Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (III)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO III

LXXXIX. Virtù della Chiesa di Gesù Cristo

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LXXXIX.

Virtù della Chiesa di Gesù Cristo

  1. [283] La virtù della Chiesa di Gesù Cristo è quella di vivere sino alla fine quaggiù allo scopo di regnare perpetuamente nel paradiso. Non temete, le porte d'inferno non prevarranno giammai418. Non temete, Gesù ha pregato per la sua Chiesa ed egli è perennemente colla sua Chiesa. Quand'ella come la navicella di Pietro sembra sommergere, allora segno è che già il Signore dispone un aiuto poderoso. La virtù della Chiesa è di vivere sino alla fine e di operare. Vive ed opera la Chiesa per il perfezionamento dei santi, pel lavorio del ministero, per l'edificazione del corpo di Gesù Cristo419.

 

  Scorgiamo questa verità consolantissima negli avvenimenti che segnano le lotte ed i trionfi della Chiesa nell'ultimo scorcio del secolo decimoquinto. Premetto un'osservazione: Iddio creò gli angeli e questi in qualche numero caddero e vollero convertirsi in demoni che alla loro volta fecero cadere Adamo ed Eva. Ma il Signore, che non perdonò alla malizia degli angeli superbi, pose riparo alla fragilità d'uomini peccatori e mandò a loro custodia un angelo e venne poi egli, il re degli angeli Gesù Cristo, che i suoi di Betlemme non vollero ricevere e che Erode provossi per uccidere. Ma trent'anni di poi, ad un Erode gli è presentato Gesù, che alla presenza di un superbo nega <di> operare miracoli celesti. Allora è condannato al Calvario ed egli vi ascende e muore ed è sepolto. Ma gli apostoli suoi si diffondono per tutta la terra e inducono colla semplice parola riverenti gli uomini alla croce di Gesù. [284] Che è questo?... Quel crocefisso risorse per virtù propria. Egli è il vero Figlio di Dio e vero figlio di Maria. Nol dubitate giammai! Gesù è l'onnipotente e il misericordioso che accompagna la Chiesa, o congregazione de' suoi seguaci, attraverso al sangue dei martiri e trionfa in mezzo al - 786 -tripudio dei bestemmiatori, vittoriosa nei sacri concilii. Dovunque la Chiesa incontra un combattimento, ivi aduna un trionfo.

 

  Molto ebbe a soffrire in Europa per le empietà dei luterani, ma or eccola ritornare sulla via di un gaudio trionfale. Scorgiamo parte a parte il trionfo della Chiesa del divin Salvatore. In capo è Gesù Cristo che ha scritto in fronte le due lettere alfa ed omega, principio e fine. Il divin Salvatore ripeté a tutti: "I combattimenti e le vittorie sono per il perfezionamento dei santi, pel lavorio del ministero, per l'edificazione del corpo di Gesù Cristo"420.

 

  2. Tutto è per il perfezionamento dei santi. Fu un nel quale il prete Filippo Neri in Roma si rivolse a Cesare Baronio che ritornava d'aver accudito ai lavori di cucina e gli dice:  "Tu, che non volesti assistere fra i cardinali, adoperati a modo mio. In quella che, anno per anno, tu esponi nelle conferenze dell'Oratorio le lotte ed i trionfi della Chiesa, tu poni attenzione per descrivere ed esporre al mondo universo il nome e le opere dei santi di Gesù Cristo". "Io te lo impongo", replicò Filippo. Cesare Baronio chinò il capo e anni di poi ritornò a Filippo con gran carico di volumi in folio dicendo:  "Ecco gli Annali della Chiesa. I luterani nel libro delle Centurie di Maddeborgo attesero con calunnia per vilipendere il nome e le opere dei santi; questi sono gli eroi nella società cristiana, i grandi del regno dei cieli. Aprite e leggete e mostratelo pure al mondo: eccolo il campo dei figli di Dio e l'esercito dei militi di Gesù Cristo".

 

  A questo lavoro gigantesco del Baronio aggiunse un lavoro considerevole di continuazione il Surio421 da Lubecca [285]e altro lavoro più gigantesco adunò Giovanni Bollando di Tirlemont422 e compagni. In aggiunta si addizionarono i santi dell'ordine di san Benedetto. Tutto questo costituisce l'armata del Signore; or chi la può enumerare?

 

- 787 -  Volgiamo un'occhiata ai santi che illustrarono lo scorcio del secolo decimoquinto e da ciò argomentiamo alla copia dei santi che decorarono la stessa Chiesa in tutti i secoli passati.

 

  San Filippo Neri nacque in Firenze nel 1515 e si disse per tempo il buon Pippo. Cresciuto tant'alto, sapeva entrare nel santuario del cuore di Gesù Cristo e attingerne tanta fiamma d'amore da dover poi esclamare: "Basta, o Signore, od io me ne muoio di puro contento". Si trovò che il cuore in balzargli nel petto ruppe due costole, e lui Filippo starsene perpetuamente olocausto d'amore dinanzi a Dio. Le parole di Filippo erano dardi d'amore, i suoi sguardi raggi di fuoco. Commoveva i cuori più indurati, i cuori giusti portavali nell'aere puro di contemplazione.

 

  Istituì l'Ospedale e la Confraternita della santissima Trinità, <che> nel giubileo del 1600 e nello spazio di pochi giorni ospitò 444500 uomini pellegrini e 25000 donne pure pellegrine; né diceva mai basta per soccorrere ai poveri ed ai viandanti. Adunò intorno a sé un'eletta di sacerdoti; spesso vedeva gli angeli mettere sulle loro labbra discorsi acconci per gl'infermi e parole confortanti ai moribondi. Filippo fu ordinato sacerdote in età di 36 anni. Convertì in gran numero ebrei ed eretici infedeli e cristiani peccatori.

 

  Essendo in riva sopra un colle di Roma, il Quirinale, si abbattè in due personaggi con i quali si abbracciò teneramente. Filippo non parlava; gli altri due se ne stavano muti e intanto si facevano infiammati in viso. Erano san Felice <di> Cantalice e il beato Raineri. Il primo soleva dire: "Io non conosco che cinque lettere [286]rosse, le piaghe di Gesù Cristo, ed una lettera bianca, la beata Vergine". In passare per Roma il popolo si accalcava spesso intorno a lui ed i cardinali arrestavano le proprie carrozze per vederlo. Il beato Raineri edificava parimenti con invitto esempio di eroiche virtù.

 

  3. In Olanda diciannove religiosi di san Francesco nella lotta raccolsero palma del martire.

 

  Il beato Simone di Lipnicza423 pellegrinò in cerca di santità - 788 -fino a Terra Santa. Il beato Nicola Fattore da Valenza e san Pasquale Baylon d'Aragona erano istruiti da Dio nelle vie della salute. Pasquale fu pastore e dicevasi comunemente il santo pastorello. Ricevuto fra' religiosi francescani, fu spesso nella via battuto con pietre dai malestrui e due volte fu in carcere perseguitato per amore della giustizia. Verificavasi quello d'Isaia che dice: "Dio renderà i suoi deserti come luoghi di delizia e la sua solitudine come giardino del Signore. Gaudio e letizia sarà con lei, rendimento di grazie e voci di laude"424.

 

  Operavano prodigi insigni il beato Sebastiano <di> Apparizio, il beato Andrea Ibernon, san Serafino di Monte Granaro, san Francesco Caracciolo, istitutore dei Chierici regolari minori i quali vivono in mortificazioni molteplici ed hanno per iscopo di evangelizzare i poveri.

 

  4. A questi tempi Teresa, santa, taumaturga, profetessa, riformatrice del Carmelo, autrice distinta, ella è come un dottore della Chiesa. Scrisse per ordine del suo confessore La via della perfezione e Castello dell'anima. Iddio purificò il cuore di lei a mezzo di malattie atroci nel corpo, di patimenti tenebrosi nell'animo, finché la fece istitutrice di molteplici case e riformatrice dell'ordine carmelitano.

 

  Due sacerdoti in Durvello di Spagna abitavano una capanna ed uscivano scalzi ed entravano con il mantello coperto di neve a predicare nelle chiese. Edificavano con i discorsi e con l'esempio. Erano mandati [287] da san Giovanni della Croce, che si fece compagno a Teresa nella riforma dei religiosi del Carmelo.

 

  San Giovanni provò pene interne amarissime, sostenne improperii e prigionie, ma era costante in proporre: "Io non voglio che soffrire ed essere dispregiato per voi, o Salvator mio". Scrisse Della notte oscura, Della salita al Carmelo, Cantico del divino amore, La viva fiamma d'amore, poesie sacre, consigli e lettere spirituali.

 

  Teresa voleva che le sue figlie stessero allegramente e componeva ella medesima poesie, inni e scriveva spesso motti - 789 -arguti. Carteggiava con Catterina, la educatrice dello infante d<on> Carlo, donna di austerissima vita e di santità consumata.

 

  In Ispagna edificava coll'esempio e cogli scritti il ven<erabile> Giovan d'Avila, il quale per tanti suoi libri che espose ad ogni ceto di persone meriterebbe <di> essere annoverato fra i Padri di santa Chiesa. Luigi di Granata descrisse la vita di Giovan d'Avila e fu autore di opere predicabili carissime a san Carlo Borromeo. Il beato Bartolomeo de' Martiri fu arcivescovo di Braga e tale che, vedendo un pastorello resistere alla procella per guardare il suo gregge, propose <di> offerir egli la vita sua per le pecorelle alle sue cure affidate.

 

  Questi santi personaggi traevano i popoli ad ammirarli. Teresa spesso fra via era incontrata da folla di gente che si prostravano per essere da lei benedette. Un contadino se ne venne con la famiglia e con il gregge suo.

 

  5. In Italia santa Catterina, nota maggiormente sotto il nome di Maria Maddalena de' Pazzi, fanciulletta in Firenze, piangeva di tenerezza in istruire le fanciulle ignoranti. Avanzatuccia, si votò in perpetua verginità ed ebbe per norma di aver rettitudine di intenzione in tutto, di aver tant'occhi quante anime intendeva salvare, di non avvertir in veruno un difetto [288]qualsiasi se non pienamente accertato, di essere umile e mansueta e di imitare per quanto si può le massime e gli esempi di Gesù salvatore.

 

  Santa Catterina Ricci da Firenze a 25 anni fu priora perpetua nel monastero di san Domenico e per alta fama di sua santità era visitata da principi. La beata Maria Bartolomea Bagnesi tremava ad ogni apparenza di peccato.

 

  Nell'ordine teatino fiorivano sant'Andrea Avellino, il beato Giovan Marinone, il beato Paolo d'Arezzo. Lorenzo Scupoli scrisse Del combattimento spirituale. Il beato Alessandro Sauli, amico a san Carlo Borromeo, predicava in Milano in pub<b>lica piazza e fu vescovo ad Aleria in Corsica, addivenuta già per diuturno abbandono terra barbara. Era salutato angelo di pace ed espose Avvertimenti e trattenimenti al clero.

 

  6. La vita di san Carlo Borromeo è come il manuale di tutti i vescovi. Nel 1565 incominciò il primo concilio provinciale, - 790 -al quale assisterono il celebre Girolamo Vida e Nicola Sfondrato vescovo di Cremona, che fu poi Gregorio xiv. San Carlo fu legato a latere per tutta Italia.

 

  La sua casa era come una comunità religiosa e diede 12 vescovi, alcuni nunzi e più altri personaggi illustri. Leggeva in ginocchio la Sacra Scrittura, contentavasi di un pasto al giorno, si copriva di cilizio, dormiva poche ore sopra una seggiola, si confessava in ogni e per ossequio alla santissima Eucaristia non parlava dalla sera fino al mattino, dopo aver celebrato la santa Messa.

 

  Per riformare il clero, i religiosi, il popolo, durò fatiche incredibili, ma con l'opera e con la pazienza ottenne. Miracolosamente fu salvo da un'archibugiata di tal Farina apostata. Descrisse il suo epitaffio così: "Carlo, cardinale del titolo di Santa Prassede, arcivescovo di Milano, implorante il soccorso delle preghiere del clero, del popolo e del sesso divoto, ha scelto questa tomba da vivo ancora". Fu poi aggiunto [289]questo: "Visse 46 anni, un mese e un giorno; governò la Chiesa 24 anni, 8 mesi, 24 giorni. Morì il 4 novembre 1584".

 

  La salma di san Carlo riposa sotto la mensa di un altare d'argento massiccio, in un tempietto con volta coperta d'argento, appesevi lampade d'oro e doni preziosissimi di re e di principi molteplici.

 

  Il Sassi diede in luce le opere del Borromeo in cinque volumi in folio. La Biblioteca ambrosiana conserva trentun volumi di lettere, atti dei concili provinciali e diocesani, editti, istruzioni, istituzioni, quadri, formole, regolamenti, in cui si scorge viva l'incarnazione del Concilio di Trento. Le opere di san Carlo Borromeo dovrebbero essere più conosciute; esse meriterebbero di stare a lato delle opere di sant'Ambrogio.

 

  San Luigi riceveva la prima comunione da san Carlo. Entrato novizio della Compagnia di Gesù, vi moriva nel 1591 d'anni 23. La madre avventurata viveva tuttavia quando fu santificato.

 

  Da<lla famiglia> Lenzuoli, parente425 di Alessandro vi, - 791 -venne san Francesco Borgia che fu detto il miracolo dei principi. In seppellire il cadavere di Isabella a Granata <si> risolve a lasciare il mondo. Mortogli il padre e la consorte, il pontefice lo propone al cardinalato, ma Francesco s'affretta alla religione per esercitarsi da umile novizio in ogni vile ufficio. Succedé al Laynez e fu terzo generale della Compagnia.

 

  San Stanislao Kostka426 come san Luigi è esempio carissimo ai giovani.

 

  7. Nel medesimo tempo per l'opera del ministero santo Bellarmino scriveva Corpo di controversia, Gram<m>atica ebraica, Commento sui Salmi che è il migliore di tutti, un Catechismo che è di tutti il più diffuso. Suarez scrisse Della perfezione cristiana427. Il [290] Toleto, prodigio d'ingegno, scrisse pure e trattò opere utilissime.

 

  8. Sul solio pontificio poi incominciava una serie di pontefici irreprensibili che continua tuttavia da tre secoli. Ciò è meraviglia non mai veduta in altro trono della terra.

 

  Gregorio xiii riceve ambasciate dal Giappone. Sisto v, divenuto poi perfin proverbiale per tanta sua fermezza in punire i tristi, fu dapprima inquisitore generale a Venezia ed or pontefice sommo. Egli abbellì la città, scavò l'obelisco che si ammira avanti San Pietro ed eresse le colonne di Traiano e di Marco Aurelio. Riformò 15 congregazioni e fissò cardinali al numero <di> 70.

 

  Urbano vii, già Giovan Battista Castagna, in morire ringraziava Dio che il levasse presto da un ministero tremendo, nel quale avrebbe potuto commettere degli errori. Gregorio xiv, originario milanese, afflitto da gotta veniva guarito in toccare la mano di san Filippo Neri.

 

  Finalmente nella Chiesa tutto è per l'edificazione del corpo di Cristo.

 

  <9.> Il cardinal di Lorena in modo assoluto e senza riserva accettò il Concilio di Trento, che poi entrò nella Francia come - 792 -legge di Stato. Il più dei regni d'Europa ed altri d'America imitarono questo esempio.

 

  Il Tridentino determinò corte d'appello e di cassazione per risolvere le quistioni dubbie. Regolò il catalogo dei libri proibiti che trattano in modo deciso massime eretiche, ovvero che destramente ve le insinuano o che comunque feriscono la buona morale ed i costumi. Il governo civile sorveglia le farmacie perché distribuiscano buoni rimedi; non deve anche il potere ecclesiastico visitare le farmacie morali, i libri che tanto di veleno possono infiltrare in cuore alle masse del popolo?   [291] La sacra liturgia era scaduta assai ed il sacro concilio la ristorò. Nella chiese si usava musica teatrale: il concilio dapprima e i pontefici di poi erano in quella di abolire qualunque suono musicale, quando la Provvidenza suscitò tal Palestrina, il principe della musica sacra, il quale in capo ai suoi manoscritti scriveva sempre: "Aiutatemi, o Signore!" La melodia del Palestrina finalmente fu adottata.

 

  10. Gregorio xiii trovò che il corso del sole428 intorno all'eclittica non impiegava già giorni 365 e sei ore, ma giorni 365 e ore cinque e minuti 49. La differenza di 11 minuti aveva spostate la Pasqua e l'ordine delle feste nella Chiesa. Gregorio adoperossi con molto studio e ottenne la riforma dell'errore incorso. Fissò dunque il calendario per tutta la Chiesa e insieme tracciò il Martirologio, corresse il Breviario, il Messale, il Pontificale, il Ceremoniale ed il Rituale e deputò una congregazione di cardinali per l'ordinamento dei riti santi. Pio iv descrisse costituzione per determinare la residenza dei vescovi.

 

  San Pio v, nato a Bosco d'Alessandria, fu già religioso domenicano e inquisitore della fede a Como, nella Valtellina, a Chiavenna, a Coira, a Bergamo, dove scacciò un pastore mitrato eretico. Convertì eretici ed ebrei e fu poi vescovo e cardinale a Mondovì, finché costretto <ad> accettare il solio pontificio protestò <di> voler convertire in magnificenza di carità i - 793 -banchetti di prodigalità che erano in uso all'elezione pontificia. Il marchese Del Maino venne <ad> offerirgli la signoria di Bosco d'Alessandria. Rispose il pontefice: "Andatevene; che cosa vi potrei io dare in compenso? Il patrimonio di san Pietro non è cosa di cui io possa disporre". Un contadino del suo paese venne <ad> offerirgli un barile di vino dicendo:  "Questo è di quella vigna di cui diceste già che mai avreste assaggiato vino. A quell'epoca non eravate infallibile e questo vino ne è prova". Pio rise e accettò. Si udì allora una [292] voce che mormorava: "Homo factus est". San Pio arrossò e disse: "Vero, vero: il pontefice, il vescovo, il sacerdote, il cristiano dev'essere tutto di tutti e guardarsi anche dall'apparenza di un'accettazion di persona".

 

  Riformò la casa sua a mo' di convento e favorì in modo egregio la pietà in Roma e nel mondo. Un tedesco illustre, che aveva inteso essere Roma città viziosa come una Pentapoli, venne <a> vedere e ritornò poi gridando a tutti: "Roma non è Babilonia confusa, ma è davvero Gerusalemme santa".

 

  San Pio v fu il salvatore dell'Europa contro all'impeto dei musulmani. Questi già nel 1585 avevano assaltato Malta. Fra Lavalette a 70 anni incoraggia i suoi, opera prodigi di valore, perde in qualche scontro ma supera in altri, ed egli in nome di Gesù Cristo, che sempre ebbe in cuore e sulle labbra, con 8500 soldati uccide trentamila saraceni e mette in fuga i restanti e dov'era Sant'Elmo429, fortezza rovesciata dai turchi, egli erige la città di La Valletta.

 

  A Solimano ii, il più famoso imperator turco, succede Selim ii Ubbriaco, che viene in testa a terribili eserciti di apostati albanesi, croati, greci, ungheresi, calabresi. Selim ii aveva giurata pace, ma secondo il vangelo di Maometto tal giuramento non tiene se non si crede di utile materiale all'impero. Selim tradì la fede. Assale e conquista Cipro, abbatte Nicosia e Famagosta, dove i cristiani colti all'improvviso periscono in maggior numero. Bragadino430 venne scorticato - 794 -vivo e il suo corpo in quattro pezzi fu attaccato ai carriaggi turchi. Vittoriosi marciavano sopra Venezia per procedere fino a Roma.

 

  San Pio v ordina preghiere e geme egli stesso come un angelo di pietà. Nello stesso tempo infiamma la Cristianità e ottiene che Giovan d'Austria si affretti in capo ad un'armata che si dispone al combattimento in Lepanto, dopo aver partecipato allo altare dei santissimi Sacramenti. I turchi erano di gran lunga superiori in forze ed [293] avevano in favore gli elementi del sole e del vento. I cristiani parevano perdenti, quando all'invocazion più viva e generale del nome di Maria il vento porta le colonne di fumo sulle navi nemiche. Queste cadono nel mezzo delle navi cristiane, che benché poche di numero si fanno più potenti per valore e affondano in parte l'armata turca e nell'altra parte la disperdono. In quest'ora medesima, quinta pomeridiana del giorno 7 ottobre431 1571, Pio v in Roma sorge dall'orazione e grida: "Lode a Dio ed alla Vergine. Preghiamo tutti e ringraziamo il Signore, ché i cristiani hanno vinto. L'Europa è salva".

 

  Francesco Borgia, Malta difesa, frate Lavalette, Lepanto e Giovan d'Austria in certo modo terminano l'opera delle crociate, di Carlo Magno, di Carlo Martello, di Goffredo, di Tancredi, di san Luigi. Scorgiamo ora in ispecie le lotte che si combatterono nella Inghilterra ed in Francia.

 

  11. Nella terra inglese una regina Elisabetta con otto mariti e che poneva a morte chi diceva i figli naturali non esser legittimi eredi del trono, questa si faceva chiamare regina vergine e voleva che alla sua presenza i cortigiani stessero genuflessi. In Iscozia era la cugina Maria Stuarda, santissima donna che, lasciata con immenso cordoglio la Francia, veniva per ricevere la corona di Scozia, ben prevedendo che questa le avrebbe circondato le tempie come una corona di spine.

 

  Fu vero perché Elisabetta, la regina vergine di otto mariti, fu altresì agnello mite come una tigre sanguinaria. Il suo diletto - 795 -era spogliar chiese e abbat<t>er monasteri, non solo, ma tagliar teste di duchi, di principi, di vescovi, di sacerdoti, che si opponevano alle sue scelleratezze. Sancì la pena di morte contro qualsiasi sacerdote o religioso che venisse da fuori; la pena di morte fissò contro un candidato che si fosse osato ordinarlo sacerdote. Allora il coraggioso Allen Guglielmo istituiva seminari allo esterno dello Stato. [294] Filippo ii, che avrebbe voluto discendere a punire la sanguinaria, perdette l'armata detta Invincibile, la flotta di mare più poderosa che s'aveva.

 

  Intanto Elisabetta ordinava segretamente società perché e nella Inghilterra e nella Scozia chiedessero la morte di Maria Stuarda. Ordì tal trama per cui fosse giudicata rea della morte del proprio marito. Era il giorno 8 febbraio 1587. Le campane da 24 ore suonavano a festa in Inghilterra e nella Scozia. Ad ore otto di quel mattino Maria Stuarda con cuore di una vera martire del Signore sclamò:  "Muoio innocente! Perdono a tutti! Godo in spargere il sangue per la fede!" In questo istante la vittima offerta fu sacrificata. Elisabetta in udire finse <di> desolarsene e per coprire la sua ignominia, fece impiccare i principali che avevano cooperato alla morte di lei. Infame Elisabetta! Avevala tenuta prigione 19 anni e Maria Stuarda, giammai sospettando che Elisabetta fosse una lupa, veniva a lei come agnello a lambirle le mani.

 

  Nella Inghilterra i supplizi ed i martirii furono senza confine; la Riforma si era costituita in modo di rapina ordinata. Sorga un neofito della Chiesa inglese, esponga a vista di tutto il mondo lo splendor dei martiri del suo paese e segni più distintamente con marca d'obbrobrio Elisabetta e gli infami della Riforma luterana!

 

  12. In Francia avvennero altresì lotte sanguinose. Era la nazione lacerata da tre partiti. I cattolici in maggior numero sostenevano la ragion del vero. Dicevano: "Noi non vogliamo un re che non sia cattolico. Vogliamo essere i sudditi fedeli di Carlomagno, di san Luigi e della Chiesa di Roma. Il nostro re lo vogliamo conoscere ed eleggere noi come n'hanno giurato i nostri, durando Carlo il Grande. Iddio è il solo sovrano e il - 796 -suo Cristo. Non è podestà se non da Dio432, benché da Dio non sempre sia l'uso del potere; interprete in ciò è la Chiesa cattolica. Il Signore è l'essere più buono e supremo; via da noi gli ugonotti [295]che ci vogliono far credere Dio un tiranno che castiga anche per le opere buone, un essere vizioso che è autore del male".

 

  Gli ugonotti o confederati erano in qualche numero ed erano sparsi nelle diverse provincie di Francia. Avevano disseminato orrori e stragi esecrande. I cattolici adunque li batterono in Parigi dal 1550 al 1600 e di poi a Vassy. Il contestabile Montmorency433, il maresciallo Sant'Andrea, il duca di Guisa pugnavano contro il Condé ed il Coligny434, capi ugonotti. Il duca di Guisa strappa Orleans agli ugonotti, Carlo ix rientra in Parigi difeso da una selva di armati; opera un colpo di stato suggerito al momento, e nella notte del 23 al 24 agosto ordina la strage degli ugonotti nella Francia. Secondo la politica di oggidì egli si difese legittimamente; secondo la politica di Lutero operò ottimamente. Secondo la politica cattolica Carlo ix coniò medaglia con questo motto: Virtus in rebelles, pietas excitavit justitiam, ma della strage di san Bartolomeo se ne dolse amaramente in cuor suo.

 

  Tre rampolli di Carlo ix seguendo la politica del Macchiavelli attendono per rovinare la fede. I cattolici vengono a sapere che l'un d'essi perfino aveva detto: "Se non fossi ugonotto, mi farei turco". Tosto in Piccardia si incomincia una confederazione o santa lega nella quale si ascrivono i cattolici del popolo e della magistratura.

 

  Dal 1585 al 1587 si combatté la guerra dei tre Enrichi: di Francia, di Navarra, di Guisa. Enrico iii di Francia cade ferito e muore. Sisto v pontefice, confermando il parer della Sorbona che un re eretico non poteva comandare, minaccia di scomunica Enrico, se non si ravvede. Il re domanda pietà e viene assolto.

 

- 797 -  Era presente Enrico di Navarra. Or fu chi lo gridò Enrico iv di Francia, ma altri gli disse: "Vi grideremo, ma a condizione che facciate aperta professione di [296] Cattolicismo. Rispose Enrico: "Siete non poco importuni e indiscreti, nondimeno datemi sei mesi di tempo a provvedere". In questo tempo si dispone ad entrare in Parigi con 42 mila uomini. Ma il cugino suo il duca <di> Mayenne sclama: "Non sia che entri armato così, se non professa d'esser cattolico. Chi lo scaccerebbe di poi?" Egli s'oppose dunque con ottomila uomini e sostenne assedio crudissimo, nel quale avventurato chi poteva satollarsi con erbe degli orti o con di peggio, carcami d'animale. Ma erano invitti nel proporre: "Piuttosto morire che perdere la fede della Francia".

 

  Finalmente il duca di Parma si mosse in difesa degli assediati. Enrico per arrestarlo incontrollo e il duca a mezzo del fiume Marna introdusse quante vittovaglie bastavano alla città languente. Enrico riprese l'assedio e continuò per qualche anno una guerra di insidie, nella quale si distingue la "giornata delle farine". Un gesuita salva Parigi all'atto di un assalto improvviso. Enrico finalmente si rimette al pontefice ed agli Stati generali che Mayenne aduna nel 1593 in numero di 49 deputati del clero, 24 per la nobiltà, 55 per il terzo stato.

 

  In queste conferenze Spagna offerì ad Enrico ed alla Francia una regina, ma l'assemblea risponde: "Il re nostro lo eleggiamo noi". Enrico si sommise e gli Stati generali l'approvarono. Il Mayenne strinse la destra ad Enrico e disse: "Or non vi sono più avversario" e chinandosi soggiunse: "Sonovi anzi e sarovvi per sempre suddito fedele". Tosto di poi giurano sul santo Evangelo e ricevono il Concilio di Trento in legge dello Stato. Nondimeno il re dovette permettere che gli ugonotti con leggi e religioni proprie dimorassero come nazione nella nazione francese. Verranno presto due preti, Francesco di Sales e Vincenzo de' Paoli, i quali rimedieranno anche in particolare a questi mali del popolo e della nazione.

 

  13. Sciagure più irreparabili avvenivano nella Germania. Il motto d'ordine era questo: "Riconoscete per [297] la sincera, unica ed eterna verità di Dio la dottrina che è negli scritti di Lutero?" In seguito a ciò dal 1575 al 1603 l'Alemagna di - 798 -venne come un abisso d'inferno. I luterani divisi in più sette si azzuffavano435 come belve sguinzagliate. Si tagliavano a pezzi uomini e donne, si abbruciavano vivi, si facevano agonizzare nelle torture e intanto i capi motteggiavano, i magistrati sedevano al fianco a sontuose cene. Marat e Robespierre del secolo xviii li vedremo a questo confronto essere quasi agnelli al confronto di lupi. Furono torturati 440 mila, 309 flagellati, 474 appiccati. Al capitano <di> Grumbach fu strappato il cuore ed al cancelliere Bruck436 venne spiccato il capo per la sola colpa d'essere stati fedeli. I crudi dicevano far suonare il violino l'azione del torturare.

 

  14. Da tanto pervertimento fu salva l'Austria. La casa d'Absburgo437 fu liberata dalla saviezza del proprio re. Massimiliano ii tenevasi avanti gli occhi presso lo scrittoio questo detto di san Paolo: "Se Dio è con noi, chi può essere contro di noi?"438.

 

  Rodolfo ii giura in legge dello Stato i decreti del Concilio di Trento e s'occupa a commendare il buon frutto della scienza. Massimiliano, detto il Salomone dell'Alemagna, avanti assumere le redini del governo pellegrina ai santuari della Vergine. Ferdinando arciduca d'Austria, educato dai religiosi gesuiti, pellegrina più lontano al santuario di Loreto.

 

  I gesuiti faticano sotto la guida dei nunzi pontificii. Pietro Canisio, mandato a dirigere un collegio a Friborgo, è accolto con sospetto e poi è venerato come santo per 18 anni. Venuto un a Nimega439, sua patria, e facendo a gara i numerosi parenti per ospitarlo, egli conchiuse così: "Recatevi tutti dove io sono, nell'ospedal dei poveri; portate poi quanto vi aggrada. Io vi darò di ricambio un dono celeste, il Pane degli angeli, e giubileremo tutti nelle ore di un giorno fortunato".

 

  [298] Michele Baio da Lovanio rinnovava con errori sottilissimi l'eresia di Lutero, ma scoperto di leggeri fu condannato.

 

- 799 -Sosteneva lo scellerato, la grazia non esser dono sovran<n>aturale e che l'uomo, decaduto una volta, operava il male ed il peccato in tutto e sempre.

 

  15. Il santo Evangelo si propagava nelle Americhe e nelle Indie. In America erano già 5 arcivescovadi, 27 vescovi, 400 conventi. Nell'India, ed in particolare alle isole Azzorre, al capo di Comorino440 con il semplice e meraviglioso delle funzioni sacre si commovono vivamente i popoli alla fede.

 

  Il Ricci, religioso gesuita, con regalo di un pendolo e con la mostra di una carta geografica universale, entra in Pechino, si presenta al re e ottiene che la croce sia piantata nella capitale dell'impero celeste, che un'arciconfraternita di Maria onori il centro della popolosa città.

 

  La luce e la virtù di tutto parte dal cielo, si mostra a Roma nella persona del Vicario di Gesù Cristo e da essa si estende e si propaga a tutta la terra. A Roma in ispecie, alla fin di questo secolo è uno specchio di virtù e un prodigio di operazioni sante. Il cardinale Gallio di Como è tutto nelle opere pie e nelle fondazioni di carità. Rusticucci, Santorio, Sirleto sono emuli di Carlo Borromeo, di Federico Borromeo. Il Bellarmino, il Baronio seguono al fianco di Filippo Neri per seguirne più davvicino gli esempi santi. Un cardinal Tosco441 si sarebbe eletto al pontificato ma non lo si volle per questo solo, che di qualche volta gli sfuggivano lombardismi in discorrere. Impossibile trovare tanta virtù intorno e sopra qualsiasi trono del mondo. Quest'alta meraviglia è il buon effetto di quella virtù celeste che fino <d>a principio abbiamo detto essere nella vita della Chiesa di Gesù Cristo.

 

Riflessi

 

1. [299] Nella Chiesa di Gesù Cristo tutto è per l'edificazione del corpo di Gesù Cristo.

- 800 -2. San Filippo Neri e Cesare Baronio. San Filippo, san Felice da Cantalice e il beato Raineri.

3. In Olanda 19 martiri francescani. Santi personaggi sparsi nella Cristianità.

4. Santa Teresa. San Giovanni della Croce.

5. Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Santa Catterina Ricci.

Il beato Alessandro Sauli...

6. Opere di san Carlo Borromeo. San Luigi Gonzaga. San Francesco Borgia.

7. Opere del Bellarmino e di Suarez.

8. Serie illustre di pontefici santi.

9. Accettazione del Concilio di Trento. Indice dei libri proibiti. Regole liturgiche.

10. Calendario di Gregorio xiii. San Pio v salva la Cristianità.

11. Patimenti e morte di Maria Stuarda.

12. Lotte per la successione in Francia. Guerra dei tre Enrichi.

13. Alemagna diviene un teatro di sangue.

14. Buon senso della casa d'Absburgo in Austria.

15. Diffusione del Vangelo nella America, nell'India, nella Cina.

 





p. 785
418 Mt 16, 18.



419 Cfr. Ef 4, 12.



p. 786
420 Cfr. Ef 4, 12.



421 Originale: Savio; cfr. Rohrbacher XIII, p. 43.



422 Originale: Tillemont; cfr. Rohrbacher XIII, p. 43.



p. 787
423 Originale: Lipnieza; cfr. Rohrbacher XIII, p. 50.



p. 788
424 Is 51, 3.



p. 790
425 Originale: discendente; cfr. Errata corrige.



p. 791
426 Originale: ; cfr. Rohrbacher XIII, p. 116.



427 Diversamente in Rohrbacher XIII, p. 124: «[Suarez fu] posto sotto la condotta del famoso padre Rodriguez, autore del trattatoconosciuto Della perfezione cristiana».



p. 792
428 Originale: ytrovò che gli astronomi antichi in misurare il corso del sole.



p. 793
429 Originale: ; cfr. Rohrbacher XIII, p. 135.



430 In Rohrbacher XIII, p. 136: «Bradagino».



p. 794
431 Originale: ; cfr. Rohrbacher XIII, p. 139.



p. 796
432 Rm 13, 1.



433 Originale: Montemorency; cfr. Nota 413.



434 Originale: il Gondé ed il Colligny; cfr. Rohrbacher XIII, p. 168.



p. 798
435 Originale: arruffavano.



436 Originale: Bruch; cfr. Rohrbacher XIII, p. 234.



437 Cfr. Nota 208.



438 Rm 8, 31.



439 Originale: Nunega; cfr. Rohrbacher XIII, p. 244.



p. 799
440 Originale: Comorin; cfr. Rohrbacher XIII, p. 246.



441 Originale: Tosca; cfr. Rohrbacher XIII, p. 250.



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