Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (II)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO II

LVII. L'albero della Chiesa isterilisce in oriente e prospera in occidente

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LVII.

L'albero della Chiesa isterilisce in oriente

e prospera in occidente

  1. [405] Il profeta vide in ispirito un albero che, piantate sue radici in cielo, propagava i rami a tutta la terra499. Il veggente in iscorgere sclamò: “Eccola la Chiesa del Messia salvatore”.

  La Chiesa di Gesù Cristo è quest'albero e dessa è tale che espande più rigogliose le sue braccia dove è più cordialmente voluta. Ma ella si ritira grado a grado da quelli che par <che> poco a poco se ne allontanino. I greci presso al secolo x mostraronsi nauseati, e l'albero di fede poco mancò <che> non isterilisse affatto. Vediamo qui i tristi frutti di un albero magagnato e per poco infracidito.

  2. Nell'anno 925 morto Nicola patriarca detto il Mistico, gli succedé il monaco Trifone, con patto che rinunciasse alla sede quando a reggerla fosse cresciuto capace Teofilatto, figlio dell'imperatore Romano Lecapeno. Quest'assunzione fu uno scandalo. E Teofilatto, appena acquistò la sede, pretese persino in perpetuo il pallio e intanto si diede a far traffico dei vescovadi, a convertire in lupanare le chiese e le funzioni sacre in commedie sacrileghe di canto e di scherzi. Alimentava due mila cavalli e prodigava in fasto superbo i tesori dell'altare.

  Il padre aveva dato a tre altri figli il nome di cesare. Ambizioso e femminiero, aveva tuttavia rossore de' suoi vizii. Nel verno 932 la neve e il [406] ghiaccio durarono per sei mesi a Costantinopoli. Seguirono poi la fame, la peste, gli incendi, i disastri. L'imperatore muovendosene a pietà scendeva in persona a soccorrere i più meschini nella piazza. I figli sbalzaronlo dal trono ed egli dolendosi gridava al cospetto del popolo: “Ebbi figli che ho allevato e cresciuto ed eglino mi - 464 -ebbero in dispregio500. Sclamò il popolo: “Kyrie eleison; Signore, pietà di lui!” Teofilatto congiurò per rimetterlo in trono ed egli acconsentì, ma riuscito vano il tentativo Romano Lecapeno morì in esiglio nel 948 nell'isola di Prote. Poco stante perirono tutti i suoi.

  3. Salì al trono Costantino Porfirogenito, briaco, ozioso, benché amante della scienza. Scrisse trattati di medicina veterinaria, <una> enciclopedia storica, la storia della famosa effigie di Edessa, il volto del divin Salvatore dipinto sopra velo che si trovò in quella città. Romano Lecapeno l'ottenne dai saraceni mediante lo sborso di gran danaro e mandò clero col patriarca fino a Bitinia per incontrare quel prezioso deposito. Costantino Porfirogenito scrisse pure <il>Trattato del modo di regger l'impero.

  I vescovi della giurisdizione di Costantinopoli minacciavano scisma con Poliutto, che succedendo a Teofilatto fu consecrato dal vescovo di Cesarea e non da quel di Eraclea, come era diritto di consuetudine. Nondimeno si acquietarono per non dispiacere all'imperatore.

  In oriente a quest'epoca non furono santi, ma un raccoglitore delle vite dei santi, Simeone Metafraste, che facevasi aiutare da notai o stenografi, da amanuensi e da correttori. Altri scrittori dettavano con rozzezza di stile e dipingevano con modi bassi le virtù dei martiri e dei confessori intrepidi.

  4. [407] In Egitto il califfo dicevasi Miramolino, comandante dei credenti, che minacciavano verso la Spagna la Cristianità. Ramiro ii li incontrò nel piano di Simanca501 e ne uccise ottanta mila. Era l'anno 939.

  Premeva che Abderamo, califfo in Cordova, riconoscesse per rispettarla la cristiana fede. A questo scopo fu mandato da Ottone, imperatore, Adalberone vescovo di Metz ed Ernoldo abate di Gorza. Più tardi gli fu rinviato anche Recemondo, illustre patrizio sollevato testé all'episcopato. Abderamo per insulto- 465 - ad Ottone e per iscredito alla fede feceli attendere tre anni ed eglino aspettarono pazienti, finché furono chiamati alla udienza. Voleva Abderamo che deponessero quel ruvido saio monacale, ma essi rispondevano: “Quest'è l'onor della nostra fede!” e gli parlarono con intrepidezza, ma Abderamo li interruppe dicendo: “Ignorate voi che un califfo il quale scende a dispute di religione merita la condanna a morte?... La fede in Maometto è quella che salva. Ritornate o siete morti”. Risposero i mandati: “Eccoci disposti; i patimenti per noi sono un trionfo, la morte un guadagno”.

  Ramiro ii di Spagna in Albelada fonda un monastero502 in difesa della fede e muore. Ottone di Germania incontra gli ambasciatori inviati e li encomia ed eglino si umiliano con dire: “A motivo dei nostri peccati non abbiamo ottenuta grazia”.

  5. Lo spirito di fede animava Godescalco a scrivere Sulla verginità di Maria503, e Attone di Vercelli a dettare nel suo Capitolare avvisi al clero contro gli abusi d'incontinenza e di duello introdottosi nello avvicendarsi delle rivoluzioni.

  La sede di Verona <era> contrastata da Manasse e da Ratiero504, <ma Lotario>505 ottiene che quest'ultimo s'allontani. Venuto poi presso un patrizio, scrive una grammatica [408]latina con il titolo Serva dorsum, e ne ottiene un vescovado in Provenza.

  6. Nella Italia regnava Ugo col figlio Lotario506 nel 931. Lotario si congiunse ad Adelaide figlia di Rodolfo di Borgogna. <Ugo, suocero di> questa, si disfece507 dei conti lombardi, e del nipote Berengario, duca d'Ivrea, si provò pure a - 466 -disfarsene con tramargli alla vita. Ma Berengario per il passo del Gran San Bernardo venne allo imperatore Ottone e suscitò rivoluzione in Italia, dove, rinunziando Ugo, Berengario nel 950 si fa incoronare re della nazione. A Garda incarcera la regina Adelaide, che sfuggita è cercata in persona da Berengario. Adelaide sfugge innumerevoli pericoli e ripara poi ad Ottone che, disceso in Italia, rientra in Pavia, città capitale, e si disposa ivi ad Adelaide. Una monaca, Rosvita508, in Alemagna tessé in merito di Adelaide bellissimi carmi latini.

  7. Ottone in Augusta, adunati i vescovi d'Italia e di Germania, attende a regolare la disciplina del clero. Contro agli usurpatori dei beni ecclesiastici è detto: “Sieno scomunicati in nome del pontefice nostro e disgregati dal consorzio dei cristiani, non entrino più in chiesaassistano alla Messa, non manginobevanodormano con verun cristiano; malati non possano essere visitati; morendo si nieghi loro sepoltura e sieno inghiottiti in uno con Core, Datan ed Abiron dall'abisso della perdizione”.

  Governava in Roma il pontefice Giovanni xii. I vescovi di Milano e di Como con altri assai avevano gridato contro alle tirannie di Berengario. Ottone difese la Chiesa. Ripassando poi a Roma, si incominciarono lietissime feste nelle quali Ottone è consacrato imperatore. Accettò poi in favore della Santa Sede quell'onore di difesa che testé i discendenti di Carlomagno avevano ripudiato. [409] Ottone giurò a Dio dinanzi al sepolcro di san Pietro che avrebbe sempre riverita la persona del sommo pontefice e difesi i diritti della Santa Sede. Di poi ripartì alla sua sede in Germania.

  Ed io mi faccio novellamente a domandare: il secolo decimo come è secolo di ferro? E rispondo: esso è secolo di ferro rugginoso per l'oriente, presso a perdere la fede con il costume, ma è secolo di ferro temprato, utile al buon uso della vita in occidente.

- 467 -Riflessi

1. L'albero della fede isterilisce in oriente.

2. Pessima condotto del patriarca Teofilatto e dell'imperator Lecapeno.

3. Costantino Porfirogenito.

4. Il califfo Miramolino e i missionari mandati da Ramiro509 ii di Spagna.

5. Scritti di Godescalco e di Attone.

6. Berengario ed Adelaide in Italia.

7. Ottone in Germania protegge la santa Chiesa.





p. 463
499 Cfr. Dn 4, 7-9.



p. 464
500 Is 1, 2.



501 Originale: Raumiro II li incontrò nel piano di Limanca; cfr. Rohrbacher VII, p. 64.



p. 465
502 Diversamente in ROHRBACHER VII, p. 68: «Albelada, monastero fondato [...] da Sancio re di Navarra».



503 Diversamente in ROHRBACHER VII, p. 68: «Godescalco vescovo del Puy in Velay [...] portò seco, nel gennaio del 951, una copia del libro di sant'Ildefonso di Toledo Sulla verginità di Maria».



504 Originale: Rattiero; cfr. ROHRBACHER VII, p. 71.



505 Per l’integrazione cfr. ROHRBACHER VII, p. 72.



506 Originale: figlio di Lotario; cfr. ROHRBACHER VII, p. 71.



507 Originale: di Borgogna. Questa si disfece; per l’integrazione cfr. ROHRBACHER VII, p. 71.



p. 466
508 Originale: Ropita; cfr. Rohrbacher VII, p. 74.



p. 467
509 Originale: Racemiro; cfr. nota 501.



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