Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cento lodi in ossequio...
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CENTO LODI IN OSSEQUIO AL IV CENTENARIO DAL TRANSITO DEL BEATO ANDREA DA PESCHIERA APOSTOLO DELLA VALTELLINA

LXI. L'azione cattolica

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LXI.

L'azione cattolica

  Andrea, pervenuto a Morbegno, iscorse che in tutta Valtellina la fede veniva meno in ogni , che i manichei occupavano i primi posti nel potere civile, che fattisi maestri di

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errore e di seduzione omai traevano a sé il più dello stesso popolo. Intanto nella Valtellina era bensì una fede [139]cristiana, ma vi era a mo' d'imagine rozza e qualche volta svisata. I buoni vivevano timidi mentre i potenti estendevano nei cuori le caligini118 dell'errore e del pervertimento.

  Stando le cose così, Andrea elevò alta la voce gridando: "Operiamo il bene, operiamolo con forza ed in ogni , o ci strappano omai il tesoro della fede". E non perdendo tempo in declamazioni, Andrea ponevasi all'azione. Predicare anche più volte in un giorno, estendere lavori di missioni, regolare unioni pie, costituirne delle nuove all'uopo dei tempi e porre opera al soccorso di tutte le classi di popolo, ai ricchi ed ai poveri, ai sani ed agli ammalati, agli uomini ed alle donne, ai padri <di> famiglia, ai giovani, ai fanciulli; insomma distendere una rete di bene nella quale in copia fossero comprese le anime, quest'era l'impresa più cara al cuore di Andrea. E procedendo con l'esempio, adoperava che l'imitassero quei del clero secolare e i parroci sovrat<t>utto con pascere [140]ad ogni ricorrenza di festa o di tempo sacro i popoli alle loro cure affidati. E perché mal giungeva a tanta necessità l'azione del clero, Andrea giovavasene di tutti i cristiani bene intenzionati, nei quali sapeva il santo apostolo trovare un appoggio a molte opere di bene, una cooperazione alle pie sue brame. Parlar poco e operare assai e nascondere agli occhi altrui il merito proprio, ciò era d'industria pia al santo apostolo nostro. Per conforto finale a sé ed agli altri conchiudeva con dire: "Operiamo sì che lo spirito del tentatore non trovandoci disoccupati non valga a tentarci. Lavoriamo come se non avessimo a morire giammai e viviamo come se avessimo a morire testé, e Dio avrà pietà della persona e del ministero nostro".

 

 





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118 Originale: cuori e caligini; cfr. ed. 1932, p. 122.



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