coi principii conosciuti dei catari, siamo costretti a riconoscere alcune rassomiglianze. Le due società hanno per principio l'indipendenza dell'uomo da ogni autorità superiore. Amendue fanno voto dello stesso odio alle sociali istituzioni, particolarmente alla Chiesa ed a' suoi ministri; amendue comunicano il segreto solamente a colui del quale sono sicuri per lunga prova ed impongono l'obbligo di serbarlo anche coi più prossimi parenti. Presso amendue i capi sono ignoti alla turba, la divisione è fatta per provincie poste sotto particolari maestri, i medesimi [80]segni di ricognizione nel modo di parlare e di intendersi, di modo che possiamo dire con qualche ragione che ogni sconvolgimento che da oltre un mezzo secolo va ruinando le fondamenta della

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società altro non è che l'opera degli albigesi, da essi trasmessa89 ai loro successori, i franchi muratori".

  Sicché come quattrocento anni passati i manichei90 dei primi secoli della Chiesa seguivano <a> bestemmiare che Dio non è buono, che condanna anche gli innocenti al fuoco perché non ha fatto l'uomo libero, così oggidì i framassoni imprecano che Dio o non è od è qualsiasi ente non distinto dalla natura, che virtù e vizio non sono che nomi privi di senso. Ma noi non ne prenderemo sbigottimento, sì bene spereremo in Dio sempre. Il b<eato> Andrea, apostolo e padre nostro, passò in mezzo ad inimici cosiffatti e li sconfisse.

Trionferemo noi stessi ponendo la nostra fiducia in Dio e nella intercessione del nostro b<eato> Andrea.





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89 Originale: trasmessi; cfr. R. F. Rohrbacher, Storia universale della Chiesa cattolica dal principio del mondo fino ai nostri, ix, Torino 1869, ed., p. 161.



90 Originale: monarchici; cfr. ed. 1932, p. 74.



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