Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cento lodi in ossequio...
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CENTO LODI IN OSSEQUIO AL IV CENTENARIO DAL TRANSITO DEL BEATO ANDREA DA PESCHIERA APOSTOLO DELLA VALTELLINA

LXXXIV. Apparizione del b<eato> Andrea in Morbegno

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LXXXIV.

Apparizione del b<eato> Andrea in Morbegno

  I morbegnesi ad ogni ripresa di pubblica calamità supplicavano il proprio apostolo e padre Andrea così: "Aiutateci testé, che noi ben tosto ci doliamo dei falli commessi. Esauditeci, ed un giorno solenne eleggeremo all'onor del santo vostro nome". I morbegnesi furono il più spesso esauditi, ed essi si obbligarono con voto a celebrare, in ogni anno, solenne un al transito benedetto di Andrea. Finché in seguito alle pubbliche minaccie di carestia, di pestilenza, di innondazione, nel 1630, adunati clero e popolo e magistrati, fu rogato un pubblico stromento con cui il popolo di Morbegno si obbligava per voto speciale a concorrere con offerta del cuore ed un'oblazione pia per una [184]più solenne festa di traslazione del

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corpo del santo apostolo. Il vescovo nostro alla sua volta interrogò l'ordinariato di Verona, e trovando che ab immemorabili ivi pure Andrea era venerato con culto di beato confessor della fede, venne a Morbegno e discoprì il corpo santo. Andrea riapparve allora ai nostri e li riempì di giubilo spirituale.

  Presso al corpo del beato Andrea era una boccetta con entro una pergamena; il vescovo la sciolse e lesse: "Hoc est corpus venerabilis patris ac beati fratris Andreae de Pischeria, qui longo tempore per huius vallis oppida et villas praedicavit, numquam fere, nisi dum abluere vellet, vestes extrahens, lectos plane relinquens et super sarmenta semper dormiens; <cibos delicatos respuens137,> miliaceo pane, castaneis, et aquae potu vitam sustentans; apud pauperes libentissime ospitatus, eosque exemplis potius quam verborum foliis ad bene vivendum suadens. Sancto fine quievit anno 1485 in [185]conventu beati Antonii ab<b>atis, et in hoc mausoleo reconditum 1497 die 19 mensis maii, per venerabilem fratrem Dominicum de Ardenno".

E nella seconda pagina della pergamena stessa si trovò scritto: "Huius beati patris animam inter coelicolas collocatam, nemo noscentium est qui ambigat, tum per zelum quem ferventis<simum> simul habuit animarum, tum per testimonium omnium: et ut dicitur venerabilis... tum propter miracula, quibus ipsum post mortem Dominus decorare voluit... Nam dum cum quodam speciali". Il seguito delle parole fu corroso dal tempo, come pure nei luoghi segnati da punti.

  Il b<eato> Andrea apparve dunque fra noi. Il vescovo nostro in data da Ardenno 28 maggio 1641 emise il decreto per la festa solenne di traslazione, fissandone il giorno ai 9 giugno susseguente e determinandone il modo e la pompa a tenersi. I morbegnesi allietaronsi dicendo: [186]"Pochi giorni omai e poi incontreremo il padre ed apostolo nostro Andrea, il quale di buon cuore ci benedirà".

 

 





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137 Per l'integrazione (riportata anche nell'ed. 1932, p. 160) cfr. Acta Sanctorum, Maii, iv, Venezia 1740, p. 628.



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