Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cento lodi in ossequio...
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CENTO LODI IN OSSEQUIO AL IV CENTENARIO DAL TRANSITO DEL BEATO ANDREA DA PESCHIERA APOSTOLO DELLA VALTELLINA

XXXVI. La chiesa di sant'Antonio in Morbegno

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XXXVI.

La chiesa di sant'Antonio in Morbegno

  Il beato padre ed apostolo nostro Andrea eresse in Morbegno, attigua al convento, la grandiosa chiesa di sant'Antonio. Pregò e ottenne che fosse poi riempita della maestà di Gesù nel Santissimo Sacramento. Ed egli Andrea ponevasi

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dinanzi a quel tabernacolo sacrosanto e vi dimorava in atteggiamento di una vera figura di pietà le lunghe ore, di giorno e della notte. Premetteva, per quanto gli permettevano le occupazioni, un apparecchio raccolto alla celebrazione dei santi misteri e vi aggiungeva atti più ardenti di ringraziamento.

Stando dinanzi ai santi altari, purificava sempre più il suo cuore e il [97]ricolmava di fervore di carità. Pregava egli e faceva pregare. Le anime più pie di Morbegno, specchiandosi nel santo missionario, ponevano attenzione a seguirne le salutari inspirazioni di adorare nella santa Messa Gesù in Sacramento, di riceverlo sovente nella santa Comunione, di accostarvisi ad ogni ricorrenza di sacre funzioni.

  Credereste? Come Gesù infante stando nello Egitto fece cadere gli idoli di Satana e dispose quella terra a divenire una regione di santi monaci, di castissime vergini, di confessori e di pontefici invitti, di martiri forti, così Gesù nel Santissimo Sacramento predicato da Andrea infervorò salutarmente le anime dei morbegnesi. Né solo, ma Andrea con Gesù nel Santissimo Sacramento eresse parrocchie, construsse ricoveri di vergini pie, ristorò il fervore alle popolazioni, e la Valtellina, che era ritornata un orto pieno di male ortiche e [98]di spine, ora mercé la grazia di Gesù nel Sacramento augustissimo addiveniva un orto di buoni frutti, un giardino di verace divozione. Oh, quanti prodigi di virtù partirono dalla chiesa di sant'Antonio in Morbegno! Ma ora non più, che le arti di politica e di interesse hanno fatto di quella chiesa un ricetto di armi e di armati, che confermano tuttodì la massima pratica la qual dice: o religiosi o soldati, o Chiesa o Satana. Chi inconsultamente scaccia i religiosi che predicano l'ordine della carità, di subito deve arrolare truppe di soldati che incutano il terrore della giustizia.

 

 


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