Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (I)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO

XIV. Ammirabile Provvidenza!

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XIV.

Ammirabile Provvidenza!

  1. [102] Provvidenza ammirabile! Lasciamoci sempre governare dalla divina Provvidenza. Il Signore sapientissimo sa cavare il bene dallo stesso male. Il Signore onnipotente da un male grave vale a trarre un bene maggiore. Scorgiamone un esempio in proposito nel modo che Dio usò con i popoli antichi.

  Mosè ripetevalo di frequente al suo popolo in nome di Dio: "Se voi sarete prevaricatori, io vi dispergerò fra le genti. Ma se tornate a me e osserverete i miei precetti e li adempirete, quando anche foste trasportati agli ultimi confini del mondo, io di vi riunirò e vi ricondurrò al luogo eletto da me, perché portiate il mio nome".

  Or eccolo: il popolo di Dio ha prevaricato e Dio lo disperse, Israele a Ninive e Giuda schiavo in Babilonia. I figli colpevoli del popolo del Signore sono frammischiati alle genti di tutto il mondo. Ma da questo ne verrà non poco vantaggio al popolo punito e non minore ai gentili che li signoreggiano. Il popolo, che or viene circondato da catene, sollecitato dalla frusta, meschinello, ha gli occhi innondati di lagrime e supplica: "Abbiamo peccato, deh Signore, voi che siete clemente - 85 -usateci misericordia!" E in quello che i gentili si prostrano dinanzi alle divinità false, i figli del popolo non guardano né in alto né in basso, non a destra, non a sinistra. Dirigono retto lo sguardo a Dio e gli gridano: "Te solo, o Signore, noi adoriamo". [103] Le genti in vedere ne sono commosse. Spesso replicano: "Vero, vero! Solo il Signor del cielo è da adorare".

  2. Iddio buono sovente in pro del suo popolo e delle genti operava prodigi. A Nabuccodonosor re era venuto questo pensiero pessimo che accolse nella superbia della sua mente: "Erigerò nel piano di Dura in Babilonia una statua d'oro alta 60 cubiti, larga 6, e adunate tutte le genti dirò: Chiunque non adora come dio la statua di me, Nabuccodonosor re, sarà gettato a consumare fra le fiamme di fornace ardente. Io Nabuccodonosorre, re dei regi".

  Or tutte stavano prostrate come un solo uomo le moltitudini congregate, e sole vedevansi ritte le teste ed erette le persone di tre giovinetti ebrei, Daniele, Misaele, Abdenago114, i quali soggiunsero a Nabucco: "Voi potete, o re, metterci nella fornace, ma il nostro Signore se vuole è potente a liberarci".

  Fu adunque accesa la fornace e le fiamme s'elevarono 49 cubiti fuormisura alte e i tre giovinetti furono scagliati entro e i carnefici in accostarvi si brucciarono in faville. Ma un angelo scese e sparse una frescura di rugiada intorno e Daniele e Abdenago e Misaele cantavano: "Benedite a Dio, voi tutte creature dello Altissimo". Stupì il re e, chiamati fuori i tre fanciulli portentosi, scrisse alla loro presenza: "Questo115 è il decreto che io faccio. Qualunque popolo, tribù o lingua, che proferirà bestemmia contro il Dio di questi giovinetti, perisca e sieno devastate le cose loro, imperocché altro Dio non è che possa salvare in tal guisa".

  Daniele fu assunto ai primi onori nel regno. E stando un giorno a mensa del re, dissegli il sovrano di Babilonia: [104] - 86 - "Perché non adori tu il dio di <nome> Belo, che in un sol giorno divora molte misure di farina, di carne e di buon vino?" "Semplice semplice! -- rispose Daniele -- Un dio di creta non mangia. Hanno altri che divorano: vedrai tu stesso". Or fece segretamente sparger di farina il pavimento del tempio e poi munì dei sigilli reali le porte e ritornò al mattino col re e disse: "Eccole le vestigia dei divoratori. Queste vestigia son segni dei piedi di uomini, di donne, di fanciulli".

  Soggiunse il re: "E quel dragone è pur un dio potente mentre divora e si muove". E Daniele: "Se tu vuoi, io lo faccio morire". Gli gettò dunque un boccone che presto lo fece crepar per mezzo. Soggiunse allora Daniele: "Eccoti gli dei di Babilonia".

  Ma la plebe montò in furore e volle che Daniele fosse gettato nella fossa dei lioni. Allora un angelo prese Abacuc in Gerusalemme, che teneva in pronto il suo cibo di polenta e disse: "Portala a Daniele in Babilonia, nella fossa dei leoni". Vi andò portato dall'angelo. Nel settimo compare il re ed emette ruggiti di duolo gridando: "Il tuo Dio, o Daniele, t'ha forse liberato?" Rispose Daniele: "Vivi, o re; io sono salvo".

  Altro ordine sovrano viene a dire: "Per trenta giorni nessuno osi supplicar altro dio che quelli di Babilonia". Ma Daniele tre volte inginocchiavasi e guardando a Gerusalemme pregava colla pietà di un angelo. Scoperto, fu dannato ai leoni e il giorno seguente Dario venne a piangerlo. Ma trovollo sano e salvo e se ne rallegrò e stese un editto che tutti adorassero il Signore del cielo, il vero Dio di Daniele che salva da morte i suoi.

  Ritorniamo a Nabucco. Il Signore di Daniele gli mostra un albero che in altezza toccava il cielo, che in larghezza estendeva i rami a tutta la terra, e sotto erano gli animali della terra e sui rami stavano gli uccelli dell'aria, quando un nembo [105] l'atterra e lascia una sola radice. E la voce del Signore si fa intendere: "Il tuo regno non sarà più tuo e ti discaccieranno dalla compagnia degli uomini e abiterai tra le bestie e le fiere e qual bue mangerai del fieno, e sette tempi passeran per te fino a tanto che tu conosca che l'Altissimo ha dominio - 87 -sopra il regno degli uomini e lo a chi gli pare"116. Nabucco cominciò <a> dire: "Io sono bestia" e uscì al campo per sette anni. Il corpo di Nabucco fu bagnato dalla rugiada del cielo talmente, che crebbero a lui i capelli come penne d'aquila e le unghie come le zampe dei volatili. "Ma finiti quei giorni, io Nabuccodonosor alzai al cielo gli occhi miei e mi fu renduta la mia mente e benedissi l'Altissimo... Io Nabuccodonosor, adunque, lodo e celebro e glorifico il re del cielo, perché le opere di lui sono rette e le sue vie sono giustizia ed egli può umiliare i superbi"117.

  Così il Signore si faceva conoscere agli imperatori delle genti. Così questi alla loro volta applaudivano al Signore. Iddio continuava <a> farsi conoscere in più altri modi e parlava a mezzo dei profeti del popolo suo.

  3. Ascoltate Daniele. Questi prega incessantemente che Gerusalemme sia rialzata e si levò poi su a dire a' suoi: "Gerusalemme sarà riedificata e di poi passeranno settanta settimane di anni e verrà il Salvatore".

  Daniele scorse in ispirito attraverso ai tempi e vide l'impero babilonese sotto forma di una belva del deserto: "Io ebbi -- dice egli -- in una notte questa visione. I quattro venti dell'aria combattevano nel gran mare e quattro grandi bestie uscivan dal mare, fra loro diverse. La prima come una lionessa e aveva le ali di aquila. Io la riguardava, ed ecco che le furono svelte le ali ed ella fu alzata [106]da terra e sui piè suoi si stette, come un uomo, e le fu dato un cuore di uomo. Ed ecco un'altra bestia le stette al lato, simile ad un orso, e aveva nella sua bocca tre ordini di denti e dicevano a lei così: Sorgi, mangia delle carni in abbondanza"118. Questo fu detto dei medi e dei persiani.

  "Dopo di ciò, io guardava ed eccone un'altra come un leopardo, e aveva nella parte sua superiore quattro ali come di uccello, e la bestia aveva quattro capi e fu data a lei la - 88 -possanza"119. Questo è l'impero macedone che alla morte di Alessandro si divide in quattro monarchie.

  Dopo ciò Daniele nella figura di una belva orrenda a quattro corna disegna l'impero romano che stritola e inghiotte tutta la terra, ma che finalmente soggiace. Un trono celestiale si eleva sulla terra: è il trono del regno di Gesù Cristo. Ma vide spuntare "un altro corno piccolo da principio, ma che vien grande a occhio veggente. Questo corno avrà così in mano tutte le cose per un tempo, due tempi, e per la metà d'un tempo"120. Questo si riferisce allo islamismo. Un tempo valutasi il periodo di 360 anni. L'islamismo, cominciato verso il 622, dovrebbe cadere verso il 1882 o sia ai tempi nostri.

  I profeti inspirati predissero altri eventi o di prosperità o di minaccia. Dal Salmista Ciro fu chiamato per nome e fu detto beato. In mezzo alla prosperità delle imprese di Ciro il Signore si dolse semplicemente con dire: "Lo chiamai da settentrione e venne da oriente"121. Daniele aveva detto di Alessandro il Grande: "Sorgerà un re forte, il quale dominerà con possanza grande e farà quello che vorrà..."122.

  4. I sovrani delle nazioni veneravano i profeti del Signore. Spesso adoperavansi perché Gerusalemme stessa ed il tempio fossero pur riedificati.

  [107] Il re Ciro rivoltosi al re Zorobabele123 gli disse: "Dillo pure ai tuoi del popolo che vengano teco, come lor piace, a Gerusalemme e che edifichino la città ed il tempio. Io ne sosterrò le spese. Intanto riprendete i vasi e le suppellettili del tempio che furono qua trasportate". Zorababele venne con quarantadue mila e gettò le fondamenta del tempio ed eresse intanto un altare.

  Dario emise altro decreto e conchiudeva: "Dio, che ha posto il suo nome (in Gerusalemme e nel tempio santo), - 89 -estermini qualunque regno o nazione la quale stenda la mano per opporsi o per rovinare la casa di Dio che è in Gerusalemme. Io Dario ho firmato questo decreto, che voglio sia eseguito puntualmente"124.

  I samaritani ed i filistei opponevansi, ma il popolo lavorava a mano armata e comprimeva gli inimici. Il profeta Zaccaria confortolli dicendo: "Gerusalemme si aggrandirà fino ad estendersi per tutta la terra. Dio è il baluardo, le porte sono aperte e notte, la folla delle nazioni vi entra per darsi al Signore"125.

  Nel sesto anno di Dario il tempio fu compiuto. Aggeo e Zaccaria e con loro il popolo cantava<no>: "Loda, o anima mia, il Signore; loderò il Signore finché avrò vita"126. Zaccaria guardò al Salvatore ed alle mani confitte da chiodi e disse: "Che son elleno queste piaghe nel mezzo delle tue mani?127".

  5. Piaghe di dure prove attendevano lo stesso popolo di Dio. Antioco, venuto per sconfiggere l'Egitto e costretto <a> ritornarsene, udì che gli ebrei rallegravansene. Per vendicarsi mandò Apollonio che invero fe' strage di gente, e venne anche Seleuco figlio che spogliò il tempio, ma di Antioco era scritto: "E coverà pravi disegni contro il testamento santo e li eseguirà e tornerà nella [108] sua patria... Troverà inciampo e cadrà e più non sarà"128. E di Seleuco è detto: "Succederà a lui un vilissimo uomo e indegno dell'onore di re e in pochi giorni finirà non in furore né in battaglia"129.

  6. Gravissima minaccia veniva al popolo da parte di Aman, superbissimo viceré, che si pretendeva sotto Assuero onori divini da tutti e da Mardocheo, illustre personaggio alla corte e timorato di Dio. Or Amano disse ad Assuero: "Gli ebrei congiurano contro di voi; comandate che sieno esterminati". Rispose Assuero: "Se è come tu di', esterminali in quel - 90 -giorno che ti aggrada". Amano tirò le sorti e scrisse a tutte le provincie che ai 14 del mese di Adar ne fosse fatto un macello generale. Gloriavasi intanto Amanno, ma in questo frattempo accadde questo. Assuero, imbandito per 180 un convitto generale, chiama a sé Vasti, la regina, e questa per dispetto130 rifiutandosi, Assuero elegge in luogo di quella Ester, fra le ebree donna vergine e virtuosa che era stata educata da Mardocheo.

  Or questa con il capo velato e tremante si presenta al re. Assuero la raccoglie svenuta. Ritornata ai sensi, le domanda il sovrano: "Che io ti posso fare, o Ester? Domandami anche la metà del mio regno che io te la do". Aggiunse Ester: "Vieni per tre a pranzare sotto il mio padiglione". In questo periodo Assuero scoprì che Mardocheo aveva salvato il trono contro una congiura dei grandi nel palazzo, sì che chiamato Aman disse: "Quale onore è da farsi a chi salvò la vita del re?" Rispose Amanno: "Conviene condurlo per la città con onori sovrani" e intanto pensava che tal pompa sarebbegli certamente disposta per lui.

  Il terzo Amanno sedeva a mensa della regina con Assuero, quando Ester additando Aman disse: "Nemico nostro e persecutore pessimo è questo [109]Aman" e scoprì le insidie sue. "Appiccatelo", rispose il re. E fu appiccato a quella forca che Aman aveva disposto per Mardocheo. Mardocheo poi fu condotto trionfalmente. Assuero stese altro decreto dicendo sé di buon cuore aver creduto ad Aman forastiere favorito, ma che scopertolo l'aveva appiccato, ed ora proclamar salvi gli ebrei. Questi apersero una festa che proseguono ancora oggidì in ogni anno nella solennità che chiamano Purim131, o "delle sorti".

  7. Con questi avvenimenti e per opera dei figli di Giacobbe la scienza della vera fede insinuavasi fra gli egizii, fra gli assiri, fra i fenici. Questi ultimi con gli ebrei continuavano relazioni di commercio fino a percorrere i mari in viaggio di - 91 -tre anni all'Asia, all'Africa, all'Europa. I popoli di Africa, i popoli di Spagna e d'Italia ricevevano le tradizioni e gli insegnamenti degli ebrei, i quali per ciò si costituivano maestri a tutto il mondo. E come furono maestri in additare Iddio potente in premiare, così furono buoni predicatori in mostrare le giustizie dello Altissimo.

  Udite Ezechiele. Rivolto alla città di Tiro dice<va>: "Ecco che io vengo contro di te, o Tiro, e manderò sopra di te molte genti, come flutti di mare in tempesta. E abbatteran le mura di Tiro e distruggeran le sue torri, e io ne raderò fin la polvere e farò un tersissimo sasso... Da settentrione condurrò Nabucco, re di Babilonia, re dei regi, con cavalli e cocchi e turba grande di popolo. Diranno poi di te: Come mai sei caduta, o abitatrice del mare, città gloriosa, che fosti potente in mare coi tuoi abitatori che eran temuti da tutti?..."132. E rivolto allo Egitto continuava: "La spada dei re di Babilonia verrà su di te. Colla spada di quei forti abbatterò le molte tue schiere, tutte quelle genti sono invincibili ed elleno umilieranno la [110] superbia dello Egitto e le sue schiere saran dissipate"133.

  Ferace e florido era l'Egitto. Venti piramidi, di cui la maggiore di 600 piedi in altezza, si scorgono tuttodì e son monumento della grandezza dei Faraoni. Questi avevano scavato il lago di Meride per depositarvi ad uso di irrigazione le acque del Nilo. Presso al lago di Meride era il Labirinto, un gruppo di 12 palazzi con 1500 camere frammezzate di terrazze, che giravano intorno a 12 sale e non lasciavano scorgere l'uscita.

  Ma l'Egitto era diventata la terra degli dei stupidi, del gatto, del coccodrillo, del bue. Nabucco passando per la Libia134 alle Colonne d'Ercole e poi per la Spagna all'Europa, si era reso tributario l'Egitto. Il faraone Apriete135, resosi tiranno, si incontrò in una sollevazione nella quale, preso, fu - 92 -strangolato a Saide. Il re di Babilonia divenne allora signore dello Egitto.

  In questo si avverò la profezia di Geremia. Questo profeta, santificato prima che nascere e vergine in tutta la vita, rimproverava a quegli ebrei che nello Egitto adoravano la luna. Questi rispondevano: "Fummo felici e non vedemmo sciagura sacrificando alla regina del cielo". Aggiunse Dio per bocca del suo profeta: "Ecco che io manderò <a> chiamare Nabuccodonosorre... e verrà e flagellerà la terra di Egitto; quelli che son per la morte, alla morte; quelli che son per la schiavitù, alla schiavitù; quelli che son per la spada andranno alla spada"136.

  La sua volta venne per la stessa Babilonia. Il profeta ne scrisse con parole di alta minaccia. Babilonia era un quadrato cinto da muraglia in bitume larga 50 cubiti, alta 200 con fossa piena d'acqua in circuito di 20 leghe. L'Eufrate in passare divideva la città da settentrione a mezzodì. Ora [111] Ciro aveva già costretto entro le mura il re Baldassarre, il quale però non sospettando di stratagemmi creduti impossibili passava in godimento la vita. Una notte si divertiva in crapule ed in lussuria, quando una mano misteriosa scrive caratteri che solo Daniele vale a decifrare. Questi legge: "Mane, sono misurati i tuoi giorni, o re; Thecel, sei trovato mancante; Phares, il tuo regno sarà diviso". Quand'ecco i nemici assalgono i reali palazzi. Ciro scavando un acquedotto aveva fatto deviar l'Eufrate e così entrò a letto asciutto. Baldassarre perì in quella notte.

  Avevano sclamato Isaia e Geremia: "E' caduta, è caduta questa gran Babilonia e tutte le statue de' suoi dei sono infrante sulla terra; Bel è in pezzi e Nabo è ridotto in polvere"137. Perì nel modo dai profeti indicato: "Le sue acque si seccheranno e sarà colta al laccio e presa senza saperlo"138.

  Daniele vide altresì in visione che l'angelo dei greci contendeva con l'angelo dei persiani. Vide poi l'angelo Michele139 - 93 -il quale proferì giudizio che si dovessero incitare le forze contro il regno della Grecia. "Saranno -- diceva Daniele -- tre re in Persia (Ciro, Cambise, Dario) e il quarto sorpasserà tutti in smodata potenza"140. Quest'ultimo fu Serse ed era succeduto dopo che Dario, il padre, fu sconfitto dai greci alla battaglia di Maratona. Serse si mosse per distruggere i greci. Dall'Asia, dall'Africa, dall'Europa contro Grecia raccolse due millioni e mezzo di soldati. Amilcare, alleato, portava soldati d'Italia, della Gallia, della Spagna. Alle Termopili l'esercito di Serse, compresi i vivandieri, sommava a cinque millioni. Ma fu distrutto dalla parte di mare da Temistocle. Da terra, trattenuto da Leonida alle Termopili, fu rovesciato a Platea da Aristide e da Pausania, mentre che Gelone141,[112] re di Sicilia, frangeva l'oste nemica dei cartaginesi alleati. Serse poté ancor ritornare, ma abbandonatosi alla mollezza del vivere, fu in breve avvelenato.

  I nostri fratelli, i missionari ed i fedeli nell'Asia dalle sponde dell'Eufrate ripetono il gemito degli ebrei: "Sulle rive dei fiumi di Babilonia, ivi sedemmo e piangemmo in ricordandoci di te, o Sionne...142" e supplicano che la Gerusalemme nuova, il regno di Gesù Cristo, si estenda a tutti gli angoli di quella terra. Provvidenza ammirabile! E' per mezzo de' premii che Dio alletta i popoli ad entrare nella città santa. Per mezzo di punizioni li fa abborrire dalla Babilonia degli idoli falsi, gli errori ed i vizii detestabili.

Riflessi

1. Il Signore viene innanzi con promesse e con minaccie.

2. Nabucco erige sua statua. Daniele, Misaele, Abdenago rifiutano <di> adorarla. Salvo dal rogo, Daniele è assunto ai - 94 -primi onori e confonde l'idolatria pagana e la superbia di Nabucco stesso.

3. Daniele profetizza pure intorno ai regni della terra.

4. Dario stesso emette decreto che sia riedificata Gerusalemme ed il tempio. Zaccaria profeta conforta all'opera.

5. Antioco deruba il tempio.

6. Aman attenta per distruggere gli ebrei, ma Mardocheo ottiene che sia lui stesso appiccato.

7. Gli ebrei sparsi recano notizia del vero Dio. Ezechiele profeta parla di Tiro e dello Egitto. Isaia e Geremia predicono la distruzion di Babilonia.





p. 85
114 Diversamente in Rohrbacher II, p. 12: «Vi sono dunque tre uomini giudei [...] Sidrac, Misac e Abdenago, i quali dispregiano, o re, il tuo decreto».



115 Originale: alla loro presenza sulle loro fronti: «Questo.



p. 87
116 Dn 4, 28s.



117 Dn 4, 31.34.



118 Dn 7, 2-5.



p. 88
119 Dn 7, 6.



120 Dn 7, 8.25.



121 Is 41, 25.



122 Dn 11, 3.



123 Più chiaramente in Rohrbacher II, p. 51: «Zorobabele, principe della tribù di Giuda».



p. 89
124 Esd 6, 12.



125 Cfr. Zc 2, 8s.



126 Sal 146(145), 1s.



127 Zc 13, 6.



128 Dn 11, 28.19.



129 Dn 11, 21.



p. 90
130 Originale: rispetto.



131 Originale: Purcin; cfr. Rohrbacher II, p. 87.



p. 91
132 Ez 26, 3s.7.17.



133 Ez 32, 11s.



134 Originale: Siria; cfr. Rohrbacher II, p. 27.



135 Originale: Aperiate; cfr. Rohrbacher II, p. 26.



p. 92
136 Ger 43, 10s.



137 Is 21, 9; 46, 1.



138 Cfr. Ger 50, 24.



139 Originale: Micaele; cfr. Rohrbacher II, p. 54.



p. 93
140 Dn 11, 2.



141 Originale: Gerone; cfr. Rohrbacher II, p. 74.



142 Sal 137(136), 1.



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