Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (I)...
Lettura del testo

DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO

XII. Il veggente

«»

[- 68 -]

XII.

Il veggente

  1. [83] Ricorriamo al veggente. Quaggiù siamo in tenebre. Veniamo al veggente. Tutti i popoli della terra hanno bisogno di far capo a chi vede in alto del cielo. Facciamo in questo luogo un confronto.

  I popoli pagani sono stati ignoranti, ossiano in tenebre, al confronto del popolo ebreo, benché avessero nozione di Dio unico e creatore. Il popolo ebreo è tuttavia ignorante in confronto del popolo cristiano. Noi, fedeli del Signore, siamo ignoranti al confronto dei fratelli beati che si allietano in paradiso. Però tutti abbiamo bisogno di accendere una fiammella presso alla luce di eterna verità. Chi ci aiuta in questo scopo? Ci soccorre la preghiera. All'uomo che prega Dio manda il suo angelo e questi l'ammonisce del bene che ha a fare, del male - 69 -che ha a lasciare. Per impegnarlo in ciò gli predice con eguale franchezza il bene ed il male che Dio gli manderà.

  In questo proposito fanno testimonianza i profeti stessi nell'antica Legge. Enoc, Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e Davidde quante cose non hanno testificato in premio ed in castigo che sarebbe venuto al popolo?

  2. Ed or continua il discorso dei profeti inspirati. Sentite Elia80 tesbite. Egli parla ad Acabbo, sciaguratissimo re in Israello e tristo, il quale lasciato l'altare del vero Dio si prostrava dinanzi agli altari delle divinità false e induceva il popolo[84] ad imitarne il sacrilego esempio. Acabbo teme Elia perché gli predica chiaro la verità. Lo insegue, lo vorrebbe morto, ma Elia, con una aureola celeste che lo circonda in fronte e lo difende, viene e parla: "Viva il Signore, Dio d'Israele, di cui io son servo; non verrà né rugiadapioggia in questi anni, finché Acabbo non riconosca che il Signore è l'altissimo". Intanto Elia pellegrinava pubblicando il nome del Signore o supplicando nel segreto d'una spelonca. Quando gli accadeva di sollevar un indigente, moltiplicava l'olio e la farina e per consolare una madre, benché pagana, le faceva risuscitare il figlio morto. Ora il padre di Gezabele, donna crudissima nella casa di Acabbo, l'uccisore dei profeti del Signore, egli stesso ricoverava senza avvedersi nel suo regno in Sidone il profeta Elia.

  Intanto la fame era grandissima. Erano trascorsi tre anni e goccia di pioggia ancora non era caduta. Presentossi altra volta Elia ad Acabbo e gli disse: "Aduna sul Carmelo i tuoi 450 profeti di Baal da una parte; io solo starò dall'altra. Disporremo le carni pel sacrificio e pregando vedremo chi è atto a far discendere dal cielo il fuoco per consumare le vittime...". Or cominciarono quelli e proseguivan da mane fino a mezzodì e fino a sera, ma non ottenevano. Ed Elia schernivali dicendo: "Gridate più forte, che il vostro dio od è all'osteria o per viaggio ovvero che dorme: svegliatelo". Soggiunsero questi: - 70 - "Provati ancor tu ad invocarlo il tuo Dio". Elia fece spargere molt'acqua intorno alle vittime, supplicò e una fiamma scese da alto, invase intorno e consumò fino alla cenere. Poco stante scorse una nuvoletta a forma di piede sul mare. Furono allora trucidati i ministri di Baal e gridatili ipocriti. Piovve poi un'acqua copiosa che ristorò i danni in Israello.

  3. [85] Elia viene alla caverna del monte Oreb e scorge che conquistatori, rivoluzionari, incendi politici scuoteranno la terra, annichileranno passando popoli e re all'appressar di Dio salvatore. Questo l'annunzia alle genti.

  Incontratosi poi con Eliseo che era al campo, lo chiamò a sé e questi gli tenne dietro come un fanciullo. Proseguendo il cammino, Elia fecesi scorgere a passar il Giordano con stendere il suo mantello sopra le acque. Disse poi ad Eliseo: "Guarda al cielo ed alle nazioni della terra". Intanto un carro di fuoco discese, Elia entrò e salì in alto. In salutare il suo discepolo lasciogli cadere il proprio mantello con il quale egli stesso, Eliseo, continuò i prodigi del proprio maestro.

  4. Morto Salomone, si era adunato il popolo nelle pianure di Sichem. Or dieci tribù, richiamato Geroboamo profugo dallo Egitto, lo nominarono re. Roboamo rimase re di due sole tribù: di Giuda cioè e di Beniamino in Gerusalemme.

  I profeti seguivano a predicare: "Avrà bene il popolo e il re che onorano il Signore del cielo, ma se si inchinano agli idoli falsi non tarderà la rovina".

  5. Or Geroboamo cominciò presto ad appigliarsi ad una politica falsa. Pensava fra sé: "Il popolo d'Israele, se adora il Signore nel tempio di Gerusalemme, finirà con unirsi a Roboamo. Meglio è che ad Israello proponga altri dei". Costrusse dunque altari e piantò boschetti in luogo elevato, a Betel ed a Dan, dove il popolo venendo si distemperava in godimento per fare onore al dio del piacere.

  Il profeta santo vide ed inorridì. Intimò poi alto a tutti: "La famiglia di Geroboamo sarà esterminata ed or quelli che morranno in città saranno mangiati dai cani, quelli poi che resteranno morti in campagna li mangeranno gli uccelli dell'aria". [86] Geroboamo perì e con lui i successori fino ad Acabbo.

- 71 -  Or accadde che Benadad, re della Siria, venisse con formidabile esercito per uccidere Acabbo dicendo: "Vedremo che sa fare in difesa d'Israello il loro Signore". In queste parole era un insulto sacrilego allo Altissimo. Iddio tosto li sconfisse al monte. L'anno seguente ritornò Benadad dicendo: "Se ci ha vinti il dio del monte, non ci supererà il loro dio nel piano". Ma fu pur ivi sbaragliato. Acabbo nondimeno non cessò da perseguitare e uccidere i profeti; non abolì tampoco il culto degli dei falsi. Il Signore diedelo allora in mano allo inimico. Ne ebbe una disfatta sanguinosa, perì Acabbo ed i suoi. Il re fu sepolto in Samaria. E lavarono il suo cocchio e lavarono le redini alla peschiera di Samaria e i cani leccarono il suo sangue, secondo la parola detta dal Signore...

  6. Lo stesso discorso che a Geroboamo, i profeti santi tenevanlo al re di Giuda Roboamo. E questi fu più docile alla voce del Signore e si ebbe in premio miglior prosperità, ma per alcuni suoi falli meritò che gli egizii venendo gli derubassero perfino i tesori del tempio.

  Il figlio di Roboamo ottenne vittoria splendida sopra l'esercito di 800 mila condotto da Geroboamo. Asa superò parimenti con poco numero gli etiopi che venivano con un million di armati. Giosafat, perché più degli altri pio e timorato, fece prosperare il regno ottenendo che gli pagassero tributi filistei ed arabi di più nazioni. Ma commise fallo in dare Atalia, donna straniera, in isposa al figlio Gioramo che però fu trascinato alle iniquità. Gioas81 e Geroboamo ii e Ozia operarono qualche bene finché furono docili alla voce dei profeti e del sommo sacerdote Gioiada. Ma vollero provare anche le vie del male.

  [87] Il veggente di Dio fece allora intendere terribile la sua voce; fecela risuonare perfino alle nazioni pagane. Parlò così: "Nel mondo si succederanno quattro monarchie, le quali cedendo il posto l'una all'altra invaderanno col terrore tutta la terra". Alludeva alla monarchia degli assiri, dei caldei, dei persiani, poi dei greci e dei romani. Roma era stata fondata di - 72 -que' , 753 anni avanti l'era cristiana. Le quattro monarchie si soppiantavano a vicenda. Nembrod, Belo, Nino, Semiramide, Nabuccodonosor, Ciro, Cambise, Dario, Serse82, invasa tutta l'Asia, portavano l'armi ancora all'Africa ed all'Europa e parevano dolersi che la terra ancora non bastasse a sfogare le proprie ambizioni.

  Ninive, capitale degli assiri, contava già due millioni di abitanti, ricchi per commercio e per industria. La città era circondata da mura credute insuperabili. Erano alte e larghe sì che tre carri potevansi comodamente trascinare al pari l'un dell'altro; un uomo per compiere il giro intorno doveva impiegare almeno tre giorni di rapida corsa. Ma il grido dei disordini della città era salito fino a colui che dal cielo mira tutti i figliuoli degli uomini83. Ninive doveva essere distrutta. Nondimeno il Signore pietoso mandò Giona a predicarvi la penitenza. E questi a vece di approdare venne alla attual Giaffa, quando un nembo procelloso fece dir da tutti nella nave: "In mezzo a noi è uno che ha disobbedito a Dio". Stavano per perire tutti e Giona dormiva, e la sorte cadde sopra di lui. Rispose il profeta: "Gettatemi pure in mare e voi siate salvi". Un pesce lo ingoiò e Giona entro al ventre di quello fu per tre giorni e innalzò cantici a Dio. Fu poi vomitato sul lido. Allora Giona si affrettò <a> predicare a Ninive, la quale tutta si vestì a lutto di penitenza; il re ed i cittadini[88] digiunarono per quaranta sclamando: "Il Signore ci usi pietà". Perdonò il Signore e Giona, lasciata la città, venne sotto una pianta d'ellera per ripararsi dai cocenti raggi del sole. L'ellera disseccò e Giona se ne dolse. Parevagli altresì a Giona che, Ninive non essendo stata castigata, il mondo avesse a reputare men degno di fede lui profeta. Ma il Signore confortollo dicendo: "Poteva io non perdonare a tanto popolo che mi supplicava?"

  Tuttavia Ninive non fu costante nel ben operare, onde Dio le fece intendere nuove minaccie. Isaia prenunciò che Babilonia- 73 -, a que' serva e senza possa, avrebbe poi dominata sopra Ninive e a tutta la terra. Predisse che alla sua volta sarebbe venuta anche per Babilonia la distruzione. Annunziò il veggente di Dio: "Quella Babilonia, gloriosa tra' regni, sarà come Sodoma e Gomorra distrutta dal Signore. Non sarà mai più abitata e non sarà riedificata di generazione in generazione; né l'arabo vi alzerà le sue tende né i pastori andranno a riposarvi. Ma vi riposeranno le fiere e le loro case saran piene di dragoni e vi abiteranno gli struzzoli e i satiri vi balleranno e canteranno alternativamente ne' loro palazzi i barbagianni e le sirene nei templi del piacere"84.

  Il profeta Michea rivolto ad Israello diceva: "Ascoltate, o principi di Giacobbe e voi, caporioni della casa d'Israele... I principi di Gerusalemme giudicano in causa dei regali e i suoi sacerdoti predicano per guadagno, e i suoi profeti profetizzano per danaro e si riposano nel Signore e dicono: Non è egli il Signore in mezzo a noi? Non verrà sopra di noi verun male. Per questo, per colpa vostra, Sionne sarà arata come un campo e Gerusalemme sarà [89] quasi una massa di pietre e il monte del tempio quasi un'altissima selva..."85.

  Isaia alza la voce e chiama tutto il creato a giudicare la colpevole nazione: "Udite, o cieli, e tu, o terra, porgi le orecchie. Il Signore ha parlato: Ho nudriti ed esaltati de' figli ed eglino mi han disprezzato"86.

  Il trono d'Israello era diventato come un patibolo. Nel giro di 250 anni si erano succeduti 19 re che per lo più trassero il popolo alla iniquità.

  7. Salmanassarre venne da Babilonia e distrusse il regno d'Israele. In più riprese trasportò schiavo il popolo nelle terre babilonesi ed a popolare Samaria e le terre degli israeliti mandò colonie pagane. Lioni furiosi menavano strage in questa regione d'Israello, onde dissero i gentili: "Forse il dio d'Israele vuole un ministro suo fra noi". E lo ottennero da - 74 -Salmanassarre e parve per un momento <che> l'ascoltassero, ma non lasciarono affatto il culto degli iddii. Nel regno d'Israello si formò un popolo che si disse poi dei samaritani e che si conservò diviso di credenze e di culto da Giuda.

  8. Il veggente di Dio, dopo aver annunziato il terrore delle giustizie del Signore, riferì il gaudio delle misericordie dello Altissimo. A tutta la famiglia di Adamo Isaia disse: "Verrà l'ammirabile, il consigliere, Dio, il forte, il padre del futuro secolo, il principe di pace"87.

  E prenunziando a quello che il Salvatore avrebbe fatto, continua <a> dire: "Che in tempo non lontano abiterà il lupo insieme coll'agnello e il pardo giacerà insieme col capretto; il vitello, il lione e la pecorella staranno uniti e un piccol fanciullo sarà loro pastore. Il vitello e l'orso andranno ai medesimi pascoli, i loro parti staranno insieme a giacere e, come il bue, mangerà paglia il lione e scherzerà <un> fanciullo di latte alla buca88 di un aspide e appena divezzato metterà la mano [90] nella tana del basilisco..."89. Sotto nome di belve feroci sono figurate le nazioni dei goti, dei vandali, degli unni, dei cimbri, dei teutoni, dei longobardi, dei danesi, dei sassoni, dei normanni. Questi si affratelleranno coi popoli più civili dell'Italia, della Francia, e come agnelli saran guidati da un semplice pastore.

  Popoli della terra, volete distinguere le sorti che vi toccheranno? Venite al veggente di Dio, interrogatelo ed ei vi risponderà.

Riflessi

1. Il veggente di Dio guarda attraverso ai secoli futuri e intima i premi od i castighi del Signore.

2. Elia predice ad Acabbo la siccità nei campi d'Israele.

3. Elia in ascendere all'alto consegna il pallio ad Eliseo.

- 75 -4. Il trono di Salomone si divide fra Roboamo e Geroboamo.

5. Geroboamo indusse il popolo all'idolatria ed è castigato da Dio.

6. Il profeta predice la distruzione dei regni di Ninive e di Babilonia che fanno la guerra a Dio.

7. Israele schiavo in Babilonia.

8. Isaia prenunzia intorno al Messia salvatore a tutte le genti.





p. 69
80 Originale: Isaia, ripetuto nel capitolo e nei Riflessi; cfr. Rohrbacher I, p. 698.



p. 71
81 Originale: Gioos; cfr. Rohrbacher I, p. 730.



p. 72
82 Originale: Sarse; cfr. Rohrbacher I, p. 737.



83 Cfr. Sal 33(32), 13.



p. 73
84 Is 13, 19-22.



85 Mi 3, 9-12.



86 Is 1, 2.



p. 74
87 Is 9, 6.



88 Originale: bocca; cfr. Rohrbacher I, p. 757.



89 Is 11, 6-8.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma