Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XI. Uno solo è infallibile

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XI.

Uno solo è infallibile

  [36] Persuadetevelo tutti quanti che un sol è infallibile, il pontefice sommo. Quanto a tutti noi, umiliamoci potentemente e ringraziamo Iddio quando un nonnulla possiamo fare per la sua gloria e di poi affrettiamoci a soggiungere: "Servi inutiles sumus"44.

  Costantino, guidato sensibilmente dalla potenza di Gesù che gli apparve sul valico delle Alpi, entra in Roma ed è trionfalmente ricevuto... Costantino risponde agli applausi additando la croce e risaluta il popolo dicendo: "Con questo vessillo, vera insegna del valore, ho liberato dal giogo del tiranno la vostra città e restituito al Senato e al popolo il suo primo splendore". E la città erige la statua di Costantino con la croce nella destra e gli innalza arco di trionfo e acclama: "All'imperatore Cesare Flavio Costantino, massimo, pio, felice, augusto, in avere, per istinto della divinità e per la grandezza della sua mente, col suo esercito e colla giustizia delle sue armi, vendicato in un sol combattimento dall'oppressione del tiranno e di tutta la sua fazione, la repubblica, il Senato e il popolo romano gli ha dedicato quest'arco di trionfo come al liberatore della città e fondatore della quiete".

  Or Costantino si inchina a Gesù ed al Vicario del Salvatore, offre ingenti tesori per la costruzione in [37] Roma del tempio santo al Signore, e venuto poi all'Adriatico, dove si prospetta dall'occidente all'oriente, ivi pose le fondamenta di altra capitale che si disse Città di Costantino.

  Fin qui il mondo cristiano applaudì allo imperatore come a sovrano cristianissimo. Ma non così quando Costantino, presumendo di sé, credette alla sorella Costanza e tolse a proteggere certo Eusebio, d'accordo con un Ario bestemmiatore sottile - 975 -della divinità di Gesù Cristo, vero lupo in forma d'agnello, un ipocrita triste che si valse del suo ingegno per commovere in guerra d'eresia l'oriente insieme coll'occidente.

  Sfidò per tempo e dispose questo turbine45 d'eresia il demonio, che nascondeva il suo lavoro nella persona dei simoniani, i quali più superbi di Lucifero se la pretendevano con dire: "La scienza e la ragione bastano a tutto, il progresso deve farsi strada nelle menti, deve spiegare tutti i misteri e così disfarsi dei misteri della fede in Gesù Cristo".

  I gnostici, o sapienti, di Antiochia e di Alessandria se la pretendevano anche più e dicevansi santi con abbandonarsi a tutte le turpitudini, come alla fine del secolo scorso SaintSimon, Enfantin e loro seguaci.

  I donatisti egualmente superbi gridavano: "Or che nella Chiesa è diminuito il martirio del sangue, dobbiamo noi buttarci dai precipizii o soffocarci nelle acque e comandare che si trucidi il viandante per istrada, affinché il nostro martirio santo salvi la Chiesa".

  In quest'elemento di errore e di vizio l'arianesimo [38] trovò di crescere e Costantino, non soffocando il mal germe, fu causa che per trecento anni la Chiesa di oriente e di occidente soffrisse i più crudi mali.

  Costanzo, che gli succedé, pretese farla da teologo e non chiamato pretese farsi difensor della Chiesa ed a Milano adunò in concilio i vescovi dell'oriente e dell'occidente. I quali non sentenziando come Costanzo voleva, l'imperatore infuriò e rimise l'affare al popolo che pure aderì a' suoi vescovi. Allora Costanzo condanna allo esiglio i successori degli apostoli e si fa poi vicino al pontefice di Roma per costringerlo ai suoi arbitrii.

  Ma il pontefice risponde col Salmista: "Si sono levati i re della terra e i principi si sono collegati insieme contro il Signore e contro il suo Cristo... Stolti! Colui che nel cielo risiede si burlerà di loro, e il Signore li schiaccerà... Regi, imparate, ravvedetevi, voi che siete i giudici della terra, servite a - 976 -lui nel timore46 e in lui con tremore esultate"47. Con questo dire scaccia il perturbatore.

  Sant'Eusebio di Vercelli e san Lucifero di Cagliari si rallegrano vivamente col pontefice del Signore. E sant'Ilario vescovo di Poitiers, dolendogli troppo delle lagrime che Costanzo fece spargere al comun padre dei fedeli, l'insegue e il rimprovera severamente così: "E' tempo di parlare, perché quel di tacere è passato. Attendasi come già prossima la fin del mondo, poiché regna l'Anticristo... Poniamo le anime per le pecore, poiché i lupi sono entrati e il furioso leone va in giro. Andiamo al martirio con quelle parole: L'angelo di Satana si è trasformato in angelo di luce... Moriamo con Cristo per regnare con [39] Cristo... Io denunzio pertanto a te, o Costanzo, quel che avrei detto a Nerone, quello che da me avrebbero udito e Decio e Massimiano48. Tu fai la guerra a Dio, tu incrudelisci contro la Chiesa; tu perseguiti i santi, odi i predicatori di Cristo... Tu ti fai tiranno non già nelle cose umane ma nelle divine... Ti spacci cristiano e sei un nuovo nemico di Cristo; precursore dell'Anticristo, tu compi il mistero suo di iniquità, fabbrichi molte confessioni di fede e vivi contro la fede... Tu odi, ma non vuoi che altri ne sospetti; tu menti senza che altri se ne avvegga, tu accarezzi senza amore, tu fai tutto quello che vuoi senza farti scorgere...".

  I vescovi dell'oriente e dell'occidente accompagnarono questi sensi del vescovo di Poitiers49. Ma specialmente il vescovo di Alessandria sant'Atanasio, che confortato dal pontefice sommo valse <come> un leone di fortezza ad atterrire tutti i mostri d'errore sì nell'oriente che nell'occidente. Il nome di Atanasio è una potenza.

  Circondato, non fu vinto giammai. Egli solo abbatté più volte un conciliabolo di avversari. Non temé l'ira dei grandi, non cadde nei lacci degli adulatori, sprezzò le minacce, l'esiglio tollerò più volte. Ma ritornando in Alessandria era un tripudio - 977 -indescrivibile di tutti i buoni. Giovani e fanciulle in ringraziamento a Dio si consecravano al Signore con voto di verginità. I coniugati con special fervore attendevano all'orazione, molti pagani si convertivano. Ursacio e Valente, già avversari accaniti di Atanasio50, si ravvidero pure e sclamavano poi con tutti: "Uno solo è infallibile, perché il crediamo tutti che un solo [40] è Dio nel cielo, un solo il Vicario del Signore in terra".





p. 974
44 Lc 17, 10.



p. 975
45 Originale: Sfidarono per tempo e disposero questo turbine.



p. 976
46 Originale: Signore.



47 Sal 2, 2.4.10s.



48 Originale: Massimino; cfr. Rohrbacher III, p. 806.



49 Originale: Poithiers; cfr. Rohrbacher III, p. 771.



p. 977
50 Originale: Anastasio; cfr. Rohrbacher III, p. 702.



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