Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Cinquanta ricordini...
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CINQUANTA RICORDINI DELLE SANTE MISSIONI IN OSSEQUIO AI CINQUANT'ANNI DI SACERDOZIO DEL SANTO NOSTRO PADRE LEONE XIII

XLI. Le persone riparatrici

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XLI.

Le persone riparatrici

  La superba Costantinopoli mentre, miserella, era per chiudere gli occhi della fede al sonno della morte, vede entrare cotale piccolo di statura, macilente e male in arnese che disse: "Io sono il vostro vescovo". I grandi di Costantinopoli reputandosene offesi per un personaggiodappoco lo scacciarono e la plebe il mise in fuga a sassate. Gregorio riparò entro a certa casa dove cominciò a predicare ai pochi, indi ai molti, eppoi quella casa convertì in chiesa grande che fu detta della Risurrezione, perché il santo risuscitò in quella capitale la fede ormai spenta. Preghiamo, o fratelli, che un piccolo Gregorio sorga in ogni parrocchia nostra, [68]sì dal clero che dal laicato, e mettendo un gemito profondo esclami: "La fede e la pietà dei nostri avi ove se n'è ita omai! Fatichiamo finché alla nostra diletta patria sia rassicurato il suo tesoro, la fede e la pietà sua". Nel luogo nostro cessi la bestemmia, la profanazione dei giorni festivi... cessi lo scandalo del parlar disonesto, del leggere empio e scostumato... E intanto il Signore susciti nel mezzo nostro cuori infiammati allo zelo di operosità, cuori ardenti alla preghiera di riparazione, e dicano: "Quello che il nostro paese fu un , ritorni testé: il paese delle arti e delle industrie cristiane, il paese dei santuari e dei pellegrinaggi pii, il paese modello di fede e di costume, mercé l'insegnamento e l'educazione dei cuori di fede". Le opere pie in genere e quelle in ispecie che sono più indicate dalla opportunità dei tempi crescano feconde sotto agli occhi nostri. In particolare poi, come la bestemmia è quasi uno inferno scatenatosi ai tempi [69]nostri, così noi adoperiamoci ad impedirla in modo deciso. Dupont, il Sant'uomo di Tours, scagliava uno schiaffo sonoro al vetturale che l'accompagnava e gli ripeteva: "Non io ho offeso voi, ma voi avete ingiurato me". Impediamo con accordo la bestemmia, che è il linguaggio dei demoni d'abisso. Ad ogni prorompere ingiurioso contro a Dio noi rispondiamo con cuore pietoso: "Sia benedetto il nome del Signore", e così comincieremo da parte nostra il tempio della Risurrezione, l'opera riparatrice della fede e del costume santo.

 

 


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