Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cento lodi in ossequio...
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CENTO LODI IN OSSEQUIO AL IV CENTENARIO DAL TRANSITO DEL BEATO ANDREA DA PESCHIERA APOSTOLO DELLA VALTELLINA

LXXXIX. In lode ed a conforto di Morbegno e di Peschiera

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LXXXIX.

In lode ed a conforto di Morbegno e di Peschiera

  In lode ed a conforto di Morbegno, trascrivo la seguente pagina che tolgo dal libro della vita del b<eato> Andrea145. "La magnifica comunità di Morbegno, siccome la più beneficata

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dal santo in vita, in morte e dopo morte, così anche sopra gli altri paesi si è [198]sempre distinta con particolarità di onore e culto verso di lui. Tra gli altri segnali della sua affezione, nel sindacato generale tenutosi l'anno 1642, primo di gennaio, lo elesse per suo avvocato e protettore, e ordinò che alcuni de' signori sindaci assistessero in avvenire alla Messa grande che si canterà in ogni anno in detta chiesa di sant'Antonio con l'offerta di alcune torcie. Costumò dunque con gran senno di ricorrere con viemaggior fiducia ad Andrea qualora faceva mestieri di placare Iddio sdegnato e di implorare la di lui clemenza. Così fece anche l'anno 1736 nel sindacato tenuto il giorno primo di gennaio, in cui ordinò che i signori delegati soliti ad assistere alla Messa cantata all'altare del beato nel giorno della sua anniversaria commemorazione aggiungessero l'offerta di due altre torcie ogni anno, e ciò per impetrare da s<ua> d<ivina> M<aestà>, mediante il patrocinio del suo avvocato, la salvezza del paese [199]circondato per ogni parte e dalla guerra e dal mal contagioso delle bestie bovine e dalla penuria grande dei viveri. E diffatti il protesse e difese sì che niuno dei prefati malanni giunse a molestare un palmo dei nostri confini. E quello che è più mirabile si è che, essendo stato proibito per quattro anni di seguito, durante la guerra dello Stato di Milano, di passare le solite accordate tratte di frumento, la Valtellina mediante il patrocinio di Maria vergine, nostra particolare benefattrice, e del nostro apostolo b<eato> Andrea, tanto grano produsse comec<c>hé scarsa146 di terreno atto a questo in tempi per ogni dove molto calamitosi, che bastò per poter campare mediocremente bene senz'altro soccorso. A segnichiari dell'efficace intercessione del beato, veggendosi Morbegno l'anno 1748 torre di vita in pochi giorni di contagio e febbri verminose molti de' suoi borghigiani, [200]venne in pensiero dopo molti altri pii ricorsi di invocar l'aiuto del suo protettore Andrea. Per la qual cosa i saggi e

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provvidi signori sindaci determinarono che si facesse una pubblica e divota processione dalla chiesa collegiata di san Giovanni alla nostra chiesa, e all'altare del b<eato> Andrea si cantasse Messa solenne come si fece ai cinque di maggio dell'anno predetto. I signori sindaci accompagnarono la processione portando ciascuno una grossa torcia da offerirsi al beato. Il reverendissimo capitolo cantò la gran Messa e riuscì la funzione di approvazione comune, non potendo essere né più opportunamente pensata né con miglior ordine e pietà adempita. Vi concorse numeroso popolo con grandissima fiducia di conseguire la sospirata grazia, come diffatto la ottenne; perciocché subito cessò la mortalità e di quel male non ne morì più alcuno".

  I cittadini di Peschiera non furono [201]meno devoti al beato Andrea, come consta dalla pagina seguente: "Faccio fede io Geronimo Costalboni, rettore della veneranda chiesa parrocchiale di santa Maria Consolatrice della città di Verona147, siccome sono stato nella fortezza di Peschiera cherico, sacerdote e poi arciprete dall'anno 1550 sino al 1624, sempre alli 18 gennaro si è celebrato come festa di precetto il giorno del b<eato> Andrea di Peschiera con Messa solenne al suo altare, vespero e pubblica processione per la fortezza, portando in quella il suo bastone da sacerdote apparato e poi la sua immagine di legno con sgabello, conforme all'uso solito, con segno di pubblica campana d'alcuni giorni avanti colle campane della torre della piazza e concorso di popolo. In fede io soprad<d>etto ho di propria mano scritta la presente e col solito segno munita addì 27 maggio 1641 e sigillata".

  [202]Buoni fratelli di Morbegno e di Peschiera, onorate voi tuttodì con fede e con pietà pari il culto del beato Andrea, apostolo e concittadino vostro? Confidate, che il cielo tutto giorno vi benedirà.

 

 





p. 582
145 Nell'ed. 1932, p. 170, nota 13: “Del P. Chiesa, stampata a Milano nel 1752”. Si tratta di Agostino Maria Chiesa, Vite di alcuni Beati, i quali spesero santamente i loro giorni a beneficio della Valtellina, in Milano, presso Gaspare Tedeschi, 1752; cfr. F. S. Quadrio, Dissertazioni critico-storiche, iii, p. 370.



p. 583
146 Originale: scarso.



p. 584
147 Nell'ed. 1932, p. 173: “Roma”.



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