Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il fondamento...
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IL FONDAMENTO CATECHISMO PER LE ANIME CHE ASPIRANO A PERFEZIONE

ISTRUZIONI SOPRA LE VIRTÙ PRINCIPALI, I DONI DELLO SPIRITO SANTO, I PECCATI ED I VIZII

Lezione VI Di alcuni peccati più gravi e dei vizi capitali

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Lezione VI

Di alcuni peccati più gravi e dei vizi capitali

  1. [203]Filotea, non intendesti al cuore questo rimprovero del Signore? "Se mi avesse conficcato gente avversaria non mi sarei doluto tanto, ma tu diletta mia!" 53. E lo stesso cuor tuo non ti garrì dicendo: "Cruda, che affligesti il cuor del prossimo tuo"?

  2. Figurati una compagna che gridi disperata: "Io son dannata omai!". Ovvero che non eseguisce punto il dover suo, che si adira del bene che fanno gli altri, che sia incorreggibile, oppure che dica: "Dio mi salverà allo stesso modo", ovvero che dica: "Per quanto è in me, io mi dannerò disperatamente per far dispetto a Dio". Filotea, ti piacerebbe punto compagna tale?

  3. Si perdonano i falli di fragilità, ma quelli di malizia più severamente si puniscono. Ritorna al consiglio che già ti porsi. Ah, se per ogni ricaduta tu invochi pietosa una destra che ti flagelli! Noi siamo cosiffatti, che senza castigo troppo difficilmente ci guardiamo dai falli nostri.

  4. [204]I peccati che gridano vendetta a Dio son da parte tua, o Filotea, quello zelo amaro, quel riprendere perpetuo con poca ragione, quello adagiarti sui disagi altrui. Anima fedele, possibile che tu dormi tranquilla sulle tue piume all'ora stessa che altri per il tuo duro trattare posano le membra afflitte sopra un giaciglio di paglia?

  5. Filotea, tu che sei posta quasi candelabro per risplendere, guardati, te ne prego, da quei falli che contristando il cuore altrui son quasi serpette che si insinuano per spargere il veleno a far disertare la pace e la carità.

  6. Però poniti in sicuro, o Filotea. Guardati dai vizii. Le persone delicate ve' come sono attente a schivare un soffio d'aria inclemente, un raggio di sole intempestivo. Così tu, che sei ben fragile, cura a non cadere in certe sciagure di mali. Attendi a guarire in te quelle piaghe di vizii che ti sono causa di rovina.

 

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  7. Compassione! Noi siamo fiacchi, ahi quanto!, nel corpo e fragili, ahi troppo!, nello spirito. Curiamo ogni passo nel cammino della vita. Ma sovrat<t>utto guardiamoci dalle gravi cadute nei vizii capitali.

  8. Considera il martirio con cui, o Filotea, quando sei rimproverata te ne duoli! Quando ti [205]manca un agio della vita, te ne rattristi! E il cuor tuo come piange agli stimoli del senso! Non ti inquieti giammai, e non mai ti accosti con avidità al cibo? Considera se mai ti sei doluta perché altre anime si mostrassero di te migliori, e tu intanto a cullarti in un ozio pericoloso e di mente e di corpo. Filotea, scorgi ora come in te stessa siavi tuttavia fomite di tutti i vizii capitali!

  9. Or prega Dio che ti illumini. Una mente scombuiata dal fosco di questi vizii, credi tu che non possa non inciampare molte fiate? Ovvero che un cuore che ritrae l'amaro del fiele, giammai possa disgustare? Esamina te stessa con attenzione, ché potrai con eguale evidenza porre il dito sulla piaga che t'affligge e dire: "Questo male è per cagione del mio amor proprio e quest'altro per castigo del soverchio mio attacco".

  10. Onde per la terza volta sono a pregarti, o Filotea, che per ogni azione di vizio biasimevole ponga tosto atto di virtù buona che vi s'opponga. Sant'Ignazio fino all'ultima ora di vita esaminò il proprio cuore, e fino a quel momento estremo volle castigare in sé quelle ombre di vanità che parevagli farsi innanzi allo sguardo suo.





p. 978
53                Cfr. Sal 55(54), 13s.



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