Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (III)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO III

XCIX. Metodo per fare il bene

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XCIX.

Metodo per fare il bene

  1. Quando la rovina del male sembra aver quasi rovesciato l'edificio della Chiesa, allora conviene farsi daccapo e l'una sovra l'altra riporre una pietra per riparare il santuario desolato delle coscienze. I buoni francesi sentironsi inspirati così in seguito al disastro della Rivoluzione ed essi ottennero mirabili effetti. Il buono spirito di fede conservavasi sovrat<t>utto nel popolo della campagna.

  2. Nella Francia vi erano molte par<r>occhie le quali erano come un convento benché senza mura.

  Dalla China lontana s'udì il lamento del missionario che diceva: "Qui con una lira si salva un'anima". Due povere operaie di Lione intesero il grido e istituirono l'Opera della - 916 -propagazione della fede, alla quale tenne dietro l'altra della Sant'Infanzia.

  In Parigi fu istituita l'Arciconfraternita dello immacolato Cuor di Maria per la conversion dei peccatori. Tosto tenne dietro l'istituzione del mese di Maria e insieme le Conferenze di san Vincenzo de' Paoli per soccorso dei poveri, e quella di san Francesco <Regis>669 seguì per la convalidazione dei matrimonii. Sorsero pure le Piccole suore dei poveri e più altre istituzioni di pietà e di beneficenza.

  <3.> A Bordeaux670 alcuni soldati si [422] unirono in società per mantenere i propositi seguenti: "Noi professeremo la fede cattolica senza rispetto umano, ci confesseremo, ci comunicheremo il più spesso possibile nel mese e nelle feste principali dell'anno. Ci adopereremo con diffondere buoni libri e buoni discorsi per giovare ai compagni d'arme e ad ognuno del popolo". La società si diffuse dalla Francia all'Alemagna, alla Spagna. Pio ix in vedere sclamò: "Ma questi soldati possono servire di modello ai religiosi".

  4. Nella Francia sorsero671 pure personaggi illustri in difendere i diritti della Sede apostolica. I vescovi erano considerati come i servi di tutti e il papa come il punto d'appoggio del governo civile. "Che è questo?", sclamarono i due fratelli Giovan Maria e Felice Lamennais. E impugnata l'arme della penna, scrivono in difesa della propia Madre. Tutti i dotti di Francia loro applaudono.

  Giovanni Lamennais inoltre istituisce la congregazione dei Fratelli dell'istruzione cristiana, e se ottengono di poter dimorare in numero di tre nello stesso luogo, con ciò solo fondano una casa regolare; se vengano solo in numero di due, vivono sotto la direzione del par<r>oco locale. Questi buoni religiosi si diffondono sovrat<t>utto nella Bretagna672. Dove essi sono ricevuti, ivi in ogni anno si istituisce un corso di spirituali Esercizii.

- 917 -  Carron, Legris673 Duval, Frayssinous, Bonald, Janson, De Maistre, Châteaubriand674 costituiscono con Lamartine il fiore dei dotti in Francia.

  Capo a dirigere il movimento cristiano a Roma è il De Maistre. Dettò il libro Del papa e della chiesa gallicana nelle sue relazioni col sommo pontefice. In questo libro discorre del papa nelle sue relazioni colla Chiesa cattolica e colla sovranità temporale. In terzo luogo espone del papa e delle relazioni di esso coll'incivilimento e colla felicità dei popoli, non che della sua relazione colle Chiese scismatiche.[423]

  De Maistre rivolto ai gallicani interroga in persona del pontefice san Giulio così: "Ignorate voi l'uso essere che prima ci sia scritto e che si decida qui ciò che è giusto?... Chi osa tenere un concilio senza l'autorità della Santa Sede fa cosa che non si è mai fatta e che non è permessa". E come il vescovo di Patara all'imperator Giustiniano, così De Maistre protesta: "Vi possono essere molti sovrani sulla terra, ma non è che un papa in tutte le Chiese dell'universo". E rivolto agli inglesi, De Maistre sclama: "Illustri inglesi, voi foste già i primi nemici675 dell'unità; a voi oggi è dovuto l'onore di ricondurla in Europa". Dell'Inghilterra il poeta Dryden aveva scritto: "Essa non è certo la sposa legittima, ma è la innamorata d'un re, e quantunque figlia manifesta di Calvino, pure non ha il volto sfacciato delle sue sorelle". L'episcopato inglese non è riconosciuto dai cattolici, non è ammesso dai protestanti, esso è nulla. La gerarchia anglicana è disgregata dal Cristianesimo.

  De Maistre scrisse pure: 1) Considerazioni sulla Francia; 2) Saggio del principio generatore delle costituzioni politiche e delle altre istituzioni umane; 3) Del ritardo della giustizia divina sulla punizione dei colpevoli. Scrisse pure Esame della filosofia di Bacone676 e più altre opere. Fu ministro di Stato a Torino e morì nel 1821.

- 918 -  Bonald677 fu contemporaneo a De Maistre. Egli visse vita patriarcale con i figli. Scrisse, benché con minor chiarezza del De Maistre, e rifiutò l'ufficio di educatore di Luigi Napoleone.

  Francesco Renato Châteaubriand678 nacque nel 1768. Non percorse la carriera ecclesiastica perché non gli parve sentir abbastanza chiara la vocazione al ministero sacro. Viaggiò in America e fu a Londra dove scrisse Saggio sulle rivoluzioni e Memorie d'oltre tomba, con più altri lavori. Scriveva a Luigi Napoleone di sentire per i discendenti di san Luigi al regno di Francia, e continuava: "Ma se Dio nei suoi [424] impenetrabili consigli avesse rigettato la stirpe di san Luigi, se i costumi della nostra patria non le rendessero possibile lo stato repubblicano, non è nome che si colleghi meglio del vostro679 colla gloria della Francia".

  5. Ma il gallicanismo con lavoro incessante, or segreto ed or manifesto, disponeva alla Chiesa le sue guerre di ribellione. Il cardinale De la Luzerne ebbe parte in ciò. Pretendevasi <di> rinnovare gli articoli organici senza escludere quello che è contrario alle massime ed alla dottrina della Chiesa. In questo grave negozio fu negli stessi maggiorenti della Francia un volere, ed un non volere, come è proprio di gente che non ha senno.

  Clemente xi nel 1706 scriveva:".E' cosa affatto intollerabile che vescovi, i quali da noi hanno ricevuto tutto, levino il capo contro di noi e rompano in minuzzoli i diritti della prima Sede, i quali non posano sopra l'autorità umana, ma sopra l'autorità divina... Guardate che non sia per questa ragione che, di poi un sì gran numero di anni, le vostre Chiese non hanno goduto di una vera pace, e non ne godranno mai a meno che, come dicevate voi stessi <non sono>680 molti anni, l'autorità della Santa Sede non prevalga per abbatter l'errore".

  Nel 1826 fu veduta per un tempo considerevole una croce in alto, descritta in bianco argentino, lunga cento piedi allo - 919 -incirca. Ne fu stesa relazione a Roma. Il pontefice rispose: "Considerando tutte le circostanze di questo avvenimento, pare che non si possa attribuire a nessuna causa naturale".

  I porporati aulici dicevano: "Siamo gallicani ma siamo cattolici". E il pontefice soggiungeva: "Voi finirete a non esser più cattolici, se vi ostinerete ad essere gallicani". Ma non uno mostrava lo zelo dei vescovi strettamente cattolici. Aviau681 vescovo di Bordò viveva in somma povertà, si faceva tutto a tutti con predicare nei luoghi più disgraziati. Godeva <di> celebrare sulla tomba di san Francesco Regis [425] sui monti del Vivarese682. Molti prodigi operaronsi sulla sua tomba.

  Quattordici prelati presieduti dallo arcivescovo di Reims mandarono in giro una soscrizione in senso gallicano, ma vescovi di massima strettamente romana aggiunsero: "Rispondiamo ad un appello cattolico adunato in Spirito Santo, ma un appello ministeriale, nel tempo in cui siamo, ci inspira troppa diffidenza".

  Frayssinous683 poi allo scopo di rannodare gli animi, specialmente del giovine clero, alle massime puramente gallicane si provò ad istituire una nuova Sorbona e ne ebbe dal re decreto di istituzione. Ma non ottenne esito. Incoerenza! Frayssinous aveva poco stante confessato che in nome delle libertà gallicane "la Chiesa di Francia fu messa a soqquadro, fu perseguitato e spogliato e messo in catene il pontefice romano"; Pio vii "con un capolavoro di sapienza" ha calpestato queste massime.

  In conseguenza della pratica e delle massime gallicane, il re Luigi xviii stando per morire sarebbe passato senza ricevere i santi Sacramenti, se una donna non avesse parlato con zelo. Nondimeno, morto, fu accompagnato senza clero ai sepolcri regii di San Dionigi.

  6. Carlo x, che vi succedé, fu buono ma fiacco sovrano, seguì le insinuazioni del vescovo Feutrier che poi fu trovato - 920 -sgraziatamente morto, tolse a perseguitare gli ordini religiosi e protestò di non riconoscere altri nello insegnamento allo infuori delle congregazioni legalmente istituite. Quando nel 1830 un avventuriero alemanno, sotto il titolo di duca di Normandia, e poi un furbo di Sciampagna si spacciarono sotto il nome di Luigi xvii, pretendente legittimo al trono, Parigi fu assediata. Carlo x rinuncia al trono e vi chiama il duca d'Orleans perché governi egli pure con il titolo di re. [426] La rivoluzione del 1830 trovò eco in Austria e nei Paesi Bassi.

  7. Grave contrasto fanno queste rivoluzioni con la tranquillità che è nelle Fiandre. Ivi sono frequenti i così detti beguinaggi o ritiri di donne fino al numero di settecento, che elettesi una superiora fanno vita quasi monacale, esercitandosi con i voti di religione al lavoro ed alla preghiera. In quest'epoca molte fondazioni siffatte erano in fiore.

  8. In quella vece le persecuzioni seguivano atroci nella Prussia. I vescovi di Colonia, di Gnesen <e> di Posen furono condannati alla carcere. La forza invitta addimostrata da questi illustri confessori della fede salvò la Chiesa nella Germania e alla lor volta fecero pericolare lo Stato. I governi, che attendevano per essere re e papa nel medesimo tempo, trovarono i popoli che ne scossero il giogo. A Berlino, non che ricevere i libri, i rituali, gli abiti dei luterani, mossero rivoluzione e non vollero più né papare, e costrinsero il sovrano a capitolare.

  In seguito a questi fatti, il Cattolicismo ebbe in qualche numero seguaci e protettori. Furono istituiti studi e periodici con il titolo di Alta critica per disputare in materia di religione. La molteplicità delle sette luterane aveva creato dubbi e dissoluzioni. "Il principio di tutte le cose -- scrive sant'Epifanio -- è la Chiesa". E sant'Agostino: "Io non crederei allo stesso Evangelo se non mi fosse presentato dalla Chiesa".

  Nel Wurtemberg684 e nel Baden erano una società di dugento preti i quali protestavano contro al celibato ecclesiastico.- 921 - Questi caddero in sì bassa stima del popolo che i fedeli a fine di confessarsi da sacerdoti di miglior fiducia valicavano i monti e recavansi in Alsazia e in Lorena. I buoni criteri del popolo salvarono685 i sacerdoti e la Chiesa in quei paesi.

  Il pontefice Pio vii mandò bolla Provida solersque per ordinare la provincia ecclesiastica dell'Alto [427] Reno, ma i principi seguendo le ostilità di Napoleone conclusero una prammatica segreta per opporre alle disposizioni pontificie gli articoli organici.

  Il principio di tutte le cose è la Chiesa cattolica. Nel 1843 apparve il libro di un protestante con questo titolo: Il protestantesimo che si discioglie da se medesimo.

  9. In Baviera e nella città di Monaco i dotti si adunano come un battaglion di combattenti. Moehler686 li precede e nella sua Simbolica paragona e discute le credenze dei cattolici e dei protestanti sopra ogni punto di controversia.

  In Austria la famiglia reale per vero fu buona e pia dal 1802 al 1848, ma il ministero favoreggiò le massime della rivoluzione, educò i giovani alla libertà nelle scuole e in quest'anno stesso 1848 a mezzo dei giovani l'imperatore fu costretto <a> fuggirsene, lasciando gli Stati in conquasso ed in disordine.

  In Alemagna le cose continuarono come in Austria. L'unione dei vescovi adunò conferenze e concilii che operarono il bene di quella nazione.

  10. La Confederazione svizzera, che è nel cuor dell'Europa, si compone di 22 cantoni con cinque diocesi. Il primo cantone cattolico è Lucerna. Il popolo vi è religioso assai, ma la borghesia seguì i principii della rivoluzione. Hurter, protestante, scrisse Ostilità contro la Chiesa cattolica <in Isvizzera>687 dal 1831 in poi.

  Uri, il più piccolo cantone con 14 mila abitanti, ha il convento o ricovero di San Gottardo, che rovinato dai francesi fu - 922 -rifabbricato nel 1837 e nel 1841, ritornandovi i religiosi cappuccini688. I popoli del Vallese689 resistettero all'invasione delle massime e degli attentati rivoluzionari, mentre che il governo di Ginevra istituisce un sistema aperto di persecuzione. Il parroco Marilley ne è scacciato dalla città in qualità di semplice pastore, vi è poi ricevuto in trionfo come vescovo.

  [428] I cantoni di Zurigo, con 238 mila abitanti, e di Berna, il più popoloso ed influente che novera fino a 400 mila abitanti, accompagnano le ostilità e gli articoli scismatici di Baden. Avrebbero strappato il ben della fede dal paese, ma il popolo vi si oppose con fermezza. Accorrevano uomini e donne a trascinare un albero che piantavano sul piazzale della chiesa e chiamavanlo albero del trionfo e insieme gridavano: "Morire, ma non perdere la fede", quando Berna prevedendo di ribellioni gravi chiamò i gesuiti perché insegnassero nei collegi.

  Il governo di Friborgo nel 1848 si protestava "protettore nato della religione" e dava ordine "di sottoporre alla preventiva approvazione dello Stato ogni mandamento pastorale... e di mettere la costituzione sinodale in armonia alle leggi e diritti dello Stato". E conchiudeva: "Noi non tollereremo che si insulti impunemente il popolo friborghese nelle sue istituzioni, che con opera sotterranea si cerchi di rovinarlo e di perpetuar la diffidenza, l'inquietudine ed il disordine".

  Rispose il vescovo Marilley: "Vero è che sono malcontenti in Friborgo, ma la causa siete voi che sopprimete i nostri istituti, che cacciate i curati dalle par<r>occhie, voi che pretendete <di> amministrare i diritti della Chiesa e farvi sovrani nelle materie religiose e centralizzare in oggetto di culto sacro. Non importa che diciate la costituzione legge suprema dello Stato, noi dobbiamo obbedire prima a Dio che agli uomini". Per questa risposta degna di un confessore della fede il vescovo di Losanna e di Ginevra fu incarcerato. Tosto comparve un appello agli svizzeri che diceva: "Si aveva torto a predire che sarebbe - 923 -assalita e malmenata sempre più la vostra religione? Preghiamo per il vescovo Marilley. Iddio manda le prove alle anime grandi".

  11. In nessun luogo però soffrono i cattolici come [429] in Russia. I cattolici vivono schiavi e son trattati come cosa. Gli imperatori Alessandro e Nicolò dal 1818 al 1831 proibirono di dare per testamento libertà. San Cirillo690 e san Metodio, che vi predicarono, insegnarono come base di dottrina evangelica il primato del romano pontefice che è il fondamento della religione, la rocca della fede, il portachiave del regno de' cieli, il principato degli apostoli. Quando Fozio gridò: "Chi è grande come il patriarca di Costantinopoli?", questo grido eccitò la ribellione anche nella Russia. Gli sciagurati rifiutarono <di> obbedire ad un padre ottimo, il pontefice di Roma, ed ora obbediscono ad un tiranno crudo, il re delle Russie, che tratta i suoi come una mandria di greggie.

  I cattolici stessi vivono, ma privi di vita. I sacerdoti ammogliati, detti papassi, contrastano colla miseria dacché il governo li lascia in penuria massima. Eglino si abbandonano al delitto e danno ai popoli esempio miserando.

  Catterina ii scriveva al governatore di Mosca: "Mio caro principe, non vi affliggete se i nostri russi non hanno alcun desiderio di istruirsi, e se l'ordine di istituire le scuole nel mio impero non è fatto per noi ma per l'Europa: è per sostenere presso gli stranieri la buona opinione che si ha di noi. Poiché dal momento in cui il popolo691 russo avrà veramente incominciato ad istruirsi, io non resterò imperatrice e voi non resterete governatore". Il santo sinodo poi pub<b>lica invero messali, rituali e registri, ma il fa per speculazione.

- 924 -  Sofferentissima è la Polonia dopo il 1768. Russia, Prussia, ed Austria, che la smembrarono, ebbero giurato di lasciarla in statu quo in materia di religione, ma Alessandro i nel 1818 cominciò da circoscrivere le diocesi. Catterina fece avvelenar lo sposo Pietro iii e attentò altrettanto ai danni della fede cattolica. Nelle sedi [430] principali furono introdotti traditori e lupi e dietro a questi, dal 1794 in poi, schiere di papassi e di soldati pretendevano <di> convertire a colpi di scudiscio. Rapivano il gregge dei cattolici, tagliavano loro il naso, strappavano loro i denti.

  Nicolò aveva disposto una persecuzione generale in Russia ed in Polonia, quando scoppiò la rivoluzione a Parigi che si estese nei Paesi Bassi ed a Varsavia. Nicolò affrettossi per sostituire la religion scismatica da Russia a Venezia692, ma non ottenne. La Polonia dal 29 novembre 1830 al settembre 1831 combatté intrepida per sé e per tutta Europa. Non potevano i meschini comunicar col capo della Chiesa, i sacerdoti vi erano derubati, i vescovi inceppati, l'insegnamento forzato e lo scandalo protetto nei conventi e nella disciplina ecclesiastica. Sclamavano i cattolici: "Noi vogliamo piuttosto morire che abbandonare la religione dei nostri padri!" A queste grida i soldati moltiplicavano le percosse, alcuni furono affogati sotto le acque di uno stagno gelato. I cattolici protestavano sempre più forte: "Se noi rimarremo senza preti, faremo le nostre preghiere in casa, ci confesseremo l'un l'altro, ma non abbiureremo la nostra fede. Ci si riservi piuttosto la sorte del santo Giosafatte: questo è quanto noi desideriamo".

  In Lituania, a Minsk, 34 religiose di san Basilio sono minacciate dal furore di Nicolò. Macrina693 la superiora parla alle consorelle così: "La morte quaggiù nelle persecuzioni e nelle lagrime e la gloria eterna nel cielo, o care figlie, o la vita - 925 -in questo mondo e la morte nell'altro: scegliete". "Noi morremo con voi", rispondono quelle.

  Tosto fu dato a Macrina un ordine nel segno di una medaglia con queste parole: "O lo scisma o lo sfratto del convento". E Macrina rispose: "Conservatela pur voi questa medaglia; essa figurerebbe male accanto alla mia modesta croce, e sopra di voi essa aiuta a nascondere il petto in cui batte il cuore di un apostata". [431] E partono a colpi di bastone sino a Vitepsk694. Una di esse in staccarsi dai santi altari era caduta morta. Furono flagellate con cinquanta colpi più volte in ogni settimana. Le intrepide ripetevano: "Per la vostra croce e i vostri patimenti, Gesù, salvate l'anima nostra!" Pregano a voce alta e poi a voce più fioca, finché il gemito si spegne. Allora i carnefici non percuotono più che un cadavere. Due caddero morte sotto le sferze di flagellazione, una fu arsa viva presso una stufa infuocata dalle figlie nere, donne di perduta fama.

  Né potendo ancor vincerle, sono chiuse in carceri separate e poi si vengono seducendo con dire una ad una: "Obbedisci, che anche la tua compagna ha omai detto di voler obbedire al sovrano". E rispondevano le eroine: "Egli mente, lo sciagurato mente, nessuna ha sottoscritto, ne sono sicura". E poi giungevan le mani a pregare: "Mio Dio, per la tua volontà noi portiamo queste catene; gradisci i nostri patimenti e ci sostieni sempre".

  Furono poscia condotte grondanti di sangue dinanzi la porta del tempio e costringevansi <ad> entrare per segno di apostasia, ma elleno stando intrepide sclamavano: "Pigliate questa scure, fatevi il nostro carnefice dopo essere stato il nostro pastore. Le nostre teste rotoleranno forse nella vostra chiesa, ma quanto ai nostri piedi, fino a che Dio ci darà un soffio di vita, non ne varcheranno mai la soglia".

  Siemaszko695 a tai detti getta infuriato le scure e ferisce nel capo una paziente, e appressandosi a Macrina le scarica in viso un rovescio di schiaffi e le fa uscir di bocca copioso sangue e in parte i denti stessi. E Macrina l'apostrofa dicendo- 926 -: "Questo è un trofeo degno di voi, conservatelo preziosamente, forse vi acquisterà qualche nuova onorificenza". Il vescovo apostata sviene per rabbia; il popolo intuona il Te Deum in ringraziamento. Poco stante il confessore apostata essendo briaco cadde in uno stagno e morì.

  [432] Le religiose che rimangono son condotte a Spas e son costrette ivi a lavorare per construrre un palazzo all'apostata e carnefice. Nove di loro muoiono sotto la fatica. Alle altre si per maggior tormento dapprima non altro che pesce salato senza bevanda e poi un po' di pane inzuppato nell'acqua una volta sola in due . Infine avvenne intorno alle innocenti una scena di sangue degna di estremo compatimento. Quattordici che sopravvissero ancora a tanti tormenti furono legate entro sacchi e poi messe a bagno in un lago gelato; né tuttavia morendo, furono fracassate con colpi sulla persona e poi incarcerate. Il Signore le guarì prodigiosamente. E stando di notte, mentre le guardie briache dormivano, fuggirono di prigione e venute sopra un alto muro, disse Macrina: "Sorelle mie, voi vedete che il Signore ha disteso un materasso appiè di questi muri, lasciamoci cadere sopra di esso". Saltarono entro la neve e di poi divise le une dalle altre presero sentieri differenti dicendo: "Ci troveremo nei confini della Prussia". Le pellegrine si travestirono, camminarono con immensi stenti, incontraron pericoli ma Dio le aiutò.

  Giunsero finalmente a Posen. Il vescovo della città ne descrisse con alta compassione il racconto di tanti lor patimenti e fece accompagnare le eroine a Parigi ed a Roma. Il sommo pontefice Gregorio xvi levò gli occhi al cielo, sclamò: "Quale crudeltà e quanta! E noi nulla ne abbiamo saputo e nulla facemmo in loro soccorso!" Chi avesse osato scriverne forse ne avrebbe avuto pena di morte. Sapeva il pontefice che Nicolò Paulowitch era un degno collega di Nerone.

  Francia ed Austria avrebbero ben potuto intervenire e arrestaregravi mali nella Russia e nella stessa Svizzera, ma lasciarono fare e così meritaronsi che sopra di loro medesime venisse l'effetto delle rivoluzioni del 1848. In Francia la dinastia degli Orleans non corresse il mal costume di impedire la Chiesa nel suo governo e si meritò il castigo di attentati [433]e - 927 -di morti improvvise nei regnanti. Il re Luigi Filippo, non potendo piegare alle sue pretese l'animo di monsignor Affre arcivescovo di Parigi, gli disse un : "Signor arcivescovo, vi ricordo che furono spezzate molte mitre". E l'arcivescovo a lui: "Questo è vero, o sire, ma Dio conservi la corona del re, poiché si son vedute spezzar ben anco molte corone". Luigi Filippo contava fra i primi sovrani d'Europa e sembrava al colmo della prosperità, quando il fuoco di ribellione scoppiò nel 1848. Parigi eruttò fiamme come un vulcano. In questo universale incendio appena poté scampare la vita con abbandonarsi a rapida fuga.

  Ed ora imparino quei che governano la terra. Le umane istituzioni cadono, la Chiesa di Gesù Cristo sta. Le rivoluzioni sono un castigo di correzione, sono un maestro del ben fare, ma fino a quando la società tarderà ad obbedire alla buona guida che l'ammaestra?

Riflessi

1. Le opere minute di bene ravvivano lo spirito di fede.

2. Opera della propagazione della fede e della Sant'Infanzia. Piccole suore dei poveri in Francia.

3. Società di soldati a Bordeaux.

4. Carron, Duval, Frayssinous, Bonald, Janson, Châteaubriand, De Maistre.

5. Gallicanismo in Francia; porporati aulici.

6. Carlo x.

7. Beguinaggi nelle Fiandre.

8. Persecuzioni nella Prussia.

9. Dotti nella Baviera.

10. Stato della Confederazione svizzera. Nel Vallese.

11. Patimenti dei cattolici nella Russia. Macrina e le gloriose sue compagne.





p. 916
669 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XV, pp. 383-384.



670 Originale: Berdeaux; cfr. Rohrbacher XV, p. 384: «Bordò».



671 Originale: corsero.



672 Originale: nella Gran Bretagna; cfr. Rohrbacher XV, p. 390.



p. 917
673 Originale: Legnì; cfr. Rohrbacher XV, p. 391.



674 Originale: Chäteaubriand; cfr. nota 635.



675 Originale: vescovi; cfr. Rohrbacher XV, p. 396.



676 Originale: Barone; cfr. Rohrbacher XV, p. 397.



p. 918
677 Originale: Bonaldi; cfr. Rohrbacher XV, p. 398.



678 Originale: Chateaubriand, ripetuto nei Riflessi; cfr. nota 635.



679 Originale: suo; cfr. Rohrbacher XV, p. 409.



680 Per l'integrazione cfr Rohrbacher XV, p. 425.



p. 919
681 Originale: Avian; cfr. Rohrbacher XV, p. 427.



682 Originale: Ghiense; cfr. Rohrbacher XV, p. 428.



683 Originale: Frayssinoux, ripetuto nel paragrafo; cfr. Rohrbacher XV, p. 436.



p. 920
684 Originale: Vurtemberg; cfr. Rohrbacher XV, p. 462.



p. 921
685 Originale: salvò.



686 Originale: Moheler; cfr. Rohrbacher XV, p. 465.



687 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XV, p. 466.



p. 922
688 Diversamente in Rohrbacher XV, p. 470: «Questi buoni padri [cappuccini] ne furono scacciati nel 1841 dal governo rivoluzionale, sedicente liberale, del cantone».



689 In Rohrbacher XV, p. 471: «Valese».



p. 923
690 Originale: per testamento libertà ad uno, e nessuno zitti! San Cirillo. Più chiaramente in ROHRBACHER XV, p. 488: «La popolazione intera [della Russia] è di cinquantacinque milioni d’abitanti; fra questi ben quaranta milioni sono schiavi [...] E per conservare questa schiavitù in tutto il suo rigore, gli ultimi imperatori e papi russi, Alessandro nel 1818 e Nicolò nel 1831, hanno con solenni decreti vietato di render mai la libertà ai servi per testamento».



691 Originale: governo; cfr. ROHRBACHER XV, p. 496.



p. 924
692 Più chiaramente in Rohrbacher XV, p.505: «Dappertutto, nell'Europa orientale, dal Baltico sino all'imboccatura del Danubio, del golfo di Venezia, dappertutto si eseguisce il piano di sostituir la Chiesa russa alla Chiesa romana, lo czar al papa».



693 Originale: Marina, ripetuto nel paragrafo e nei Riflessi; cfr. Rohrbacher XV, p. 511.



p. 925
694 Originale: Welepesk; cfr. Rohrbacher XV, p. 512.



695 Originale: Siemanko; cfr. Rohrbacher XV, p. 511.



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