Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il fondamento...
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IL FONDAMENTO CATECHISMO PER LE ANIME CHE ASPIRANO A PERFEZIONE

PER LA SECONDA CLASSE

Lezione IV Del mistero dell'incarnazione, passione e morte di Gesù Cristo

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Lezione IV

Del mistero dell'incarnazione, passione

e morte di Gesù Cristo

  1. [15]Il sole colla sua benevola influenza trae a sé e sorregge la terra, i pianeti, le stelle. Il Signore colla pietà del suo amore conduce soavemente a sé i cuori di tutti gli uomini. La Persona seconda della Trinità augustissima, il Figliuolo eterno, si assunse la pietosissima impresa di discendere in mezzo a noi vestito d'umana carne.

  2. Mira e tienti da meravigliare, se puoi. In ogni giorno e in tutte le ore del il Figliuolo di Dio si incarna fino ad oggidì nelle mani sacerdotali. Ad ogni momento nell'orbe terracqueo si incarna nel cuore dei fedeli che lo ricevono nella santa Comunione. Si congiunge strettamente così come un padre col figlio. Si congiunge intimamente così dopo essersi unito cuore a cuore con Maria immacolata, prendendo carne benedetta dal cuore della Vergine purissima.

  3. [16]Ciò forma l'ineffabile mistero dell'Incarnazione santissima - 870 -del Verbo. Adora, o Filotea, questo che è mistero di amore ineffabile. Piaccia al cielo che tu stessa, incarnando nei cuori e nelle menti altrui gli affetti pii dell'animo tuo, tu stessa valga a perpetuare i frutti della divina Incarnazione. Intendilo, o Filotea. Sono forse poche le anime che da te attendono un conforto per essere salve?

  4. Intanto considera che nel mezzo del mondo è venuto il Figliuolo di Dio, che assunse un corpo d'uomo, un'anima umana soggetta a tutti i patimenti della vita allo infuori del peccato. Allarga il cuor tuo, o Filotea, e di': "Non sono già io creatura troppo vile e meschina nella famiglia del genere umano. Mio maggior fratello è Gesù Cristo perché egli è nato da Maria vergine, figlia d'Eva benché immacolata, e però mia sorella. Orsù, io m'accompagno a Maria e salgo all'alto".

  5. Le persone della Trinità augustissima si strinsero come a consiglio in cielo, e si domandarono: "Salviamo noi il mondo?". Rispose il Figlio: "Io mi offro per le creature infelici". Ed il Padre a lui: "Opera divina è liberare gli uomini dallo abisso di colpa". Filotea, quando è un'impresa di salute, prega tu stessa: "Deh!, ch'io sia fatta degna di patire [17]per il mio Dio". E se il superiore ti benedice, parti confidente. Continuerai con buon successo i prodigi del Verbo incarnato.

  6. Come il Figlio incarnato era nondimeno unito al Padre ed allo Spirito Santo, così tu, o Filotea, in muovere comechessia e dovechessia un'opera di Dio benedetta dal tuo superiore, tu hai teco la Regola santa che ti incammina all'operare, hai teco la mente ed il cuore del superiore, e con lo spirito del superiore l'affetto pio di tutti i buoni che ti accompagnano in ispirito di preghiera.

  7. Il Figliuolo di Dio, incarnato di propria autorità, mandato dal Padre, predicava la sua celeste dottrina, di propria virtù guariva i malati, risuscitava i morti, perdonava le colpe. La divinità era nella Persona adorabile del Verbo. Tu, come san Pietro e come gli apostoli, non in virtù di te che sei meschina e peccatrice, o Filotea, ma in virtù di Gesù Cristo che è la forza del tuo braccio, tu stessa sollevi gli infermi e converti i peccatori.

  8. I Saverii, i Salesii, i Borromei, i Vincenzi per l'eccellenza delle loro opere sonosi meritati oltre a quello di Battesimo- 871 -, un nome glorioso dai popoli, che come voce di un uomo solo li salutarono dicendo: "Salvete[18], o eroi cristiani, veri personaggi apostolici!". Il Figliuol di Dio, in salvare il mondo, fu dagli angeli dapprima e dagli uomini di poi salutato così: "Viva Gesù Cristo in eterno".

  9. E in applaudire al Figlio incarnato, applaudivano al Padre eterno, di cui Gesù è Figliuolo consostanziale. Così, o Filotea, se tu mai meriti che un'anima applauda a te per un nonnulla di bene che hai fatto, questa applaude a Dio che te ne ha data la virtù.

  10. Adora Gesù Cristo, vero figlio della Vergine immacolata. Lo Spirito Santo Iddio pose in cuore a Maria la purezza per essenza, Gesù che si pasce tra gigli immacolati e che è lo sposo dei vergini. Filotea, ah se tu vivi pura ed umile al pari della Vergine! Meriterai tu stessa che Dio ti faccia madre pia di tanti figli che hanno perduta la madre propria.

  11. Venera pure quest'altro mistero. Gesù nello incarnarsi compie atto pietosissimo. Pure, al cospetto degli uomini, dovette coprire la maestà di tanto prodigio e assumersi quasi padre un uomo benché castissimo, san Giuseppe. Così il superiore le molte volte deve tener nascosta a te la ragione di un consiglio [19]o di un comando suo, perché tu non intenderesti. Imparalo ora qui a dir sempre: "Colui che mi dirige in nome del Signore, lo sa egli il da farsi da me". Tu intanto ubbidisci pure ciecamente.

  12. Per salvarci il Figliuolo di Dio si umiliò al punto di rivestire le miserie della umana natura. Ora va tu e che quanto sopporti in fare quella scuola è già troppo, che troppo è quanto eserciti di pazienza in lavoro al campo, in tedio presso ad un infermo!

  13. Pensa, o Filotea, di essere caduta da alto in un abisso e di sentirti ronzare sul capo il fragore d'un nembo, il sibilar delle saette, eppure trovare chi ti salva pietoso: oh come riconoscenti noi bagniamo di lagrime la destra di chi ci solleva! E tu, o Filotea, quante volte ringrazii di cuore Gesù Cristo? Dimmelo tu: quante volte, pietosa, tu stessa porgi la destra per risollevare un prossimo ricaduto? Spalanca qui le porte d'inferno entro al quale dovresti giacere. Apri dinanzi a te

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ancor le porte del paradiso che ti attende ormai, e poi risolvi a quel meglio che Dio vuole da te stessa.

  14. Nel cuore, o Filotea, tu hai avuto fin dal primo momento, quasi aspide in seno, il [20]peccato d'origine. Si può egli avere una serpe nelle viscere e poi vivere tranquillo? Ma Dio te n'ha liberato omai. Ringrazialo e umiliati.

  15. E impara ad ubbidire a Dio ed al superior tuo. Quello di Adamo fu fallo funesto di disobbedienza. Quando tu stessa, o Filotea, venga meno all'obbedienza, non ti senti tu medesima struggere nell'animo?

  16. Il figlio d'un padre ribelle reca in fronte la macchia di condanna. Meschinella te, o Filotea, che in guardare in fondo al cuor tuo tu senti rimproverarti: "Mio padre è un rivoluzionario e la madre mia donna peccatrice"!

  17. Ora come al ribelle si devono carceri e patimenti, così all'uomo peccatore. Però, Filotea, ti lagnerai tu ancora di qualsiasi sofferenza che Iddio ti imponga a castigo di una colpa iniquissima?

  18. Gesù Cristo, per lavare in te tale orrore di macchia, ha patito ed è morto in croce, ed ora sarà possibile che tu ancora non aspiri a morire per affetto al tuo Salvatore?

  19. Il tuo Redentore in quanto uomo spirò in croce. Tu, che tardi a configgere alla croce del Calvario le passioni tue?

  20. [21]Intorno al corpo di Gesù Cristo morto i giusti della terra e gli angeli del cielo muovono tuttodì affetti di compassione estrema. Quanto a te, se come un corpo morto t'affidi al tuo superiore, ecco che i giusti di quaggiù e i beati del paradiso prenderanno subito a dire a Dio: "Ecco un vero seguace di Gesù salvatore".

  21. L'anima santissima del Redentore, apparendo nello splendore di luce celeste, consolò le anime afflitte nel limbo dei santi Padri. Oh quante anime attendono pure sollievo da te! Ma per venire in soccorso opportuno, deve l'anima tua liberarsi da tutte le voglie sensuali d'un corpo di peccato.

  22. Nella porzione di tre giorni, dai vesperi del venerdì agli albori della Pasqua, la salma di Gesù riempì la terra di pia compassione e di meravigliosi prodigi. Oh, se anche tu accanto a Gesù seppellisci l'uomo vecchio della concupiscenza,

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credilo che tu stesso scuoteresti santamente d'intorno a te il mondo che ti circonda!

  23. Sulla tomba rovesciata del divin Salvatore l'angelo scrisse: "È risorto!". Filotea, anche tu se muori con Cristo risorgerai con lui gloriosa. Tutti accorreranno per edificarsi [22]ancor quaggiù nello splendore delle tue virtù.

  24. L'anima santissima del Redentore a modo di luce vivificante rientrò nel corpo, santuario della divinità, e così Gesù Cristo per virtù propria risuscitò trionfante, come d'un tratto e per divina virtù puoi tu medesima ritornare gloriosa. Vuolsi solo che tu a ciò attenda per meritarti un raggio di divina grazia.

  25. Intorno a Gesù risorto gli apostoli n'ebbero lena e grazia, ed i discepoli conforto e benedizione. Intorno a te, Filotea, risorta dal sepolcro delle tue ree inclinazioni alla gloria di virtù care, intorno a te, dico, le anime timide e le vacillanti s'aduneranno per essere con gioia avvalorate.

  26. Gesù Cristo per virtù propria ascese al cielo. E tu, Filotea, vi ascenderai per virtù del tuo Salvatore. In salire dirai alle anime che ti circondano: "Arrivederci in paradiso!".

  27. Gesù Cristo ascende in alto e dimora tuttavia vivo e reale nel Santissimo Sacramento. Consolati, Filotea mia: tu stessa ascenderai e il soave olezzo di tue virtù rimarrà fra noi mortali. Chi non desidera che intorno alla tua salma Iddio compia suoi [23]prodigi, come intorno alla tomba dell'eroe che, morto, vive e parla tuttavia coll'esempio di sua virtù? Se tanti si resero santi perché non tu stessa ti fai santa?


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