Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
Lettura del testo

LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XVIII. Il pontefice è la vita e la gioia del mondo cristiano

«»

- 994 -

XVIII.

Il pontefice è la vita e la gioia del mondo cristiano

   Percorriamo anche in questo luogo un periodo di storia ecclesiastica. Siamo allo scorcio del sesto79 secolo. In Roma si elevò un catafalco di dolore altissimo. Il pontefice san Pelagio era morto. Il mondo dei fedeli trasse al feretro che ne racchiudeva la salma e piansero: "Miseri, che ora siamo orfani del padre nostro!"

  [61] Indi girando lo sguardo in cerca di altro cuore grande per intendere e per amare, incominciarono i cristiani questo parlare: "Gregorio fu pur sempre figlio dilettissimo del pontefice santo.

  Già lo vedemmo quando, movendosi a gran pietà per gl'inglesi, ne intraprese la loro conversione. E quando per obbedire a Pelagio il santo, ei fu a Costantinopoli, e che persuadendolo dispose il patriarca Eutichio a ben morire, confessando la risurrezion della carne, oh come fummo noi trepidanti pel suo ritorno sollecito! Gridavamo noi romani: Gregorio non si scosti guari da noi! Ed or che l'abbiamo nel mezzo, il proclameremo pontefice, e così egli ci amerà e come sacerdote e come padre doppiamente".

  Or Gregorio costretto emetteva poi questi dolorosi accenti: "Temo per me... temo per quelli che sono alle mie cure affidati... Sono oppresso da tristezza sì che appena posso parlare... E' per le mie iniquità che ricevo lodi a vece di biasimo... Si rattristino meco tutti quelli che mi amano". Parlò poi in tutte le lingue del mondo nella sua Regola pastorale, rispondendo all'interrogazione: Chi è chiamato al vescovado?... Qual dev'essere per sé e per il popolo un vescovo?

  Il pontefice esercitava il suo potere direttivo anche nel governo temporale. Gregorio possedeva 12 patrimoni; Costantinopoli gli versava il canone annuo di 400 mila lire.

- 995 -  Sotto il pontificato sommo, i vescovi sono gli ispettori dei magistrati, i protettori dei popoli. Dall'assemblea dei vescovi imparano i principi a ben governare. Ai principi Gregorio consacrò il libro dei [62] Dialoghi. I concilii e le decretali dei pontefici sono regola pratica della fede e dei costumi. San Gregorio compose l'Antifonario. Scriveva d'assai e soleva dire: "A che astringere gli oracoli del cielo alle leggi del grammatico Donato?"

  San Gregorio per mezzo di sant'Agostino evangelizzò l'Inghilterra, e per mezzo di san Massimiano riordinò il costume cristiano in Sicilia. A Teodolinda80, sposa del re Agilulfo, diceva: "Tu non saresti che cristiana per metà se non ti adoperassi per convertire il consorte tuo" e ottenendo sclamava poi Gregorio: "Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus"81.

  San Leandro, sant'Isidoro in occidente mescevano la propria gioia con quella del pontefice. San Giovanni Elemosiniere, vescovo in Alessandria, dava sfogo al cuore suo con mandare a Gerusalemme pei ristauri del santuario della Risurrezione mille monete d'oro, mille sacca di frumento, mille travi di legname, mille pesi di ferro, mille misure di pane secco, mille vasi di vino.

  Mandava pure mille operai di Egitto e scusavasi al vescovo dicendo: "Perdonami se niente ti mando che sia degno dei templi del Cristo... Verrei io stesso per faticare colle mie braccia...". San Giovanni consolava i tribulati con dire: "Abbiate pazienza che la misericordia di Dio è vicina...". E dai moribondi s'accomiatava con dire: "Andate in pace e pregate poi per me".

  In occidente Reccaredo re di Spagna per la prima volta istituì che la religione cattolica fosse la dominante nello Stato. Ed in oriente l'imperatore Eraclio ricuperò dai [63] persiani il santo legno della croce. Passò per Tesifonte, fabbricata sull'antica Babilonia, e percorrendo dinanzi al santuario - 996 -del sole considerò la statua di Cosroe, che versava fuoco in pioggia, metteva muggiti come il fragor di tuono, e ne provò estremo compatimento. I pagani in iscorgere Eraclio pietosissimo con i feriti, benevolo con tutti, sclamavano: "L'imperatore di Costantinopoli perché non è desso il padrone di tutta la terra?"

  Tanto vale un saggio di quella sapiente bontà che in sì gran copia <si> riversa dalla Chiesa e dal pontefice del Signore. San Gregorio egli è desso la vita del popolo e la gioia dei fedeli.





p. 994
79 Originale: quarto.



p. 995
80 In Rohrbacher V, p. 323: «Teodelinda».



81 Lc 2, 14.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma