Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un figlio illustre del popolo cristiano…
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UN FIGLIO ILLUSTRE DEL POPOLO CRISTIANO CENNI BIOGRAFICI INTORNO A FR<A> EUSEBIO MARIA DA DONGO VESCOVO IN HU-NAN

VIII. Palme gloriose

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VIII.

Palme gloriose

  [35]Nella storia dei santi martiri leggiamo fra molti questo avvenimento di conforto. Quaranta prodi soldati cristiani furono esposti nella notte di cruda vernata in uno stagno gelato presso a Sebaste. Dimoravano intrepidi e parevano fissare di la via che avrebbero tenuta in salire presto in alto.

Quand'ecco quaranta angeli celesti apparirono tenendo ciascuno una palma intrecciata a corona vaghissima. Quegli spiriti lieti sclamavano poi in dolce tripudio: "Ecco le palme che s'appressano ai forti!". Ritorniamo alla China e giriamo lo sguardo intorno. Mirabile a vedersi! Cento a cento e poi mille a mille si scorsero angeli celesti che, tenendo in mano palme gloriose e intrecciandole a corona di paradiso, le porgevano alla [36]destra o le riponevano in capo ai martiri santi. Quella fu l'ora più gloriosa per i figli del popolo chinese.

  Un figlio del popolo italiano, egli fra i molti nostri cresceva in virtù d'animo. Ritorniamo al figlio illustre del falegname Semprini di Dongo. Scriveva egli in data del 10 luglio 1860 da Ken-kion nella Cina: "Ebbi a provare i disastri che patir suole il missionario in queste parti, imperocché avendo questo gentile governo pubblicato un terribile editto contro alla nostra santissima religione minacciando la morte a qualunque sacerdoteeuropeo che cinese, io dovetti fuggire da luogo in luogo... I disastri e le pene che mi tocca a provare nulla mi paventano, e neppure il timore della morte... Continuo nelle mie fatiche. Di mese in mese si hanno neofiti novelli a battezzare... I cinesi spargono contro di noi ogni sorta di calunnie. Dicono che raccogliamo i bambini della Santa Infanzia per cavarne dai loro occhi oro fiammante... Minacciavano di voler distruggere tutti gli europei che sono nella China... Mentre le navi europee che si aspettano in [37]difesa si presentano nei porti di mare, probabilmente i pagani nello interno si rovesceranno sopra ai cristiani per promuoverne un massacro miserando".

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  Da Han-kiou-fu42 scriveva lo stesso alle Missioni Cattoliche: "Gli abitanti di Hu-nan odiano a morte gli europei e la loro religione, li calunniano e li perseguitano in ogni maniera.

In questi ultimi tempi la concitazione degli animi era tale che si trattava di un massacro generale degli europei, dopo il quale si sarebbero bruciate le loro case e le loro chiese. In una delle nuove cristianità del Siang-ni-scien43 il neofita Giovanni Lien-pen-kiao44, uomo semplice e pio, venne accusato di magia dai pagani di Su-kum45 e condotto al Zu-tan46. a colpi di bastone si voleva indurre ad accusare i cristiani rei di ogni sorta di nefandità, a rappresentarli come causa di tutti i mali. Si voleva poi costringerlo a rinnegare la fede. Rispose Giovanni: I cristiani fanno il bene e non fanno mai il male. Io sono cristiano e lo sarò sempre! Il suo sangue scorre a rivi, ma il suo coraggio non viene meno; i capi lo [38]condannano ad essere bruciato vivo. Fu innalzato un rogo ed entro fu gettato l'intrepido cristiano. Giovanni seguiva <a> cantar le lodi al Signore, finché si ricongiunse ai santi martiri nel paradiso".

  Intanto fra Eusebio Maria da Dongo dirigeva lo sguardo all'alto, vedeva in ispirito le palme gloriose che si disponevano a tanti martiri. Supplicava con pietà <che> non fosse egli solo risparmiato. Fra Eusebio anni addietro, e qui fra noi, aveva fatto sacrificio della propria vita con dedicarsi in Brescia47 alla assistenza dei colerosi. Oh, come di buon animo avrebbe dato il sangue per Gesù Cristo nello impero della Cina! Il cuore del confessore alla prova dei patimenti si infiammava vieppiù.

Parlava della morte come di un trionfo. I suoi curavano per nasconderlo alle ricerche dei pagani. Dicevansi ansiosi i fedeli: "Se il pastore viene percosso, che sarebbe delle pecore che

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rimangono?..." 48. Ma il Semprini era primo a sfidare i pericoli, primo ad affrontare le persecuzioni. I cristiani lo piansero morto. Ma viveva. Traeva suoi giorni in una spelonca fra le tigri della foresta. Il suo cuore in quella, [39]oh come si univa intimamente a Dio! Gemeva: "Ahimè, che già di troppo si è prolungato il mio soggiorno quaggiù49! Quando mi porgerete a stringere nella destra una palma? Quando, o Signore?".





p. 96
42 Originale: Cankinfu; questa e le altre correzioni segnalate alle note 43-46 si basano su Le Missioni Cattoliche, 7 febbraio 1879, p. 62, dove col titolo Martirio di un cristiano fu pubblicata la lettera di Eusebio Maria Semprini.



43 Originale: Siam-nin-hien.



44 Originale: Liespenkiao.



45 Originale: Sokum.



46 Originale: Gutan.



47 Originale: Russia; cfr. nota 30.



p. 97
48 Cfr. Zc 13, 7.



49 Sal 120(119), 5.



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