Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (I)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO

VII. Un figlio perseguitato del popolo ebreo cresce personaggio salvatore

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VII.

Un figlio perseguitato del popolo ebreo

cresce personaggio salvatore

 

  1. [44] Gesù infante ributtato da' suoi di Betlemme e insidiato da un re infedele cresce salvatore del genere umano. Nella terra di Egitto un bambino, esposto benché a malincuore da' suoi e dannato a morte dal sovrano infedele, cresce personaggio salvatore dei propri fratelli.

  L'avvenimento ammirabile è nello Egitto. Volgiamo uno sguardo a queste regioni. Vi abitano i discendenti di Ismaele e di Esaù. Gli egizii sonosi resi rinomati per lo studio delle arti e delle scienze. Già hanno appreso per iscavare nelle viscere delle montagne e cavarne i metalli preziosi, a discendere nello abisso dei mari ad estrarne le perle, i colori, i coralli preziosi. Con l'acume d'ingegno sono ascesi fino alle stelle e ne hanno studiato degli astri il giro, il numero, le dimensioni, le influenze che esercitano su questa terra.

  Ma folli quelle genti! A vece di sclamare: "Il Signore è uno ed è l'altissimo", dissero semplicemente: "Altissimo è Iddio e queste che vediamo sono creature staccatesi dalla natura divina". In seguito a questo ragionamento, e sovrat<t>utto dopo che Mosè e gli ebrei cessarono d'esser loro maestri e guide, adorarono come dei, benché secondari, il sole, la luna, le stelle, e meno che gli astri tolsero <ad> adorare i gatti e i cani, i leoni e i lupi, i coccodrilli e simili. Di poi ragionarono stoltamente così: "Dio è potente; veneriamo gli [45] uomini potenti e soggiogatori che son parte di Dio. Parte di Dio sono gli uomini ricchi e gaudenti; arric<c>hiamoci e go - 38 -diamo in trastulli senza misura". A questo modo si abbandonarono miseramente fra le zanne di mostri esecrandi, il demonio della superbia, il demonio della avarizia, il demonio della sensualità. E le città d'Egitto munivano d'un protettore speciale, il dio gatto, il dio cane, e chiamavanle le città questa del gatto o quella del cane e quell'altra la città del leone. Intanto i cani ed i gatti vestivansi con pompa e servivansi con alto rispetto. Molti si imbalsamavano e seppellivansi con mesto lutto nelle tombe scavate accanto alla salma dei re Faraoni. L'Egitto fu rovinato.

  I superbi di quella nazione scorgevano dalla terra di Gessen crescere alla metà dello intiero popolo d'Egitto il numero dei figli di Giacobbe. Dissero adunque: "Valiamoci più assiduamente del lavoro delle loro mani e opprimiamoli perché sieno i servi nostri". Ecco la politica del mondo. Questa politica non venne meno giammai.

  2. Gli ebrei avevano già faticato tanto in construrre città, in arginare fiumi. Maggiormente avevano sudato in erigere piramidi e città sepolcrali. Ma Faraone impose agli agenti suoi: "Dite agli ebrei che sono infingardi e che quinc'innanzi compieranno almeno il doppio del lavoro solito". E temendo si ribellassero, insinuò alle levatrici egiziane di far perire i figli maschi che nascevano dalle donne ebree. Ma quelle levatrici temerono il Signore e Faraone, volendo pur sfogare la crudeltà sua, comandò che i neonati maschi degli ebrei fossero affogati nel Nilo.

  3. Ora da Amram e da Iocabed della tribù di Levi nacque Aronne e tre anni di poi Mosè. Quest'ultimo in nascere fu circondato da un'aureola celeste; i parenti ed il vicinato dissero come inspirati: [46]"Questi sarà il salvator nostro" e lo tennero nascoso per tre mesi.

  Ma divulgatasene la fama, la madre allogò il fanciullo entro un cestello di giunchi e lo consegnò in riva al Nilo ponendone Maria, la piccola sorella, in custodia. E venne la figlia del re per lavarsi e, vistolo, l'adottò e lo consegnò a nutrire alla madre del neonato e poi se lo fece ritornare a corte, dove l'educò in tutte le scienze fino a quarant'anni, quando Mosè disse: "Vo' liberare da schiavitù i fratelli miei". Ma non gli - 39 -credendo i fratelli, venne in Madian da Ietro53, suo suocero, che lo fece pastor del gregge. Ivi Mosè educò l'animo per esser pastore d'un popolo, il baston del pecoraio divenne lo scettro di comando, la verga operatrice di miracoli. Il Signore gli apparve fra lo splendore di un roveto che bruciava senza consumarsi e disse: "Io son colui che è. Te poi voglio costituire come mio54 rappresentante a Faraone. Farai miracoli come l'Altissimo. Aronne, fratel tuo, ti sarà d'aiuto in parlare".

  4. E venne Mosè a Faraone dicendo: "Iddio vuol che tu rimetta in libertà il popolo suo". E Faraone rispose a Mosè: "Chi è Dio al quale io sia obbligato <ad> obbedire?...". Rispose Mosè: "Ecco il segno che il Signore mi ha mandato: è ciò che vedrai tosto". Stese dunque a terra il suo bastone e questo divenne un serpente; lo riprese per la coda e si eresse nuovamente in bastone. Con quel bastone toccò le acque e tutte furono convertite in sangue. Richiamò poi dagli stagni rane in sì gran copia, che riempiendo dappertutto gracidavano con noia grandissima alla mensa ed al letto dello stesso re. In seguito vennero zanzare e tafani in nuvole che coprivano55 tutto intorno. [47] Avvenne la pestilenza negli animali. Indi un pugno di cenere buttato in alto da Mosè elevò un nembo di polvere che cagionò novelle ulceri agli animali ed agli uomini. Egitto fu ancor coperto di grandine. E un nembo di locuste divorò quello che la tempesta non ebbe rovinato. Finalmente vennero tenebre fitte e palpabili. Tutti questi mali avvenivano nel campo degli egizii, ma nulla di sinistro accadeva sul territorio degli ebrei.

  Il Signore per ultimo disse agli ebrei: "Voi prendete un agnello e uccidetelo. Con il sangue tingete le sovrimposte e le porte di casa e mangiate poi intiero l'agnello con pane az<z>imo e con lattuga, stando in piedi e con il bastone impugnato in atto del pellegrino che è per riprendere la via sua. In - 40 -questa notte poi vedrete la mano di Dio aggravarsi maggiormente sugli egizii". Nelle ore di mezzanotte morirono dunque tutti quanti i primogeniti nelle famiglie, tutti anche i primogeniti degli animali. In Egitto furono però strida acutissime. Faraone e gli altri sollecitarono finalmente Mosè a partirsene. Rispose allora Mosè: "Ripartiremo, ma dateci il meglio che avete in oro ed in vestimenta". Fu accontentato e partissi co' suoi. Erano seicento due mila combattenti con venti mila leviti, oltre alle donne, ai vecchi, ai fanciulli. In tutti formavano un popolo di tre millioni d'anime.

  5. Partirono da Ramesse per Socot, ma giunti alle sponde del Mar Rosso udirono le trombe degli egizii e videro i soldati di Faraone che sollecitavano per inseguirli. Allora Mosè toccò le acque colla verga sua. Queste si divisero in due muraglie sino al fondo. Gli ebrei scesero repente e furono alla sponda opposta. Entrarono anche gli [48] egizii, ma le acque ritornarono al loro posto e quelli rimasero sepolti entro. Intuonavano allora gli ebrei questo cantico:

  "Cantiam inni di gloria

  al Dio liberatore

  che dall'ostil furore

  il popol suo scampò".

E rispondevan le donne:

  "Cantiam la sua vittoria

  nei barbari guerrieri,

  cavalli e cavalieri

  nel mar precipitò".

  Una moltitudine di egizii si era accompagnata agli ebrei nella uscita dallo Egitto. Questa folla di gente ammirava il popolo di Dio e gli volle esser compagno. Ma eglino non erano i migliori. Spesso nel deserto mormoreranno. Meno imperfetti sono gli ebrei. Buoni sono i capi del popolo ed i leviti. Erano ormai 450 anni che Dio, comparendo ad Abramo in Canaan56, gli aveva predetto tutti questi avvenimenti.

- 41 -  6. Ha degli increduli che impugnano siffatti prodigi. Ma noi domandiamo loro: dunque Dio non è?... E se è, non potrà o non vorrà quando è di sua gloria sospender le leggi della natura? O non credete a Mosè che ha raccontato i prodigi del Signore? Credetelo almeno a Strabone, credetelo a Diodoro di Sicilia, che non son dei nostri e che pur ricordanobene i fatti di Mosè.

  I francesi a principio del secolo gridarono: "La Bibbia è una favola... Il mondo è più antico che non dica Mosè". Napoleone co' suoi soldati venne in Egitto. Gli scienziati accompagnarono e questi [49] posero attenzione ai geroglifici ed alle memorie dei monumenti egizii. Quei sapienti furono visti battersi con la palma in fronte e furono intesi dire: "Vero, vero! Mosè è il primo storico del mondo ed è veritiero". Egli ha operato meraviglie come Gesù di Nazaret. Il figlio di Amram perseguitato è cresciuto il Mosè salvatore de' suoi fratelli.

Riflessi

1. Uno sguardo alla terra di Egitto pagana.

2. Gli ebrei in gemito di fatica.

3. Principii di Mosè.

4. Piaghe di Egitto.

5. Il passaggio del Mar Rosso.

6. Come si difendono i miracoli di Mosè.





p. 39
53 Originale: Jetro; cfr. Rohrbacher I, p. 297.



54 Originale: tuo.



55 Originale: coprivansi.



p. 40
56 Originale: Canaam; cfr. nota 46.



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