Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

VII. La filosofia di Leone XIII E la filosofia dei progressisti

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[- 962 -]

VII.

La filosofia di Leone XIII

E la filosofia dei progressisti

  [22] Non è dubbio: vale maggiormente una massima della filosofia di Leone xiii che i cento volumi della filosofia progressista. Leone xiii grida colla parola e col fatto: "Amo Iddio e il prossimo mio" e con questo egli addiviene caro come la gioia del genere umano.

  Facciamoci ad intender meglio su di ciò. Un raggio di quella sapienziale filosofia che irradia sulla fronte di Leone xiii splendeva nella mente del sommo sacerdote Simone, quando apparendo in candide vestimenta nel tempio istruiva26 - 963 -a salute il popolo ebreo. Lo stesso pagano Ciro nello incontrarlo al santuario sclamò attonito: "Quest'è personaggio ammirabile e potente... Mi apparì all'Ellesponto e mi confortò". E rivoltosi al popolo, il re Ciro parlò: "Io saluto la patria e il tempio vostro. Io onoro la patria con esonerarvi dalle tasse in quest'anno sabbatico, onoro il tempio con raccomandarvi che lo rispettiate sempre. Questo lo dico a tutti gli ebrei che sono sparsi sulla faccia della terra"27.

  Un lume di saggia filosofia dal popolo di Dio passò al popolo pagano e ad Aristotile, che però divenne filosofo celebrato. Ei faceva dire a Filippo: [23] "Godo che sia divenuto padre, ma più ne son lieto di avere a maestro del mio Alessandro Aristotile". Ed alla sua volta asseriva Alessandro il Grande: "Aristotile non si staccherà da me giammai, perché egli deve colla sapienza guadagnare la mente e i cuori dei popoli che io verrò soggiogando colle armi".

  La vera filosofia è quella che persuade la mente, che commove i cuori. Filosofia siffatta talora è dal cielo aiutata col prodigio. Il re d'Egitto, istruito alla filosofia del tornaconto, impone che l'un dopo l'altro due capitani con forte armata s'affrettino a spogliare il tempio santo del Signore in Gerusalemme. Quando Simone circondato da cilizii, disciolto in lagrime, supplica in persona propria e del popolo: "Vendicalo tu, o Signore, l'onore del tempio tuo", ecco che due angeli appaiono con spada scintillante e gridano: "Guai al sacrilego!" Ed Eliodoro, il secondo arrivato, sentesi spingere a calci da un cavaliere magnificamente vestito e seduto sopra un destriero... e due giovani pure apparendo il flagellavano spietatamente ai fianchi, finché dolendosi Eliodoro comparve il sommo sacerdote Onia. Allora i due giovani parlarono: "Per le preghiere di Onia tu sei salvo; or va e riferisci al tuo re".

- 964 -  Questi avvenimenti disponevano all'edificazion del tempio santo in Egitto in cui profetò Isaia: "In quel giorno cinque città saranno nella terra di Egitto che parleranno la lingua di Canaan e giureranno pel Signore degli eserciti; una sarà chiamata Eliopoli, città del sole. In quel giorno sarà nel mezzo della [24] terra di Egitto l'altare del Signore e il trionfo del Signore a' suoi confini"28.

  Gli avvenimenti prodotti dalla filosofia del sacerdote sommo inducono i potenti a scrivere come Nabucco: "Questo è il decreto che io faccio. Qualunque popolo, tribù o lingua che proferirà bestemmia contro il Dio di questi giovinetti, perisca e sieno devastate le case loro, imperocché altro Dio non è che possa salvare in tal modo"29.

  Gli articoli 183, 184, 185, 186, 187, 188, 189 del Codice penale italiano puniscono con la pena del carcere estensibile a sei mesi e con multa estensibile a lire 500, e sempre coll'aggiunta della pub<b>lica ammonizione, "chiunque con violenze di fatto, minaccie o tumulti impedisca, interrompa o turbi le funzioni e le cerimonie della religione dello Stato; chiunque per offendere la religione dello Stato conculchi, distrugga od infranga, in luoghi sacri o fuori, cose al culto divino consacrate; chiunque con animo deliberato proferisce pub<b>liche contumelie ad oltraggio della religione cattolica, che è la sola religione dello Stato, o commette pubblicamente qualsiasi altro fatto tale da offendere la religione medesima, da eccitare altrui al disprezzo e da produrre scandalo; chiunque con violenze, minaccie, insulti ed altri oltraggi offende i ministri della religione dello Stato... nell'esercizio delle loro funzioni e cerimonie".

  La filosofia del progresso è quella che addormenta le orecchie e che soffoca i sentimenti del cuore; è filosofia che danna il corpo con far che i potenti gridino[25] tuttodì come Faraone: "Valiamoci più assiduamente del lavoro e opprimiamoli perché sono i servi nostri". E' la filosofia del progresso - 965 -quella che danna l'anima, mentre fa superbi come Eraclito, che scriveva a Dario re di Persia: "Io sprezzo le vanità che regnano nelle corti, son contento della mia sorte e del vivere a genio mio".

  Ventidue secoli di poi, noi ci incontreremo con Rousseau, il quale scriverà: "Qual filosofo v'ha che per la gloria sua non ingannerebbe volontieri tutto il genere umano? Dov'è colui che dentro all'animo suo propongasi altro fine che quello di segnalarsi? Purché egli si innalzi sopra il volgo, purché egli offuschi lo splendore de' suoi competitori, che gl'importa del resto? L'essenziale è pensarla diversamente dagli altri". Eppoi vengano <a> dirci che a molto valga la filosofia del progresso. Via da noi, che dessa è filosofia di dannazione! Venga e si espanda a tutta la terra la filosofia del Vicario del Salvator divino, ché questa è luce di paradiso che illumina, è virtù celestiale che conforta.





p. 962
26 Originale: istituiva.



p. 963
27 In Rohrbacher I, p. 282, gli episodi qui riassunti (Lo stesso pagano Ciro [...] sulla faccia della terra».) sono riferiti ad Alessandro Magno e al sommo sacerdote Giaddo invece che al re Ciro e al sommo sacerdote Simone.



p. 964
28 Is 19, 18s.



29 Cfr. Dn 3, 96.



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