Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Costituzioni F. s. C. - 1899
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COSTITUZIONI DEI FIGLI DEL SACRO CUORE (1899)

Capitolo ottavo. RITO DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA

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Capitolo ottavo.

RITO DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA

 

Il formulario per il rito di professione è il seguente.

Il sacerdote incaricato dal superiore generale, vestito di cotta e di stola, si presenta al novizio che[15] sta ginocchioni davanti- 952 - all'altare, in mezzo a due religiosi professi, e fa le seguenti interrogazioni: Sacerdote.

«Che cosa domandate?».

Novizio.

«Domando umilmente di essere ammesso alla professione de' Figli del sacro Cuore».

Sac. «Ne conoscete voi la Regola e l'avete praticata?».

Nov. «Mi sono studiato di conoscerla e praticarla ed ho fiducia di poterla conoscere e praticare anche meglio in avvenire al maggior vantaggio dell'anima mia».

Sac. «Avete in modo speciale conosciuta l'importanza de' voti religiosi di castità, di povertà e di ubbidienza e li avete bene praticati questi voti?».

Nov. «Confido di aver conosciuto e praticato la sostanza de' santi voti religiosi; confido col divino aiuto di rinunciare sempre più di cuore alle vanità del secolo, alle tentazioni della carne e del sangue, per servire più da vicino i consigli di perfezione insegnati da Gesù Cristo signor nostro».

Sac. «Intendete dunque di emettere i voti semplici religiosi e di osservare le Regole de' Figli del sacro Cuore?».

Nov. «Il mio fermo desiderio è di dedicarmi per tutta la vita al servizio di Dio nella congregazione de' Figli del sacro Cuore e per ciò io, per quanto permette l'umana fragilità, voglio eseguire esattamente tutte le Regole della congregazione e sono lieto di emettere i voti religiosi di povertà, di castità, di obbedienza davanti a Dio e dinanzi al superiore generale di questa congregazione».

Sac. «Il Signore benedica i vostri santi propositi,[16] vi dia la grazia della perseveranza sino a quando, venendo egli giudice supremo, vi cinga di gloriosa corona in paradiso.

 Or dunque, stando alla divina presenza, proferite la formula de' voti di castità, di povertà, di obbedienza come è in uso in questa congregazione».

Nov. «In nome della santissima Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo.

Io N. N., prostrato alla divina presenza, mi riconosco indegno di tanta misericordia del Signore, - 953 -ma confidando pienamente nella bontà del Signore mi umilio dinanzi a Dio onnipotente ed alla beata vergine Maria e faccio voto di povertà, di castità e di obbedienza a Dio onnipotente ed al superiore generale della nostra congregazione, secondo le Regole in uso nella istituzione de' Figli del sacro Cuore».

Gli astanti rispondono: «Amen».

Sac. «Benedica Iddio alle vostre promesse e vi mantenga fedele sino alla fine.

Ricordate spesso la bontà e la potenza del Cuore di Gesù Cristo, che vi ha chiamato al suo speciale servizio.

Quando poi nell'esercizio della Regola troverete delle difficoltà, allora ricordate il detto di S. Paolo, che in proporzione del premio futuro sono ben legger peso i patimenti di questa terra15, e invocate con più viva fede la misericordia del Cuore santissimo di Gesù Cristo».

Dopo ciò il confratello scrive il suo nome nel registro[17] della congregazione de' Figli del sacro Cuore sotto le indicazioni seguenti: «Io sottoscritto ho letto ed inteso le Regole della congregazione de' Figli del sacro Cuore e prometto di osservarle costantemente secondo la formula de' voti da me ora pronunciati».





p. 953
15 Cfr. Rm 8, 18.



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