Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (I)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO

II. Un'arancia

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II.

Un'arancia

  <1.> [11] L'arancia è frutto bello alla vista, saporito al gusto. E' rotondo nella forma, ma alquanto schiacciato ai due poli ed è rigonfio nella periferia. L'arancia è coltivata e custodita dal padrone nel suo orto. I domestici poi la guardano, la colgono, la assaporano. I forastieri e gli avversari alla casa la disdegnano e le imprecano.

  Quell'arancia è la terra ovvero il globo nostro. "A principio -- scrive Mosè, o sia al cominciamento delle cose, od a principio del tempo, ovvero a principio del Verbo eterno -- creò Dio il cielo e la terra. E la terra era informe e vuota e le tenebre erano sopra la faccia dell'abisso e lo spirito di Dio si portava sopra le acque"9. La terra che noi abitiamo è un'arancia di forma rotonda. A principio era un ammasso di acqua e di materia insiem confuso, era un caos molle, un globo che Dio fece roteare su se stesso. Non posa su veruna base. Egli sospese la terra sul niente. E stando così non si scompone, perché la Sapienza arriva da un'estremità all'altra con possanza, e con soavità le cose tutte dispone (Sap<ienza> 8)10. Il globo terraqueo, stando in questa forma molle e avvolgendosi, si compresse a quelle due parti che noi chiamiamo poli della terra e che la Sacra Scrittura dice cardini o perni. Il Salmista si rivolge a Dio con dirgli: "Tu la terra fondasti sopra la propria stabilità"11. L'acqua aderisce goccia a goccia a sé per l'effetto di adesione e di coesione, le particelle di pietra aderiscono stabilmente le une alle altre.

  [12] La Chiesa cattolica, scrive Epifanio, è il principio di tutte le cose. Come la terra, così la Chiesa poggia sulla sua stabilità. Stabilità della Chiesa è la carità dei fedeli congiunta colla carità di Gesù Cristo, o sia dei credenti in Dio.

- 10 -  2. La terra è sostenuta dal sole che gli cammina intorno una volta in giro di rotazione nel corso di 24 ore, in viaggio di rivoluzione una volta in 365 giorni e un quarto12. Come la terra, s'aggirano intorno al sole altri pianeti che si scorgono in numero di dodici. Il pianeta più vicino è a 13 millioni di leghe di distanza dal sole. Il sole poi è un millione e 377 mila volte più grande che la terra e rota su se stesso intieramente nello spazio di giorni venticinque e mezzo. Il sole attrae i pianeti e la terra, benché sia assai distante da quelli e da questa. Egli è infaticabile in se stesso, come gli altri sono incessanti nel moto proprio. Questi coordinano i propri movimenti e non si disgregano per mutare di secoli.

  Così nella Chiesa di Gesù Cristo la carità unisce tutti ad uno, il Signore, che è l'infinito. Ed i cuori di tutti si uniscono in ispirito fra loro, ma agiscono separatamente benché d'accordo. Il cuore di questo fedele non è il cuore di questo altro. Ogni cuore ha poi aspirazioni proprie di un bene che è coordinato al bene ultimo il quale è Dio.

  3. "E Dio disse: Sia fatta la luce. E la luce fu fatta. E Dio vide che la luce era buona. E divise13 la luce dalle tenebre. E la luce nominò giorno e le tenebre notte, e della sera e della mattina si compié il primo giorno"14. La luce rifletté dunque su quest'arancia che è la terra nostra.

  La luce, qual mistero! Noi la vogliamo, la vogliono gli animali e le piante. Le radici di patate deposte nella canova mandano lunghi lunghi e in alto i loro steli fin dove penetra uno spiraglio di luce. Ma a questo [13] punto non rifletteva nell'arancia della terra splendor di sole o chiaror di luna, ché ancor non erano creati. Era una luce o di fosforo o di gas ovvero di magnete o di elettro, come bene si manifesta oggidì alla scienza. La luce si vede, si sente, ma che è dessa? Da trentacinque- 11 - secoli <vi> studiano intorno gli uomini, ma non ne sanno più in che al primo secolo di tempo.

  La luce è amata dai buoni, è odiata dai tristi che agognano fra le tenebre <a> compiere delitti iniqui. E' un mattino ed una sera. Verrà giorno e sarà l'ultimo di tutti. Quello sarà amarissimo per chi non avrà amato Dio di cuore.

  4. "Disse ancora Dio: Si radunino le acque che sono sotto il cielo in un sol luogo e l'arida apparisca. E così fu fatto. E all'arida diede Dio il nome di terra e le raunate delle acque le chiamò mare. E Dio vide che ciò bene stava. E disse: La terra germini erba verdeggiante e che faccia il seme, e piante fruttifere che diano il frutto secondo la specie loro, che in se stesse contengano la lor semenza sopra la terra. E così fu fatto. E la terra produsse l'erba verdeggiante e che fa il seme secondo la sua specie, e piante che danno frutto e delle quali ognuna ha la propria semenza secondo il genere suo. E vide Dio che ciò bene stava. E della sera e della mattina si compié il terzo giorno"15.

  L'arancia del nostro globo si è detto che a principio era di un materiale fluido, che per la legge di gravitazione il peso tendente al centro produsse quei due piccoli piani schiacciati che sono i poli. Ora in separarsi le acque dalla terra si formarono i mari, si elevarono i monti. L'acqua in forma densa è quella dei fiumi. La stessa acqua in forma meno densa costituisce l'atmosfera che <ci> circonda e le nubi che ci sovrastano. Oltre le nubi l'atmosfera è ancor meno densa e in essa l'uomo non potrebbe [14] vivere, come un pesce che non può a lungo durarla a fior d'acqua. L'aria e l'acqua son composte di due elementi, che uniti a certe combinazioni producono un corpo di selce o lo disciolgono, come avviene nella calce e in più altri corpi.

  Il nostro globo è rotondo come un'arancia; di tre parti due sono acqua. Quest'acqua nei mari non si corrompe giammai. Vengono a smuoverla fin negli abissi burrasche impetuose e straordinarie. Vengono periodicamente di 12 in 12 ore e da - 12 -sei in sei i flussi16 e riflussi che sono elevazioni ed abbassamenti.

  Poi l'acqua del mare è salsa. Nondimeno come l'acqua marina fatta bollire e condensata nel vapore ritorna dolce, così la stessa lasciata a sé traspira continuamente, si eleva nelle nubi e cade in pioggia dolce distillata. Al vertice dei monti sono poi le ghiacciaie perpetue che son come serbatoi per dissetare la terra e gli uomini in epoche di bisogno. Fuori dalle montagne si trae il ferro per arare la terra e per incatenare il reo. Se ne estraggono i metalli in argento, in oro, che servono a tutti gli usi della vita, e nella Chiesa fino allo altare del Santissimo Sacramento.

  Quest'arancia della terra ha novemila leghe di circuito e tre mila di diametro. Nelle miniere più profonde si è penetrato fino ad un quarto di lega e con questo appena si sarebbe traforato la superficie della corteccia.

  Or vediamo allo intorno di questa arancia. Sono fiori, erbe, piante che respirano e aspirano dalle foglie, a guisa dell'uomo e degli animali nel cuore e dal corpo. Come da bocca naturale, si nutrono dalle radici. In molte piante son due semi17 e ha un pulviscolo che serve a fecondare. Si moltiplicano poi secondo la loro specie. Scomponete un filo d'erba: è sempre la stessa specie.

  E le erbe e le piante crescono in <un> luogo secondo il bisogno [15] di quello. Nella zona torrida è un fico che con il frutto nutre e disseta e che colle foglie fornisce ombrelli a tutta una borgata. Nelle zone fredde sono le piante resinose che difendono dalle intemperie; nelle temperate il ciliegio, il pero, il pesco.

  Crescono la vite e il frumento che si posano sopra gambi modestissimi. Prendono dalla terra e dall'acqua e dall'aria per tramutarsi in vino ed in frumento che poi passa<no> nella sostanza - 13 -del corpo e del sangue dell'uomo. Il pane ed il vino consacrati da Gesù Cristo si transustanziano nel corpo18 e nel sangue del divin Salvatore. I fedeli che siedono riverenti a quella mensa sentonsi scorrere nelle proprie vene il sangue di Gesù, e le proprie carni si congiungono strettamente alle carni del Salvatore e si tramutano in quelle.

  Di tutte le parti della terra l'Asia è la più favorita. In essa crescono le palme che a guisa di colonne viventi si adergono continuamente verso al cielo.

  5. "E disse Dio: Sieno fatti i luminari nel firmamento del cielo, e distinguano il e la notte, e segnino le stagioni, i giorni e gli anni, e risplendano nel firmamento del cielo e illuminino la terra. E così fu fatto. E fece Dio due luminari grandi: il luminar maggiore che presiede al giorno e il luminar minore che presiede alla notte, e le stelle. E li collocò nel firmamento del cielo, affinché rischiarasser la terra e presiedessero al ed alla notte e dividessero la luce dalle tenebre. E vide Dio che ciò bene stava. E della sera e della mattina si compié il quarto giorno"19.

  Herschel ha potuto porgere argomento a far credere che il sole sia un corpo opaco circondato da luce luminosa. Con questa fa risplendere i pianeti. La luce del sole corre velocissima: per giungere fino a noi percorre in otto minuti e un quarto 34 milioni di leghe.

  [16] La stella fissa più vicina a noi è ancor più lungi che il sole 400 mila volte. Il sole manda la sua luce in una goccia d'acqua e produce i sette colori dell'iride che poi si moltiplicano in gradazioni immense; quella luce è come la ispirazion di Dio nei cuori de' suoi fedeli. Come la luce ha sette colori, l'aria ha sette suoni, la Chiesa di Gesù Cristo ha sette sacramenti, sette doni dello Spirito Santo, sette virtù, di cui quattro morali e tre teologiche.

  Non possiamo accertare che i corpi celesti sieno abitati o da uomini o da animali come il pianeta di quest'arancia, la - 14 -terra del nostro globo. Troppo piccola è quest'arancia e noi troppo meschini a discernere.

  La luna accompagna la terra intorno al sole e gira intorno a quest'arancia impiegando 29 giorni e mezzo. In percorrere questo giro la luna compie le sue fasi. La notte è l'ombra della terra. La luna ha essa stessa la sua notte. Accade che o la luna o la terra in percorrere coprino in parte il sole, ovvero che la luna venga ella medesima in parte ricoperta... Allora succedono le eclissi. I popoli indiani si disperano perché credono che un drago divori la luna. Gli imperatori ed i filosofi stessi si angustiano perché reputano che un incantesimo conturbi l'ordine dello universo. I pontefici condannano l'astrologia giudiziaria, ma commendano lo studio semplice degli astri. Gregorio xiii con quest'applicazione ordinò il calendario, che fu poi accettato ormai da tutte le nazioni del mondo.

  Fenelon in considerare quest'arancia della terra e i pianeti che la circondano sclamava: "Io non sono, o mio Dio, ciò che è, ma son quasi ciò che non è"20. Mosè, discendente da Adamo e separato da sei persone da quello21, scrisse il primo intorno a questo globo. Iddio ne lo ebbe inspirato. La terra è un'[17]arancia bellissima alla vista, saporita al gusto. Buono è quello che ha fatto Dio. Nessun <uomo> ragionevole può disapprovare. Noi per infervorarci ad applaudire alla grand'opera della creazione, affrettiamoci a prender lezione dalla voce di un semplice animale, l'usignuolo, che al bosco intuona i suoi armoniosi canti.

- 15 -Riflessi

1. Il globo terraqueo aderisce a sé nelle sue molecole, come per la carità la Chiesa si congiunge colle sue membra.

2. La terra e gli altri pianeti s'aggirano intorno al sole come la Chiesa intorno a Dio.

3. La luce nel mondo è come la verità nella Chiesa.

4. Bellezza e varietà di questa terra.

5. Meraviglie dei corpi celesti.





p. 9
9 Gen 1, 1.



10 Sap 8, 1.



11 Sal 104(103), 5.



p. 10
12 Diversamente in Rohrbacher I, p. 85: «non solo essa [la terra] gira sopra se stessa ogni ventiquattr’ore, affinché il sole ci conceda il giorno, ma gira ancora attorno a quell’astro in trecentosessantacinque giorni e un quarto, il che chiamasi anno».



13 Originale: divide.



14 Gen 1, 3-5.



p. 11
15 Gen 1, 9-13.



p. 12
16 Originale: flutti.



17 Lezione probabile: sessi: «[…] in certe piante, come sarebbe nella canapa, si trovano i due sessi in due steli separati […] La fecondazione si opera per mezzo d’un pulviscolo che si comunica dall’uno all’altro sesso», Rohrbacher I, p.79.



p. 13
18 Originale: vino consacrato da Gesù Cristo si transustanzia nel corpo.



19 Gen 1, 14-19.



p. 14
20 Più chiaramente in Rohrbacher I, p. 64: «Io non sono, o mio Dio, ciò che è, esclama Fenelon, ma son quasi ciò che non è. Vedo in me una cosa incomprensibile, che sta tra l’essere e il non essere».



21 Più chiaramente in Rohrbacher I, p. 60: «Uno dei loro [Adamo ed Eva] discendenti al venticinquesimo grado, ma da essi separato solamente da sei persone intermedie, ciascuna delle quali aveva vissuto un gran numero d’anni colla precedente, ce ne tramandò la storia scritta [dell’origine del mondo] quest’uomo è Mosè».



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