Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (II)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO II

XVII. Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis

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XVII.

Gloria in excelsis Deo

et in terra pax hominibus bonae voluntatis

 

  1. [3] Eccola la novella di salute e di pace! Ha risuonato fino <d>a principio nel mezzo del paradiso, ed ora ne giunge benedetta l'eco nel mezzo della terra.

  E' la notte del 25 dicembre, ora prima della nostra salute. Gli angeli cantano nella grotta di Betlemme: “Gloria a Dio nel più alto de' cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!” I pastori semplici e devoti ne odono le meraviglie di quella notte luminosa e rispondono per i primi al coro angelico dicendo: “Gloria! Gloria!” Rallegrati, popolo semplice del campo o dell'arte, tu sei il primo ad esser chiamato perché confonda la tua con la voce di paradiso per sclamare: “Osanna a Dio nel più alto dei cieli!”

  Dopo i semplici e gli umili, vengono i sapienti. Son detti Magi. Sono i dotti che hanno studiato nella Persia le predizioni di Daniele profeta. Sono i Magi come i bramini nell'Indie o come i mandarini della Cina. Quei sapienti, in numero di tre e con codazzo di servi e con copia di doni e guidati da una stella prodigiosa, giungono alla lor volta alla grotta di Betlemme e sclamano: “Ti adoriamo, o Signore Iddio, ti lodiamo, ti benediciamo!” Ripartono poi missionari e predicatori alle proprie regioni, quando n'hanno avviso dall'angelo. [4] Or che è questo che si ammira da tutti?

  2. L'evangelista san Marco1 viene innanzi a dire: “Un infante è nato testé. Egli è il Salvatore. E' figlio unigenito di - 116 -madre vergine, la quale è figlia a Gioachino e ad Anna, figli essi stessi di altri capostipiti fino a Davide, a Giuda, a Giacobbe, ad Abramo”.

  San Giovanni, con mente più gagliarda e appoggiato al dorso della sua aquila, viene a dire che l'infante nato testé è altresì vero Figlio di Dio, e ne descrive la genealogia con dire che “a principio era il Verbo, che il Verbo era appo Dio e che Dio era il Verbo... Che venne a stare fra noi... Che il mondo (dei tristi) non lo volle riconoscere. Egli è Dio Uomo, salvatore che viene pieno di grazia e di verità2. I profeti inspirati avevano gemuto con dire: “Ah, chi sarà vivo quando Dio farà tutte queste cose?”

  3. Un santo vecchio, Simeone profeta, viene <ad> incontrarlo alla porta del tempio e sclama: “Or fatemi pur morire, che i miei occhi hanno veduto il Salvatore”. Riceve in olocausto due colombe. Felici colombe che vi lasciate immolare per l'umana salvezza! Avevalo detto il Signore al suo popolo: “Di ogni primogenito fatemene offerta a mezzo di un agnello o di un paio di tortorelle”.

  E una santa vedova, la profetessa Anna, dirige il discorso alla madre e dice: “La tua anima sarà trafitta da spada di dolore. Chi crede in questo fanciullo sarà salvo, chi non gli crede perirà”.

  4. Desolata madre, chi sei tu dunque? E' Maria vergine. E' la predetta dai profeti, la aspettata dalle nazioni, la promessa corredentrice del genere umano. E' la Vergine alla quale Dio guardò fino <d>a principio. E' la Vergine salutata madre dallo arcangelo Gabriele, eppur sempre più vergine, perché quello che si operò in lei fu per virtù di [5] Spirito Santo. Oh, lasciatemela lodare la Vergine! Dopo Dio, lasciatemela lodare senza confine! Maria è la madre del Salvatore. Lodatela tutti. E' immacolata perché lei, unica fra tutte, schiacciò il capo al serpente infernale.

  Il cuore di lei è fornace d'amor santo, perché fanciulla tant'alta si è dedicata in servizio a Dio nel tempio. Quanto - 117 -virtuosa! Con il guardo pietosissimo ha sedato un turbine di tempesta che pareva agitarsi in cuore a Giuseppe, sposo castissimo. Piissima madre ed amante! Saputo avendo che la cugina Elisabetta poteva aver caro suoi servigi, le si presenta e dice: “Io sono l'umile serva del Signore”. Il cuore della cugina innonda di gioia e l'infante che quella nutre in seno esulta ed è santificato prima che nascere. Preziosa la presenza di persona santa! Zaccaria, lo sposo di Elisabetta, aveva udito dall'angelo nel tempio: “Avrai un figlio e lo chiamerai Giovanni”. Ma non credette e divenne muto. Or eccolo il neonato. Riempie la casa di giubilo. Zaccaria scrive: “Giovanni, Giovanni è il nome di lui” ed ecco che la lingua del padre si scioglie ed egli intuona: “Benedictus Dominus Deus Israel quia visitavit et fecit redemptionem plebis suae... e questi che è nato testé è l'Oriente che precede il Salvatore”.

  Eccolo Giovanni. Di lui è detto che “cresceva e si fortificava nello spirito, e abitava pei deserti sino al tempo di darsi a conoscere in Israele”. Mosè per 40 anni si prepara per essere condottiere del popolo. Giovanni per trent'anni si dispone per essere precursore al Messia, e intanto veste con panno di peli da cammello, vive di locuste e di miele selvatico, si disseta alla fonte, prega nella solitudine e dorme sul selciato in una caverna. Vedremo le genti venire a lui ed egli rispondere ai farisei: “Chi ha due vesti ne porga una a chi non ne ha”. Ed ai pubblicani: “Non siate [6] usurai”. Ed ai soldati: “Non rubate”. E a tutti: “La scure è alla radice dell'albero; fate penitenza, o sarete tagliati e messi alle fiamme”.

  5. E dello infante in Betlemme che ne è intanto? Erode, crudissimo re che si dissetò già nel sangue dei parenti e dei figli proprii, ora vuol saziarsi nelle carni del neonato. Manda suoi sicarii, i quali trapassano il cuore a quanti erano bambini da due anni in giù in Betlemme o nei contorni in numero di circa 500. Il sanguinario pensava fra sé: “In mezzo a tutti perirà certo quell'uno”. E intanto s'udiva l'ululato delle madri, ma gli angeli seguivano <a> cantare: “Gloria in excelsis Deo”, perché le anime di quei piccoli martiri salivano all'alto incoronate. Cantavano: “Gloria in excelsis Deo”, perché Gesù era salvo nella terra d'Egitto ed ivi le statue delle divinità bugiarde - 118 -allo arrivo del vero Dio erano cadute infrante. “Gloria in excelsis Deo”, ripetono gli angeli intorno e dentro la casa di Nazaret, dove Gesù è ritornato dopo la morte di Erode.

  6. Or eccolo l'infante divino. Ai dodici anni viene al tempio, parla con i sapienti della sinagoga e questi l'ammettono ad una sedia d'onore, e Gesù pargoletto fa rimaner tutti attoniti e persevera fino al terzo . Dopo i quali, ritorna con Giuseppe e con Maria a Nazaret. Eccolo Gesù! Egli, che è il salvatore universale, fino a trenta anni non si stacca dal lavoro di falegname ed obbedisce in tutto a Giuseppe ed a Maria. Con l'esempio si salva il mondo, intendiamolo tutti. Con la preghiera nella solitudine si edifica il cuore, con la obbedienza uno si fa santo. Intendiamolo parimenti tutti, che questo è guida massima e sicura.

  Dopo ciò veniamo con Gesù al deserto. Il luogo per parlare con Dio è nella solitudine. Per muovere le grandi imprese in comune salute, Mosè [7] veniva all'arca santa; noi entriamo nel santuario del cuor nostro. E qui se il demonio ci assale, ributtiamolo. Chi si difende in casa, sa difendersi ancor fuori, chi impara a regolare se stesso può poi sperare di poter ammaestrare gli altri.

  Permise il Signor nostro Gesù Cristo che l'orrenda figura del demonio gli apparisse e lo tentasse con triplice assalto di sensualità, di avarizia, di superbia vana. Gesù ributta la tentazione iniqua e tosto gli scendono gli angeli celesti per congratularsene. Così gli spiriti beati si rallegrano con noi, quando all'ora del combattimento con la tentazione ci mostriamo intrepidi. Anche allora gli angeli cantano: “Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis”. Chi ben vuole con Dio, tutto può con il Signore.

  7. Intanto Gesù Cristo, incontratosi con il Battista alle acque del Giordano, gli dice: “Or battezzami”; il Battista scusavasene, ma dovette obbedire. Tosto il cielo spalancossi sul capo a Gesù. Lo Spirito Santo scese in forma di colomba e la voce del Padre si intese che diceva: “Questi è il Figliuol mio diletto nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo tutti”.

  Ascoltiamolo dunque. Scopriamoci il capo, poniamo il volto contro terra. Chi parla, dice san Giovanni, è lo sposo - 119 -celeste che si è unito alla compagna amata, la misera umanità3; Gesù, vero Figlio di Dio, ci parla con divina bontà. Volete voi dunque incamminarvi alla via della felicità nel tempo e giungere alla beatitudine nella eternità? Eccovene la via. Questo è viaggio reale: “Beati sono quelli che vivono con il cuore staccato dalle terrene cose; beati quelli che sono mansueti e che o piangono i proprii falli ovvero che aspirano alla virtù santa. Beato altresì chi è misericordioso, o che serba in petto un cuor puro, ovvero che è pacifico. Se uno è tribolato[8] per amor della giustizia, che si conforti costui. Beati tutti quelli che soffrono per amor di Dio, perché di essi certamente è il regno dei cieli”.

  E prosegue: “Abbiate tutti il buon cuore di piacere a Dio. Faticate e siate allegri nel volto. Abbisognando di sovente aiuto dall'alto, pregate: Padre nostro che sei nei cieli, sia il tuo nome santificato... Che io viva per voi, che io muoia per voi, o mio Dio e Signore. E affidatevi alla provvidenza divina. Dio che nutre gli uccelli e che veste i gigli, non penserà a voi? Un soldo solo costano due passerotti, e voi mi siete cari come la pupilla dell'occhio mio. Ma badate a non commettere maliziosamente veruna iniquità. Se una persona od un luogo vi fosse caro come la mano o come l'occhio, ma che vi sia occasion di peccato, strappatevene. Una sola cosa è necessaria: salvarsi l'anima. In trattare con il prossimo dite sì quando è sì, no quando è no. Il Signore detesta le ipocrisie.

  Perdonate, ché vi sarà perdonato; non condannate, ché nemmen sarete condannati. Non abbiate paura del mondo. Sarà giudicato il mondo di peccato per non avermi creduto, di giustizia dopo che scorgeranno la grazia di Spirito Santo. Sarà convinto di giudizio dopo avere scorto che vergini e fanciulli, confessori e martiri hanno vissuto in conformità delle - 120 -massime del santo Evangelo. Non vi ammirate perché inculchi che dovete tutti mortificarvi e patire”.

  8. “Il regno dei cieli che io vengo quaggiù predicando è in questa terra simile ad un campo nel quale crescono assieme il buon frumento con il loglio, è simile ad un grano di senape che è minimo fra tutti, ma che coltivato cresce a dismisura, è simile ad un pezzo di lievito che fa fermentare un'intera massa di pasta; è come un tesoro nascosto, è come una rete che trae su dal [9] mare pesci buoni e cattivi. Simile è altresì ad un uomo mercante, che scorta una perla che è tesoro immenso, vende il resto per aver quella unica. Volete dippiù? E' simile il regno dei cieli a dieci vergini, cinque delle quali sono prudenti e cinque stolte, perché essendo tuttavia caste non sono egualmente umili, ma sono superbe ed hanno più vizii detestabili. Simile è il regno dei cieli a chi avendo ricevuto o dieci talenti ovvero cinque o due od un solo perché li traffichi, ed egli o se ne vale oppur lascia ozioso il talento suo”.

  “Io -- continua Gesù Cristo -- sono come il padron della vigna che a tutte le ore del chiama gli operai perché di buon volere lavorino in quella. E sono il buon pastore che la vita per le sue pecorelle. Io stesso sono il pane disceso dal cielo a conforto dei pellegrini quaggiù. Chi a me si accosta non avrà più o fame o sete in eterno”.

  9. Aveva adunato intorno a sé dodici del povero popolo, e si chiamavano Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo, Taddeo, Simone, Giuda. Li educò con pazienza alla sua scuola e diceva: “Or predicate alle pecorelle traviate d'Israele. Facendovi presso alle case dite: La pace sia con voi. Fate poi voi stessi quello che vedete farsi da me. In nome mio guarite gli ammalati, risuscitate i morti, curate i lebbrosi, cacciate i demonii dal corpo degli ossessi e curate a dare gratuitamente quello che gratuitamente avete ricevuto. Non vogliate poi avere né oroargentodenaro nelle vostre bisaccie. Né tampoco curatevi d'aver bisaccie per istrada né due vestimentascarpebastone, perché merita l'operaio la mercede sua... Nondimeno ciò, sarete in odio a molti. Vostri nemici saranno gli stessi - 121 -vostri domestici. Non è il profeta senza onore fuorché nella sua patria e in casa sua e tra' suoi parenti”.

  [10] Il divin Salvatore era specialmente perseguitato da' suoi di Cafarnao, ai quali fu costretto di annunziare loro le minaccie ed i castighi. I cafarnaiti per questo vollero ucciderlo, e i suoi stessi di Nazaret vollero precipitarlo da un monte.

  Gesù dichiara <di> esser venuto non a lasciare i peccatori in pace, ma a muover loro guerra. Però si fa loro incontro e grida: “Guai a te, o Corozain, guai a te, o Betsaida, perché se in Tiro4 ed in Sidone fossero stati fatti quei miracoli che si fecero presso di voi, già da gran tempo avrebbero fatta penitenza nella cenere e nel cilicio”.

  10. Gli scribi ed i farisei, che erano i capi del popolo ma governanti tristi e ipocriti, tendevano di continuo insidie a Gesù per iscreditarlo presso alle turbe, per farlo apparire nemico alla patria, ribelle allo Stato. Smascheravali allora Gesù con gridar forte: “Guai a voi, ipocriti tristi!... Cercate <di> avvelenare come i serpenti!... In voi è entrato un inferno di colpa con sette spiriti mali... Il vostro stato è peggiore di quanto fu per l'addietro”.

  Intanto gli scribi ed i farisei adunano concilio segreto per condannarlo. A difendere Gesù sorge timido timido Nicodemo. Questi, venuto di sera e di nascosto a far visita a Gesù, gli dice: “Maestro, noi conosciamo che da Dio sei5 stato mandato ad insegnare, perocché nessuno può fare quei prodigi che fai tu se non ha Dio con sé”. E Gesù a Nicodemo: “In verità, in verità ti dico: chiunque non rinascerà di nuovo, non può vedere il regno di Dio”.

  Stentava il Nicodemo ad apprendere quel discorso, ma or l'intendiamo ben noi. In via naturale l'acqua rinasce in nube, in nebbia; l'acqua congiunta alla terra si tramuta in pianta ovvero in essere di animale vivente. Il frumento, che da noi si mangia, si converte in carne della nostra carne, in sangue del - 122 -nostro sangue. [11] In via sopran<n>aturale il pane celeste che è il Corpo santissimo del Salvatore, preso da noi al santo altare, tramuta le nostre carni nelle carni di Gesù, il nostro sangue nel sangue del divin Salvatore. Ed eccoci rinati da capo con Gesù Cristo. E come rinasciamo nella santissima Eucaristia che egli istituì la vigilia della sua passione, così rinasciamo in virtù della grazia e della carità che ci è partecipata in altri Sacramenti. Quest'è il miracolo dei miracoli e per noi è un paradiso anticipato di felicità.

  11. Gesù Cristo compié molti miracoli a comprovare la sua missione. In Cana operò il primo prodigio pub<b>lico. Presso al pozzo di Sicar6 lesse in cuore alla samaritana e la convertì. In Cafarnao guarì il figlio del regolo e la suocera di Simone e scacciò i demonii degli ossessi. In favor di Simone operò un prodigio colla pescagione e gli fa presentire della nave, ossia della Chiesa di Gesù Cristo guidata da Pietro stesso, nella quale entreranno le nazioni della terra. Guarisce i lebbrosi in numero copioso. Risuscita il figlio della vedova di Naim; risuscita Lazaro, quatriduano morto. Venivano a Gesù le genti in folla per ascoltarlo dai paesi ancor più lontani ed egli, tolti pochi pani e due pesci, li benediceva, moltiplicavali, finché bastassero a saziare le moltitudini di quattro mila persone.

  Quanto buono è Gesù! Egli come intendeva alla prosperità dei corpi, molto più curavasi della salute delle anime. Professava sé esser venuto per rintracciare i peccatori miseri. A tutti che il domandavano rispondeva: “State pur consolati, io vi perdono le colpe vostre”. Ed a chi ne moveva censura aggiungeva: “Tanto facile è dire: Son perdonati i peccati, come è facile a me guarire gli infermi o risuscitare i morti che voi vedeste testé”.

  Questi invero son miracoli ammirabili. Più [12] ammirabile è il miracolo di quelle parole che fino ad oggidì e sino alla fine transustanziano nel santo Sacrifizio l'offerta del pane e del vino nella sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo.

- 123 -  Ammirabilissimo pure è il prodigio di Gesù Cristo che risorge da morte. Avevalo detto il Salvatore agli ebrei profanatori che scacciò dal tempio: “Indizio sicuro che io ciò faccio con autorità è questo: io distruggerò questo tempio (del mio corpo) e poi in tre giorni lo riedificherò”.

  12. Il maestro che istruisce è vittima. Gesù, dottor delle genti, morì martire illustre della verità. Spirò in giorno di venerdì sul monte Calvario in croce. In capo alla croce è questo titolo: Gesù nazareno re de' giudei. Pilato, che fu giudice iniquo, parlò contro voglia la verità. Gesù è vero re dei giudei come è vero sovrano di tutti gli uomini.

  Al terzo giorno risuscita per virtù propria. Or l'epigrafe del santo sepolcro è questa: Gesù è risorto. Appare a Pietro ed agli altri e dice: “Or ricevete lo Spirito Santo; saran rimessi i peccati a chi li rimettete, ritenuti saranno a chi li ritenete. Abbiatevi il mio Spirito, che è spirito di pietà e di misericordia. E tu Pietro, tu mi ami più che tutti, nevvero? Ebbene pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Io ho pregato per te perché la tua fede non venga mai meno. Or la terra, che è mia, la consegno a voi tutti. Andate e predicate il mio Evangelo a tutta la terra. Non temete: in nome mio opererete prodigi maggiori di quelli <che> vedeste farsi da me stesso. Quando avrete ricevuta la grazia di Spirito Santo che io vi manderò dall'alto, scorgeranno allora i cuori vostri. Or venite che io ascendo al Padre mio e al Padre vostro, Dio mio [13] e Dio vostro”. In dirlo venne al vertice del Sion e si tolse dagli occhi loro e salì in mezzo a nube candida. Due personaggi in bianche vestimenta apparvero a dir loro: “Uomini di Galilea, perché state mirando verso al cielo? Quel Gesù, il quale <fu> tolto a voi, è stato assunto al cielo; così verrà come l'avete veduto andare al cielo”.

  Ed ora saremo salvi tutti quanti, allora quando Gesù Cristo ritornerà a giudicare il mondo? Abbiamo gioito in udire il cantico angelico: “Gloria in excelsis Deo”. Giubileremo vieppiù in accompagnare con i beati quest'altro cantico: “Vivat rex noster in sempiternum! Viva in sempiterno il nostro re!”

- 124 -Riflessi

1. Angeli ed uomini cantano alla grotta di Betlemme: “Gloria in excelsis Deo”.

2. Genealogia del Messia sospirato.

3. Simeone ed Anna incontrano il Salvatore alla soglia del tempio.

4. Maria vergine, madre del Salvatore.

5. Fuga in Egitto.

6. Disputa del fanciullo Gesù. La santa casa di Nazaret; il deserto.

7. Battesimo e predicazione di Gesù Cristo.

8. Parabole con cui si raffigura da Gesù Cristo il regno7 proprio.

9. Apostoli del divin Salvatore.

10. Scribi e farisei avversano la predicazione e l'esempio di Gesù.

11. Miracoli.

12. Patimenti, morte e risurrezione di Gesù Cristo.





p. 115
1 Probabilmente: Matteo; infatti nel testo successivo si risale ad Abramo come primo antenato di Gesù e ciò può rimandare alla genealogia posta all'inizio del primo Vangelo.



p. 116
2 Gv 1, 1.14.10.



p. 119
3 L'A. non cita un testo di Giovanni, ma riassume da Rohrbacher II, p. 476, che alla citazione di Gv 3, 22-29 fa seguire: «Chi potrebbe intender appieno la soavità di queste ultime parole? San Giovanni ci scopre in esse un nuovo carattere di Gesù Cristo, il più tenero, il più dolce di tutti: quello di sposo. Egli ha sposato la natura umana, che gli era estranea; ne ha fatto un medesimo tutto con lui».



p. 121
4 Originale: Siro; cfr. Rohrbacher II, p. 495.



5 Originale: siete.



p. 122
6 Originale: Sichem; cfr. Rohrbacher II, p. 477.



p. 124
7 Originale: segno.



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