Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (III)...
Lettura del testo

DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO III

LXXXVII. Il giudizio del Signore a premio dei giusti quaggiù

«»

[- 764 -]

LXXXVII.

Il giudizio del Signore a premio dei giusti quaggiù

   1. [260] Il giorno della tribolazione è il solenne nel quale il Signore giudica quaggiù i giusti suoi. Le sciagure o di corpo o di mente, i mali pubblici o privati li permette il Signore perché si compia il numero de' suoi eletti. Nella pugna si prova il buon soldato, sotto la sferza del sollione si esperimenta il vigore di un gagliardo agricoltore.

  La Chiesa di Gesù Cristo è un'area, nella quale conviene che soffi di continuo un vento atto a purgare dalla sua pula il buon frumento. Facciamoci a scorgere in questo momento il buon giudizio del Signore a favore de' giusti suoi. Abbiamo scorso testé il campo tempestoso delle rivoluzioni luterane. Quanto buono è il Signore! Per mezzo di questi mali di ribellione e in tal tempo di sedizione Iddio buono suscita in gran numero i santi a difesa e guida de' suoi eletti.

  2. Monumento carissimo della pietà e misericordia di Dio è il Concilio ecumenico Laterano. Il pontefice Giulio ii nella bolla di convocazione aveva detto: "Il Signore è il mio aiuto, io non temo ciò che mi farà l'uomo"391. Erano in Roma avversari potenti. Il pontefice chiama da Rodi un nerbo dei religiosi cavalieri di san Giovanni, impone sul capo proprio la tiara ed egli, Giulio, che testé era ritornato d'aver combattuti e vinti i turchi392 in capo alle armate cristiane, ora si incammina - 765 - al tempio di san Giovanni in Laterano con tutto l'apparato di maestà del Vicario [261] di Gesù Cristo.

  Siede sul trono dispostogli e gira benevolo lo sguardo ai cardinali, ai vescovi, ai prelati che il circondano. Volge l'occhio penetrante laggiù a cinquantamila del popolo, accorsi dalle regioni più lontane e, invocato l'aiuto dello Spirito Santo Iddio, incomincia: "Noi siamo qui e Dio ne sia benedetto. Attenderemo concordi per riformare la Chiesa nel capo e nelle membra sue". E tosto dispone per una serie di sessioni, nelle quali prime a firmarsi sono le costituzioni per ordinare l'elezione dei pontefici e regolare le persone d'ufficio della Santa Sede. Un conventuale, fra Egidio da Viterbo, recitò il discorso d'apertura delle prime sessioni con sì bel linguaggio di latinità che l'ammirarono lo stesso Giacomo Sadoleto e Pietro Bembo.

  Il conciliabolo di Basilea aveva atteso per inceppare la Chiesa, ed ora vi s'adopera un conciliabolo scismatico di Pisa. Giulio ii guardò minaccioso a quelli e li abbatté. Gridò alto:  "La Chiesa è di Gesù Cristo ed ella è indipendente dallo arbitrio degli uomini". Gli scismatici di Pisa vennero poi riverenti a domandarne perdono.

  Giulio ii aveva valicato i suoi settant'anni ed era stremato di forze. Confessò che più volte, in scorgere i mali della Chiesa, nel suo cuore ne provò una tristezza atta a dargli morte. Chiamò intorno a sé per l'ultima volta i suoi e disse:  "Io me ne parto; io spero nella misericordia del mio Salvatore".

  3. A Giulio ii succedé Leone x della famiglia dei Medici. Aveva compiuto testé un viaggio letterario per tutta Europa e non aveva più che 37 anni di età. Leone x proseguì i lavori del concilio.

  Il re di Francia Luigi xii minacciava <di> invadere il ducato di Milano, e Massimiliano dolevasi che il duca di Monferrato gli avesse concesso il passo attraverso alla sue terre. Al quale Leone soggiunge con gran benevolenza: "Come poteva un semplice duca arrestare i passi di un re potente?"

  [262] Intanto Schinner, il vescovo di Sion, vide le angustie del pontefice e della Chiesa. Vide e accorse. Adunò un esercito compatto, un nerbo de' suoi montanari fedeli, e calò - 766 -sopra i francesi. Trivulzio393 che li conduceva ridevasene dicendo: "Li sperderemo come una turma di passere". Ma fu sperduto e disfatto egli medesimo. Ottomila del suo esercito lasciò morti sul campo del combattimento presso Novara.

  Altra volta Schinner, come Annibale novello, discende da San Bernardo e aspetta a battaglia campale gli avversari della Chiesa nelle pianure di Marignano. Impegnò una lotta sanguinosissima, benché fosse tanto inferiore di forze. Ed allo indomani disponevasi a vincere od a morire. Ma il suo campo venne allagato. Lo Schinner operò nondimeno prodigi di valore e dovendo alla fine arrendersi bramò piuttosto l'esiglio che il ritorno alla patria, e passò ad Inspruck394.

  4. Il pontefice Leone x si pose mediatore fra le parti ed a Bologna ricevé Francesco i di Francia, succeduto testé a Luigi. Il re di Francia aveva 20 anni. In salutare il pontefice disse: "Santissimo Padre, l'esercito del re cristianissimo è vostro". Il pontefice precede nel tempio santo, muove tripudio di allegrezza santa e porge in conforto spirituale il Corpo santissimo del Redentore al sovrano ed a quei del suo seguito.

  Leone x aveva creati in un tempo stesso 31 cardinali di probità e di sapienza provata. Sadoleto e Bembo gli erano segretari. Aveva abolita la legge di prammatica sanzione, che era l'arbitrio di pochi in dirigere le imprese della Chiesa.

  Il pontefice Nicolò v aveva cominciata la Biblioteca vaticana. Leone x continua e impegna tutti i principi d'Europa a mandargli i manoscritti più rari. Diceva: "Dopo la conoscenza di Dio, il più bel presente sono le lettere". Un manoscritto di Tacito pagollo [263]ai monaci di Corbia il valore di cinquecento ducati. Aldo Manuzio, celebratissimo stampatore da Venezia, mandava le opere di Platone.

  5. Fu chi abusò della stampa a pubblicare degli scritti rei. Il pontefice pose riparo con il rigore di leggi provvide.

  Nella Italia gli ebrei, fatto monopolio del danaro, prestavano con usura perfino del 20 per cento e rovinavano le famiglie - 767 -già scadute. A Parma avevano 22 case di usura. Lo che scorgendo, Barnaba, religioso di san Francesco, pregò il Signore e disse: "Non sia mai che si tollerino ancor fra noi ladroni sanguinari cosiffatti". Istituì i monti di pietà e li diffuse a tutta Italia. I poveri recano un mobile od un oggetto prezioso di casa e si hanno a mutuo per amor di Dio un capitale, che poi con restituire ricuperano il pegno prestato.

  6. In quest'epoca cresceva in reputazione presso a tutti i popoli il regno del Portogallo. Gli stati di Siam, del Pegù, di Malacca395 ne domandano con ansia l'alleanza. Era Albuquerque il decoro del regno di Portogallo, carissimo per la bontà di cuore, per intrepidezza d'animo. Erano arrivati con poco buone ragioni ambasciatori di Persia per domandare tributi. Albuquerque fece portare un apparato di granate, di palle, di sciabole e poi disse: "Ecco con qual moneta il re di Portogallo paga i tributi".

  Viene ora una turba di santi personaggi, i quali come pietre preziose di valore vario, ma tutte pregiate, ornano il tempio santo del Signore.

  Tritemio ricorda Nicasio <di> Voerd a Malines e Carlo Fernand396 i quali, ciechi ambedue a tre anni ed illetterati, seppero acquistare tanta fama di dottrina e tanto valore di bontà da eguagliare il sapere altissimo dello stesso Didimo d'Alessandria. Operarono mirabili cose in pro della fede e del costume cristiano. [264] Tommaso Kempis copista diligentissimo scrisse Del portare la croce di Cristo.

  Ottennero poi l'onore degli altari in questo periodo del principiare del secolo xv la beata Giovanna Scopello, il beato Antonio d'Amandola in quel d'Ancona, il beato Gonzalvo portoghese, la beata Catterina di Pallanza in solitudine sul monte di Varese, il beato Andrea di Montereale, san Giovanni di Saagun che si applicò alla riforma degli ecclesiastici, la beata Veronica di Milano.

- 768 -  Celebri fra molti in santità si resero santa Catterina de' Fieschi da Genova e santa Teresa d'Avila nella Spagna.

  7. Catterina nella peste che continuò dal 1497 al 1501 adoperò austerità incredibili di mortificazione e di preghiera a prò di sé e per salvezza di tutti. Descrisse un dialogo bellissimo fra l'anima ed il corpo e un trattato sul purgatorio. Purificò la mente propria d'ogni pensiero vano e il cuore d'ogni affetto che non fosse per Iddio, sì da poter dire con l'Apostolo: "Sono crocefissa alla croce del Salvatore... Vivo io ma non sono io che vivo, è Gesù Cristo che vive in me..."397.

  8. Teresa nacque nel 1515. Fanciulletta fuggì di casa con il fratellino per trovare il martirio in Tunisia. Ricondotta, si diè alquanto alle vanità, alle letture di romanzi, al conversare con giovanetti parenti, per lo che ne provò poi rimorso per tutta la vita. Chiamata al convento, vi entrò ma ripugnante. Contrasse poi tal malore che come un gomitolo tutta stringevasi nelle membra, e per tre giorni fu pianta morta e già gli si disposero i funerali. Per diciotto anni patì pene acutissime di spirito. Tanto dovette operare il Signore a fin di purificare Teresa da certe sue affezioni non appieno sante. Ravvedutasi, soleva dire che un'anima, se conoscesse qual danno le arreca una abitudine benché veniale nel cammino della perfezione, di subito la strapperebbe a qualunque costo.

  [265] Santa Teresa fu eccellente nel pregare. Diceva che il giardino dell'anima fedele si può irrigare con l'acqua che a forza di braccia si cava dal pozzo, lo che avviene quando per fare orazione vocale ovvero mentale uopo è faticare assai assai. In questo primo esercizio l'anima deve sopram<m>odo vigilare sopra se stessa e in tempo di aridità accrescere alquanto piuttosto che diminuire nella pratica dell'orazione.

  Ovvero il giardino dell'anima fedele si irriga con acqua che a mezzo di strumento si estrae dal pozzo. Ciò avviene quando il Signore manda una luce da cielo e un riposo quieto nel cuore, sì che l'anima presto entra in conversazione con Dio e vi dimora soavemente.

- 769 -  Un'anima può sentirsi crescere questo aiuto celeste, e allora è come un rivo d'acqua che condotto nell'orto irriga con molta facilità tutto allo intorno. O finalmente nel giardino nostro l'acqua ad in<n>affiare scende dal cielo, e questa è la meno costosa e la più efficace di tutte. Discende così quando il Signore con la grazia sua irrora l'anima del giusto, così che fra il Signore e la creatura sua avviene una unione intima di amicizia, di comunicazioni, di affetti. Talvolta in questa congiunzione ammirabile Iddio non comunica all'anima copia piena di grazia ovvero non le sottrae affatto gli abiti di colpa, e questo è mistero che ei spiegherà un . I savi dell'antichità appena pensavano che l'uomo potesse raggiungere il favore pieno di Dio.

  Diceva Teresa: "Guardatevi da omettere un bene per paura di apparir vanitosi... Dopo un fallo non omettete la preghiera. Guardatevi dagli affetti ai parenti ed alle persone vane. Considerate i patimenti del Salvatore e l'umanità sua santissima. Trovandovi398 in aridità non cercate consolazionifacilmente, ma duratela <da> forti".

  9. Ai tempi di santa Teresa visse san Gaetano da Tiene che nacque a Vicenza nel 1480. Venuto a Roma, [266] entrò nella Confraternità dell'amor divino.

  Giovan Pietro Caraffa vescovo di Chieti, Bonifacio e Paolo Consigliari si congiungono a lui e istituiscono la congregazione dei chierici regolari detti teatini, i quali si propongono <di> vivere come esemplari del sacerdote nelle opere di ministero sacro.

  San Girolamo Emiliani, veneto e per due volte soldato, si dona a Dio ed al servizio degli orfani, delle traviate e in cura agli appestati, dopo aver ottenuto che la Vergine benedetta prodigiosamente lo sciogliesse dalle catene nella resa del castello di Treviso. Girolamo nel villaggio di Somasca istituì la congregazione che fu approvata nel 1540.

  Antonio Maria Zaccaria, fedel servo del Signore, istituì la congregazione dei sacerdoti barnabiti. Mirabile fra tutti è una - 770 -giovinetta che, cieca a tre mesi399 di età, per mezzo del sacerdote Girolamo Maluselli istituisce l'ordine dei preti del buon Gesù.

  San Giovanni, salutato "di Dio" da un pio vescovo, fu egli stesso per due volte soldato e poi pastor di gregge e infine pastore di turme di infermi derelitti e istitutore dell'ammirabile congregazione dei Fatebenefratelli.

  San Pietro d'Alcantara rifiuta <di> esser confessore di Carlo v. Si riduce ad una cella coperta di foglie, vi dimora in continua unione con Dio e si fa cooperatore a santa Teresa nella riforma dell'ordine carmelitano.

  Sant'Angela Merici400 da Desenzano rimasta orfana sfoga la sua pietà nella visita dei santuari d'Italia e di Palestina. Aduna compagni intorno a sé e istituisce la congregazione detta poi delle orsoline a sollievo degli infermi al domicilio e per supplicare nel ritiro di un asilo sacro.

  La beata Luigia Albertone da Roma, la beata Catterina Mattei da Racconigi, la beata Stefania Quinzani401 da Orzinovi illustrano e rallegrano parimenti la santa Chiesa del Signore.

  [267] San Tomaso da Villanova fu predicatore di Carlo v e arcivescovo di Valenza402. Il capitolo gli regalò quattromila ducati perché si provvedesse i mobili di casa, ma egli distribuì tutto ai poveri. Durava per più ore in estasi. In correggere gli ecclesiastici battevasi a sangue le spalle. Venuto a morte regalò il proprio letto e cantò: "Nunc dimittis...". Scrisse sermoni che rassomigliano molto a quelli di sant'Ignazio martire e vescovo di Antiochia.

  10. Nel 1524 da Gerusalemme a Barcellona giugneva un personaggio di statura mediocre, con una gamba più corta dell'altra. Era Ignazio, il comandante nel castello di Pamplona, che caduto ferito si ravvede in leggere le vite dei santi Francesco e Domenico. Presso a Manresa mutato aveva le sue vesti da capitano in quelle di un poverello, ed entrato in una - 771 -grotta ricevé tutti i dileggi della plebe insolente e assalti fierissimi di Satana. Di ripassò in certa valle solitaria detta del paradiso. Descrisse qui il libro Degli spirituali esercizii per convertire tutti gli uomini e tutto l'uomo a Dio. Lo dicono eretico e visionario ed egli tollera e tace. Se ne difenderà sol quando avrà compagni che il seguono. Pensava <di> viver con affidarsi appieno alla Provvidenza.

  In Parigi, la prima scuola del mondo, chiama a sé Francesco Saverio e aduna Giacomo Laynez e Alfonso Salmerone, giovani non ancora quadrilustri. Nicola Alfonso detto Bobadilla e Simone Rodriguez e Pietro Fabro sacerdote si congiungono in società con i voti di castità, di povertà e di obbedienza. Le loro regole sono di alloggiare negli ospedali e vivere d'elemosina, di obbedire comandando uno per turno in ogni settimana. Si obbligano a predicare alla piazza ed insegnare ai fanciulli. Percorrono l'Alemagna con il rosario al collo, predicano e convertono. Ignazio aspira per ricomporre l'ordine in Alemagna stessa.

  Il pontefice Paolo iii permette che fino al numero di sessanta aduni compagni, e poi indefinitamente. Le [268] austerità di vita sono incredibili. Francesco Saverio strettosi con cordicelle alle braccia ed alle coscie pareva morirne, quando la Vergine santa liberollo. Francesco Saverio in qualità di legato parte poi alla volta dell'India insieme con Simone Rodriguez403.

  La società di Ignazio si denomina Compagnia di Gesù ed ha per iscopo di ricondurre tutti all'unità della fede. Il generale dell'ordine ha un ammonitore, ed egli è obbligato <a> muovere le sue imprese, benché i potenti del secolo il contrad<d>icano.

  Nella Società sono sei stati, cioè dei novizii, dei fratelli temporali, degli scolari, dei coadiutori spirituali, dei professi di tre voti e di quattro voti. Si ob<b>ligano a non accettare prelature se non sono costretti dalla Santa Sede.

  11. Sant'Ignazio determina i caratteri a conoscere un buon - 772 -pensante nella fede. "Nota -- dice egli -- se uno rinuncia al proprio giudizio, se loda la Confessione e la Comunione, lo stato religioso, la continenza, le astinenze, i decreti pontificii. Osserva in dottrina se segue di preferenza san Tomaso, se parla poco della predestinazione, se loda molto il timor figliale".

  12. Intanto che Ignazio in Europa, Francesco Saverio in oriente attraversa le terre sotto ai dardi del sole infuocato. In dieci anni compie tanto viaggio quanto basterebbe per girare cinque volte intorno alla terra.

  I bambini che egli battezza e che volano al cielo tosto di poi sono almeno mille in ogni anno. Paesi e popoli intieri in udirlo predicare sclamano: "Vogliamo il Battesimo che salva" ed egli vien meno perfino dalla stanchezza in versare l'acqua battesimale. Predicava perfino a seimila persone insieme adunate. In un mese convertì diecimila idolatri. Quando per tre nello stretto di Ceylan ha dinanzi a sé la vista di morte, egli chiama da cielo l'assistenza di tutti i santi e libera sé ed i suoi da naufragio.

  Così il giudizio del Signore operava anche in mezzo ai pagani in favore delle loro anime, in premio di quelle opere buone che [269] nell'ordine della umana natura gli onesti porgevano a Dio. Ed in Europa, mercé la fede e le opere pie di molti cristiani fedeli, il Signore nel suo giudizio di misericordia suscitava i santi ad accrescere il fervore di carità. Le persone e le opere dei santi preparano il monumento della salute universale, il sacrosanto Concilio di Trento.

 

Riflessi

 

1. Nel giorno di battaglia si esperimenta il valore dei soldati.

2. Giulio ii e il Concilio di Laterano.

3. Leone x. Schinner vescovo di Sion.

4. Leone x e Francesco i a Bologna.

5. Contro la stampa rea e contro l'usura.

6. Nicasio <di> Voerd e Carlo Fernand ciechi. Santi numerosi.

7. Santa Catterina.

- 773 -8. Santa Teresa.

9. San Gaetano da Tiene. San Girolamo Emiliani. San Giovan di Dio. San Pietro d'Alcantara.

10. Sant'Ignazio e la Compagnia di Gesù.

11. Caratteri a distinguere un cristiano fedele.

12. Il Saverio in oriente.

 





p. 764
391 Sal 118(117), 6.



392 Probabilmente: gli alemanni; cfr. nota 380.



p. 766
393 Originale: Triulzio; cfr. Rohrbacher XII, p.393 Originale: ; cfr. Rohrbacher XII, p. 22.



394 Originale: Inspruk; cfr. Rohrbacher XII, p. 54.



p. 767
395 Originale: Malano; cfr. Rohrbacher XII, p. 39.



396 Originale: Nicosio Voerd a Malines e Carlo Fernando, ripetuto nei Riflessi; cfr. Rohrbacher XII, p. 83.



p. 768
397 Gal 2, 20.



p. 769
398 Originale: Trovandosi.



p. 770
399 Originale: anni; cfr. Rohrbacher XII, p. 255.



400 Originale: Mericci; cfr. Rohrbacher XII, p. 270.



401 Originale: Quirizani; cfr. Rohrbacher XII, p. 273.



402 Originale: Liegi; cfr. Rohrbacher XII, p. 521.



p. 771
403 Diversamente in Rohrbacher XII, p. 571: «Francesco Saverio [...] partì da Lisbona e vi lasciò Simone Rodriguez».



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma